AUTORI
Francesco Bellusci
04.01.2017

Anniversari. Una conferenza radiofonica sul corpo utopico / Di quale corpo ci parla Foucault?

“Posso andarmene in capo al mondo, nascondermi sotto le coperte la mattina, farmi il più piccolo possibile, posso pure liquefarmi al sole su una spiaggia, lui sarà sempre là dove sono io”. Chi è questo compagno assiduo che anticipa e mette sotto scacco ogni mio tentativo di separarmene? Chi o cos’è questa presenza con cui sono condannato a condividere sempre il mio spazio, le mie destinazioni, i miei soggiorni, persino i miei nascondigli? Chi o cosa non m’impedisce di cambiare posto, di andare altrove, eppure mi rende impossibile prenderne congedo? La risposta che Michel Foucault dà in una delle due conferenze radiofoniche sugli “spazi altri”, trasmesse nel dicembre 1966 (Le corps utopique – Les hétérotopies, Éditions Lignes, trad. it. Utopie. Eterotopie, Cronopio 2004 ) e poi riprese in...

26.12.2016

Biogea / Michel Serres: incontri, amori

Pubblichiamo un estratto della postfazione di Francesco Bellusci al nuovo libro, tradotto in italiano, di Michel Serres: Biogea. Il racconto della terra, dal 24 novembre in libreria, e un brano tratto dall’ultimo capitolo del libro intitolato: “Incontri, amori”.    Improvvisamente, nel giro di meno di un secolo, dopo millenni, abbiamo eroso quel campo della Necessità che stoici ed epicurei ritenevano invalicabile. Ciò che non era in nostro potere, ora lo è, in tutto o in parte. La nascita e la morte, le minacce alla nostra salute, la vita e il suo codice genetico, la velocità delle comunicazioni e degli spostamenti, la riproducibilità dei beni, il clima. Siamo all’altezza del mondo, siamo dotati di strumenti all’altezza della sua potenza, ma ci salveremo solo se ci...

21.11.2016

21 novembre 2016, Giornata mondiale della filosofia / Riposare o essere liberi?

Le origini della cultura occidentale affondano nella nascita della filosofia, ma, come ha scritto Giorgio Colli, le origini della filosofia restano misteriose. Ora, per gettarvi una luce, si può certamente continuare a esplorare la cesura storica che separa il logos dal mito; il pensiero razionale, astratto, discorsivo, che connota la pratica filosofica, dalla sapienza mistica, divinatoria e misterica, a sfondo religioso, nella Grecia che va dall’VIII al V secolo avanti Cristo. Come fa, d’altronde, lo stesso Colli che individua l’anello di congiunzione tra i due momenti nella soluzione dell’enigma della conoscenza, che avviene prima attraverso la mediazione degli oracoli divini, poi attraverso l’agonismo solo umano e secolarizzato dell’arte della discussione (G. Colli, La nascita della...

15.11.2016

Tra i saperi e tra i due secoli / Edgar Morin. Il viandante e il suo metodo

Edgar Morin stesso, nel prologo del quinto dei sei tomi della sua monumentale La Méthode, ci svela la bussola segreta usata nel lungo itinerario di ricerca percorso, per oltre mezzo secolo, a suo dire, come il caminante della poesia di Machado, senza la certezza di sentieri tracciati in anticipo. Lapidariamente scrive: “L’ossessione principale della mia opera concerne la condizione umana”. E, infatti, i libri dell’esordio, L’uomo e la morte (1951) e Cinema o l’uomo immaginario (1957), a metà tra antropologia e sociologia, sono dedicati alla dimensione immaginaria, cioè mitologizzante, fantasmatica, onirica, intesa come parte integrante della realtà umana, innescata ora dalla paura della morte, già nelle società arcaiche, ora dai processi di proiezione e identificazione dell’uomo moderno...

07.09.2016

Come sull’orlo del mare un volto di sabbia / A cinquant’anni da Le parole e le cose di Foucault

Pubblicato nel 1966, con l’editore Gallimard di Parigi, Les mots et les choses. Une archéologie des sciences humaines (Le parole e le cose. Un’archeologia delle scienze umane) di Michel Foucault non è solo l’opera che canonizza definitivamente un nuovo maître à penser sulla scena intellettuale francese, ma anche l’evento editoriale di quell’anno. Anno nel quale lo strutturalismo tocca il suo apogeo e assume i contorni di un vero diluvio che inesorabilmente travolge e fa invecchiare agli occhi delle nuove generazioni, in particolare, le stelle del firmamento filosofico del secondo dopoguerra, come Sartre o Merleau-Ponty, padri nobili in Francia della fenomenologia, dell’esistenzialismo e dell’engagement civile e politico. Contraddistinto da uno stile virtuosistico e avvolgente, si può...

04.06.2016

Definire la guerra

“Gli uomini sono nati per uccidere, ma portano il distintivo della pace in testa”, dice il soldato Joker in Full Metal Jacket di Kubrick, indicando icasticamente il duplice e paradossale ingrediente che sembra connotare la natura e la storia dell’umanità fino ad oggi: aggressività e solidarietà, violenza e tolleranza, civiltà e barbarie, guerra e pace. In nome della famosa “legge di Hume”, ovviamente, constatare per l’ennesima volta che sia così, non significa che debba essere così o che non possa non continuare ad essere così. Nulla ci autorizza a scivolare dal piano della descrizione a quello della previsione e addirittura della prescrizione, magari fornendo una giustificazione ad atteggiamenti fatalistici, cinici o pseudo-realistici. Può essere utile, invece, come ci aiuta a fare...