Prime edizioni
Gabriele Sabatini

Gabriele Sabatini è nato a Roma nel 1983. Laureato in Storia contemporanea, lavora dal 2007 alla Carocci editore dove attualmente è editor. Fa parte della redazione della rivista "Flanerì" e dal 2010 al 2014 ha condotto insieme ad Antonio Debenedetti e Paolo Di Paolo il programma “Cartoline dal Paese dei libri”, in onda su Radio città futura. Ha collaborato con le riviste “Fermenti” e “Prospektiva”.

19.07.2017

Viva Caporetto! A sessanta anni dalla morte / Curzio Malaparte, un secolo dalla disfatta

Quando, all’alba del 24 ottobre 1917, i soldati austro-tedeschi cominciarono ad avanzare in quel tratto del fiume Isonzo che lambisce Caporetto, l’esercito italiano era già provato dal violento bombardamento che a partire dalle due del mattino non aveva cessato un attimo di colpire le sue linee. Le truppe imperiali non trovarono una feroce resistenza, e alla sera del primo giorno di battaglia si contavano già 15.000 italiani catturati come prigionieri. La disfatta di Caporetto è uno shock per l’intero esercito e per tutta la nazione; è il crollo del sistema paese: in una ventina di giorni 10.000 km² di territorio vennero ceduti al nemico; circa 300.000 soldati furono presi prigionieri e 600.000 fra uomini, donne e bambini furono costretti a lasciare le loro case, formando – assieme alla...

05.07.2017

7 voti allo Strega del 1947 / Il cielo è rosso di Giuseppe Berto

Sul finire del 1946 il trentaduenne Giuseppe Berto viene informato dall’editore Longanesi che le bozze del suo romanzo d’esordio erano state corrette, e che il libro sarebbe stato presto messo in distribuzione. Quello che l’autore ancora non sa, però, è quale sia il titolo. L’urgenza con cui la neonata casa editrice milanese costruiva il proprio catalogo stava imponendo un ritmo di lavoro serratissimo, costringendo i redattori a non concordare con gli autori scelte di primo piano. L’unica certezza era che il titolo sarebbe stato di ispirazione evangelica, come esplicitamente richiesto dall’autore. Così La perduta gente divenne Il cielo è rosso nel momento in cui uno dei collaboratori di Longanesi aprì a caso la Bibbia e ne trasse un versetto: «Era un titolo bellissimo e astuto – ricorda...

30.04.2017

Settant'anni fa / Ennio Flaiano. Tempo di uccidere

Il dattiloscritto del romanzo che Leo Longanesi ricevette da Ennio Flaiano nel marzo del 1947 si intitolava Il coccodrillo, animale emblema di un momento fondamentale della trama. Emblematiche erano pure altre ipotesi di titolo volute dall’autore: Il dente e La scorciatoia. Eppure, tutte quelle proposte non convincevano, soprattutto Il coccodrillo. L’editore aveva infatti già pubblicato La vita del camaleonte di Fernand Angel e Parliamo dell’elefante dello stesso Longanesi, il quale allora chiese a Flaiano di ripensarci: altrimenti «facciamo un giardino zoologico». Ventiquattro ore dopo, il nuovo titolo: Tempo di uccidere. «Un po’ troppo allusivo e letterario per un libro che è invece chiaro e senza letteratura», scriveva Enrico Emanuelli su “Europeo”.   È la storia di un tenente...

17.03.2017

A trent’anni dalla morte di Carlo Cassola / La ragazza di Bube: una troppo repentina resurrezione

Esiste una pagina di diario, quella del 2 aprile 1963, in cui Carlo Cassola annota: «Nel pomeriggio ho riguardato gli appunti de La ragazza di Bube» (Carlo Cassola, Racconti e romanzi, a cura di Alba Andreini, Milano, Mondadori, 2007, pp. 1796). Si può partire da lì, come ha fatto Alba Andreini che di Cassola ha curato il meridiano, per ripercorrere la genesi del romanzo uscito da Einaudi nel 1960 e scoprire l’esistenza, già nella primavera del 1958, di un abbozzo di trama; una traccia che assume pochi giorni dopo le forme dell’impegno, quando l’autore scrive a Calvino di voler provare al più presto a lavorare su quella nuova storia (ivi, pp. 1793-1808).   Il libro è ambientato negli anni confusi dell’immediato dopoguerra. Bube è un giovane reduce dalla Resistenza che gode di fama...

07.03.2017

L’Italia che si ricicla / Il vecchio con gli stivali di Vitaliano Brancati

«Barilli, Brancati... sembra che la morte vada per ordine alfabetico. Non mi meraviglierebbe, ho sempre visto la morte come un’insegnante caparbia, che scorre il suo registro per scoprire gli alunni meno preparati». È Ennio Flaiano a parlare: il quarantasettenne Vitaliano Brancati è spirato durante un intervento di chirurgia toracica e ora gli amici e gli scrittori a lui più cari si ritrovano allo scalo merci della stazione Termini, «davanti a un carro con sopra una bara». I due si erano incontrati all’uscita di un caffè alcuni giorni prima che Brancati si recasse a Torino per farsi operare; era il settembre del 1954. Si salutarono rapidamente, poi lo scrittore siciliano tornò indietro e strinse la mano a Flaiano: «Parto tra poco e non sono sicuro che ci rivedremo».   Prima...

31.12.2016

A trent’anni dalla morte / Piero Chiara. Crudele commedia della vita di provincia

Luino è un paese incastonato in un angolo d’Italia, cinto a ovest dal lago Maggiore, a nord e a est dalla frontiera con la Svizzera, che dista neanche quindici minuti di macchina, se non si conosce la strada; durante le giornate d’inverno, quando il cielo è terso sopra lo specchio d’acqua, «nei cumuli di carbone irti al sole / sfavilla e s’abbandona / l’estremità del borgo, [mentre] di notte il paese è frugato dai fari, / lo borda un’insonnia di fuochi». È la descrizione dicotomica del paese di Vittorio Sereni, che forse interpreta il ruolo di demiurgo nella storia che stiamo per raccontare. Una contrapposizione fra notte e giorno che anima anche Il piatto piange di Piero Chiara.   Con questi due scrittori ci spostiamo a Milano, nell’inverno 1957-58, durante una cena in cui Sereni...