AUTORI
Matteo Marchesini
19.04.2018

Il Sessantotto di chi non c'era / Sessantotto bifronte

A mezzo secolo dal ’68, sentiremo ricordare un po’ dappertutto gli opposti significati che gli vengono attribuiti. La sua cifra bifronte indica sia l’ultima rivolta imparentata con i moti ottonovecenteschi, sia l’affermazione di una società affluente dove la tendenza libertaria è indistinguibile dal consumismo; evoca un istinto ludico e anarchico che si rovescia in pratiche settarie; simboleggia un’estetizzazione della politica e una fame d’immaginazione che preparano l’aggressività pubblicitaria; ed è legata a un rifiuto della cultura che sfocia in un enorme abuso di gerghi teorici. Un tema che attraversa quasi tutte queste dialettiche è quello dell’autorità. Chi vede nel ’68 l’origine di un presunto lassismo lo confonde con l’andamento complessivo dello sviluppo, del quale i movimenti...

14.04.2018

Antoine Compagnon. Gli antimoderni

La modernità è quel posto da cui non si può tornare indietro. Accelera i cambiamenti, divora i suoi figli che un attimo prima erano all’avanguardia, scioglie le caste e scompiglia i ceti, rende obsolete le filosofie sistematiche e dissolve i generi classicisti. Non ci si bagna due volte nel suo fiume.  Appena si è morsa la mela dello sviluppo, delle rivoluzioni e dello storicismo, ogni restaurazione che provi a mettere il tempo tra parentesi appare culturalmente kitsch e socialmente grottesca, anche e magari soprattutto quando s’impone con mezzi criminali. La modernità è puro artificio, e suscita il desiderio struggente di un altrove naturale. Ma tentare di raggiungerlo è inutile, perché ormai anche la natura coincide con questo artificio, e tutte le sue immagini edeniche scadono...

07.04.2018

Un ritratto / Luciano Bianciardi: gaddiano e classicista

I nostri scrittori nati negli anni venti, gli ultimi a conoscere una canonizzazione non meramente accademico-editoriale, hanno attraversato in poco tempo un numero straordinario di traumi storici e stagioni culturali. Cresciuti tra prosa d’arte e fascismo, adulti tra neorealismo e dopoguerra, sono maturati poi durante il boom, perdendo le speranze palingenetiche della giovinezza. Spesso hanno trasformato le narrazioni degli esordi in levigati apologhi o in ibride, lutulente opere-mostro, invecchiando tra le ideologie antistoriciste e approdando magari a un maneggevole postmodernismo. È una parabola che si può riconoscere in Pasolini, Sciascia, Calvino: cioè negli autori più celebri di questa generazione. Specie il primo e il terzo, in modi speculari, hanno finto di poter guardare la...

15.11.2017

Da domani in libreria / I racconti di Paolo Zanotti

Come nei romanzi di Paolo Zanotti, anche nei racconti di L’originale di Giorgia (Pendragon, 2017) si trova una situazione ricorrente: c’è una banda di ragazzini in cui circola la stessa energia fantastica e sentimentale, che ha come fonte o calamita un personaggio femminile vagheggiato, trasfigurato, stilnovisticamente imprendibile. I protagonisti zanottiani serbano il sapore intatto di una speranza “che non è per loro”, e che oggettivano in sorelline immaginarie o bambine bonsai. Queste compagne con le guance pescose e le ginocchia sbucciate profumano di prato, di latte, di manga e di un tempo che non è mai attuale. L’inesistenza, gli avatar illusori, l’ibernazione e il sogno le allontanano in un’utopia retrospettiva. Ma ecco che allora, specularmente, anche la banda maschile si congela...

24.10.2017

Potere, prestigio, riconoscimento, amore / Simone Weil: la forza, la grazia

«Non resta / che far torto, o patirlo», diceva l’Adelchi morente di Manzoni. Aggiungendo subito, a chiosa, che «Una feroce / forza il mondo possiede, e fa nomarsi / dritto». Il «mondo» rifiutato da Cristo è interamente sottoposto alle leggi della sopraffazione. Niente e nessuno ne è immune, e chi si illude di esserlo sta tirando una coperta ideologica sulla nuda realtà dei fatti. Il massimo che possiamo fare è sospendere a tratti il dominio di questa fisica bruta, trovare un geometrico equilibrio tra le forze e tenere ferme le tensioni contrarie in un’ascesi contemplativa. Non si può cancellare la ferocia che ci governa, solo esercitarsi ad arrestarne provvisoriamente l’azione. Ma la sua natura è così travolgente che anche per fare questo occorre un miracolo. Bisogna venire investiti...

23.06.2017

Siena, 1939 – San Rocco a Pilli, 22 giugno 2017 / È morto Attilio Lolini

«In questo museo/di porcherie/che visito (occidente)/peccatore redento/del passato mi pento//inneggio al cicaleggio//volteggio davanti/al babbeo/magnifico rettore/dell'ateneo//ho una crisi mistica/dico bene della saggistica//e non mi pare male/il poeta montale//mi metto in pista/per diventare giornalista/per far le recensioni/ai poeti babbioni//senza vergogna/son diventato carogna». Abbiamo riportato per intero la poesia Stampante, per dare subito un'idea dell'atmosfera che si respira in Carte da sandwich, la nuova raccolta del senese Attilio Lolini appena uscita da Einaudi. Leggendola, ci siamo ricordati delle pagine di 3012 in cui Sebastiano Vassalli fa di Lolini un personaggio di romanzo. Nella finzione narrativa, questo «antico poeta toscano» del XX secolo, ignorato dai...