Specie di spazi
Gianfranco Marrone

Gianfranco Marrone si occupa dei linguaggi nella società contemporanea. Scrive su vari giornali. Insegna Semiotica a Palermo. Su www.gianfrancomarrone.it info su questo lavoro.

30.06.2011

Mattanze

Sono tornato a Favignana dopo molti anni, e l’ho trovata uguale. M’aspettavo cementificazioni selvagge, e invece il fascino dell’isola – fra l’esotico e il délabré – non è stato eliminato dalle pur presenti speculazioni immobiliari. Sarà l’ampiezza del territorio, sarà quella straordinaria piattezza piena di buchi – vecchie cave abbandonate – dove maldestramente si nascondono case e orti, saranno i lindi edifici del carcere al centro del paese che mal rimano col castello in montagna, sarà non so esattamente cos’altro, ma l’aria di uomini e cose, nella cosiddetta farfalla sul mare, la maggiore delle Egadi, è rimasta sempre la stessa. Per fortuna. Capperi, cale colorate,...

24.05.2011

Marketing dell’indignazione: il ritorno

Qualche anno fa, a proposito di alcune fortunate operazioni editoriali che mescolavano il giornalismo d’inchiesta con una certa facile retorica giustizialista, avevo proposto di riflettere sul senso e le forme del “marketing dell’indignazione”. In famiglia mi hanno insegnato che non è bene parlare di sé in pubblico, e certi studi strutturalisti di gioventù hanno radicato in me questa convinzione. Se dunque adesso lo faccio, dicendo di quella proposta, è perché adesso l’indignazione è diventata straordinariamente di moda, e cammina benissimo sulle proprie gambe anche senza un marketing che la supporti.   Il riferimento è ovviamente al libretto di Stéphane Hessel che, nella sua freschezza e...

12.05.2011

McLuhan sarebbe il mago dell'iPad

Strano destino, quello di Marshall McLuhan. Tra gli autori più citati del Novecento, aspetta ancora qualcuno che ne spieghi il portato intellettuale. A trent’anni esatti dalla sua scomparsa, deve arrivare chi sappia valutarne non solo l’incidenza teorica ma anche il carico morale e politico, ideologico e religioso di tutto il suo lavoro.   Tuttavia questo qualcuno, a conti fatti, non arriverà mai. Ed è bene che sia così. Se un giorno si materializzasse, costui finirebbe per riportare l’eccentricità del personaggio McLuhan entro gabbie interpretative che ne svilirebbero il senso e il valore. La natura di Marshall McLuhan è infatti, prima di ogni altra cosa, quella di essere non una persona ma, appunto, un personaggio,...

04.05.2011

Il Ponte: vecchie e nuove mitologie

Il ponte, artefatto umano che unisce spazi divisi per natura, ha sempre avuto un che di sacro. In guerra, i ponti si erigono e difendono, si conquistano e s’abbattono. In pace, li si usa per viaggi e commerci. Nella Roma antica il pontefice è qualcuno che costruisce e custodisce ponti, personaggio talmente importante da assumere il ruolo di capo religioso.   Se non si tiene a mente questo pedigree al tempo stesso storico e politico non si capisce bene la vicenda del Ponte per antonomasia: quello che, unendo Sicilia e Calabria, farebbe le nostre sorti magnifiche e progressive. Lo ha capito Aurelio Angelini, che in un libro recente intitolato appunto Il mitico Ponte sullo stretto di Messina (FrancoAngeli) ne parla come di un oggetto mitologico. Questa prerogativa,...

05.04.2011

Neotelevisione

Chi ricorda la giraffa? La giraffa era una specie di trespolo che, per raccogliere le voci negli studi televisivi, faceva pendere dall’alto un microfono. Il microfono doveva essere rigorosamente nascosto, e con esso tutta l’apparecchiatura tecnica, in modo da far sembrare conduttori, ospiti e cantanti non in tv ma a teatro, non di fronte a telecamere ma a un pubblico reale. Quando appariva nell’inquadratura, ci si metteva a ridere, additando la sua presenza come un terribile sbaglio dell’operatore o del regista. La televisione delle origini, per esserci, doveva sparire, a tutto vantaggio d’altri generi artistici come il teatro di varietà, l’operetta, la radio, la saga di paese. Chi ricorda la giraffa è uno che guardava i programmi della...

26.02.2011

Tweet per la rivoluzione

Di ciò che sta accadendo nei paesi del Maghreb continua a sfuggirci il senso profondo: il significato degli eventi, ma soprattutto la loro direzione. Si va avanti o indietro? Chiusure filo-islamiche regressive o aperture all’occidente democratico? Destra o sinistra? Leader storici che cadono, venti di ribellione, ma a che pro? Non si capisce. Da cui innumerevoli opinioni e interviste, interventi e interpretazioni, dibattiti, appelli d’ogni tipo. Una cosa su cui tutti sembrano comunque essere d’accordo è che a fomentare queste rivolte, a coinvolgervi migliaia e migliaia di persone, soprattutto giovani, a diffondere entusiasmo e voglia di fare hanno molto contribuito i social network. Laddove i vecchi leader usano la solita televisione per diffondere...