Specie di spazi
Gianfranco Marrone

Gianfranco Marrone si occupa dei linguaggi nella società contemporanea. Scrive su vari giornali. Insegna Semiotica a Palermo. Su www.gianfrancomarrone.it info su questo lavoro.

26.02.2011

Tweet per la rivoluzione

Di ciò che sta accadendo nei paesi del Maghreb continua a sfuggirci il senso profondo: il significato degli eventi, ma soprattutto la loro direzione. Si va avanti o indietro? Chiusure filo-islamiche regressive o aperture all’occidente democratico? Destra o sinistra? Leader storici che cadono, venti di ribellione, ma a che pro? Non si capisce. Da cui innumerevoli opinioni e interviste, interventi e interpretazioni, dibattiti, appelli d’ogni tipo. Una cosa su cui tutti sembrano comunque essere d’accordo è che a fomentare queste rivolte, a coinvolgervi migliaia e migliaia di persone, soprattutto giovani, a diffondere entusiasmo e voglia di fare hanno molto contribuito i social network. Laddove i vecchi leader usano la solita televisione per diffondere...

13.02.2011

I brand e l’italiano

Le lamentazioni circa la mala sorte della lingua italiana all’estero sono note. Tutte corrette: l’idioma che fu di Dante e Petrarca, Ariosto e Leopardi non se lo fila più nessuno. E la responsabilità è tanto per cambiare della politica, che fa molto poco per diffonderne l’interesse oltre i confini nazionali, tagliando fondi su fondi alle istituzioni che dovrebbero occuparsene come la Società Dante Alighieri e gli Istituti italiani di cultura. La dis-unità d’Italia s’accentua così: non solo perché il principale collante interno al Paese, appunto la lingua, così difficilmente conquistata dopo il Risorgimento, si disfa e progressivamente si perde; ma anche perché il principale strumento d’...

02.02.2011

Poliziotti di pietra

Parlare di spazi urbani e loro ricadute sociali vuol dire rifletteresui significati delle città, delle tecnologie e degli arredi che le costituiscono. Spesso inconsapevoli a chi li ha progettati e a chi li usa; fino a quando non glieli si fa notare. Bentham ipotizzava una galera illuminista: Foucault ha mostrato quanto fosse odiosa la forma-panottico che le sottostava. Così, a proposito della società del controllo nella quale staremmo vivendo, tutta telecamere nascoste e codici a barre, accertamenti incrociati e fratelli maggiori, occorre riflettere su un segnale stradale apparentemente innocente. Si tratta del dosso artificiale, quella specie di rigonfiamento dell’asfalto posto in prossimità di incroci, ingressi, scuole, posti dove a tutti i costi...