AUTORI
Enrico Piergiacomi
22.06.2017

Critica di una nozione sfuggente / Teatro-scienza

La crescente specializzazione delle arti, delle tecniche, delle scienze ha reso più penetrante la conoscenza dei loro rispettivi oggetti di indagine, ma a prezzo di una conseguente settorializzazione dei saperi. Per arrivare a capire anche solo le basi (spesso contro-intuitive e nemiche del buon senso) di una disciplina come la fisica quantistica o la metafisica, un individuo è costretto a sottoporsi a lunghi anni di studio disciplinato, trascurando così necessariamente di approfondire altri interessi e settori. Laddove dunque in un passato nemmeno troppo remoto, come nel secolo dell’Ottocento, poteva capitare, ad esempio, che un filologo classico fosse anche un raffinato conoscitore della biologia, o almeno una persona aggiornata sui nuovi metodi e le più recenti scoperte della stessa,...

23.03.2017

Chi ha paura di Alex il dinosauro? / Immaginazione, utopia e natura in Fa’afafine

A: “Ma tu hai visto lo spettacolo Fa’afafine di Giuliano Scarpinato?” B: “No, ma penso sia pericoloso, per l’identità dei nostri figli e l’esistenza della famiglia naturale. Parla, infatti, di un bambino trans-gender.”   Questo dialogo inventato non è purtroppo slegato dalla realtà. Esso sintetizza al massimo le ‘ragioni’ delle molte proteste che sono state sollevate contro il lavoro Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro. Chi protesta contro questo spettacolo ne parla, infatti, pur non avendolo visto e a partire da presupposti ideologici. Ignoranza e preconcetti di base hanno molto danneggiato, dunque, la ricezione di un lavoro che da tanti punti di vista può essere considerato stupendo. Non mi soffermerò, in questa sede, ad approfondire perché l’ideologia è profondamente...

23.02.2017

Drammaturgie / Il “teatro nel teatro” di Eliade: un’ipotesi ermeneutica

I lettori italiani e attenti di Mircea Eliade sanno che il teatro rappresenta un interlocutore importante nella sua riflessione storico-filosofica. Il suo mastodontico corpus letterario e scientifico comprende, infatti, numerosi testi che riflettono sul lavoro degli attori e sulla funzione “soteriologica” che dovrebbe assolvere la rappresentazione drammatica. Si potrebbe ricordare, a tal proposito, almeno Diciannove rose, ossia l’ultimo romanzo di Eliade, da lui pubblicato in rumeno nel 1980, che costituisce senz’altro il documento più esplicito della sua concezione teatrale. Nel capitolo 11 del libro, il romanziere Anghel Pandele e l’attore Ieronim Thanase definiscono lo spettacolo come una «tecnica di redenzione», che procura a chi ne partecipa il raggiungimento di una misteriosa «...