AUTORI
Nunzio La Fauci
27.03.2017

Shakespeare non sapeva il greco e Omero non sapeva l’inglese / Sapere di greco e di latino

“Il signor Vladimir, aggiustandosi la cravatta, osservò Verloc nello specchio sopra il camino. – Ho l’impressione lei conosca abbastanza bene il gergo socialrivoluzionario, – disse in tono sprezzante. - «Vox et»… Ma, il latino, l’ha mai studiato? – No, – ringhiò Verloc. – Pretendeva lo sapessi? Io appartengo alla massa. E chi sa il latino? Solo poche centinaia di imbecilli, incapaci di provvedere a se stessi”. È The Secret Agent di Joseph Conrad ed ecco balenarvi d’un tratto (e con forte connotazione sociale: erano appunto gli inizi del Novecento) il tema della lingua di Cicerone, in una coppia di ruvide battute. La chiusa suona tutt’altro che consolatoria per la maggioranza di coloro che, in questi mesi, si sono impegnati nel dibattito sul valore delle lingue classiche.  Come si sa...

24.02.2017

Fenomeni italiani / Silvio e Matteo, Umberto e Mike

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sono stati i due presidenti del Consiglio dei ministri più rilevanti della vicenda politica italiana dell’ultimo quarto di secolo, a prescindere da qualsiasi giudizio di merito sulle loro figure e sul loro operato. Del resto, la loro salienza si è probabilmente determinata per critiche, biasimi e contestazioni più che per appoggi, lodi e celebrazioni e a renderli notevoli ha forse potuto l’odio più dell’amore. Dei due si è anche detto che siano stati sostanzialmente simili. Uno sguardo attento ma spassionato mostra erronea tale affermazione. Consente tuttavia di cogliere al tempo stesso la loro comparabilità, nella salienza percettiva. Fuori del politicamente opinabile, un confronto tra Berlusconi e Renzi è infatti possibile per opposizioni di valori...

17.02.2017

Sindaca, chirurga e pure ministra / Il genere effettivo e quello percepito

“Sindaca”? Certo! “Chirurga”? E perché no? “Ministra”? Ci mancherebbe. Anche “ingegnera” e tutto ciò che, oggi, “ditta il core” e impongono le sensibilità che, a dirle nuove, fa ormai ridere. Perché di sensibilità si tratta e di fatti di una categoria linguistica che si vorrebbe qui chiamare genere percepito, per provare a distinguerlo dal genere effettivo. Senza pretesa di scienza, naturalmente. Solo perché chi vuole provi a chiarirsi un po’ le idee, nel proprio foro interiore. Molti fenomeni della società si presentano del resto sotto tale duplice aspetto. E il percepito, che è un fatto, con una sua natura peculiare, oscura sovente l’effettivo. Per cogliere il secondo, che è anch’esso un fatto, serve dunque un punto di vista più freddo, più lontano.   Esemplare è il caso di “uomo...

09.02.2017

L’università è la neoscuola primaria / La Carica dei Seicento

Quel 25 ottobre del 1854, i seicento cavalieri della Brigata leggera inglese s’avanzarono lentamente verso la valle che li avrebbe visti poco dopo lanciarsi in una carica suicida contro le batterie di cannoni russi. Scorgendoli in movimento, i comandanti russi supposero, sul principio, che gli inglesi fossero ubriachi. L’azione pareva e fu in realtà insensata: intorno, sulle alture, altri cannoni russi e truppe pronte a intervenire. Ma gli inglesi non erano ubriachi e la stupida carica prese origine, poi si seppe, da ruggini e malintesi nella loro catena di comando. Fu, durante la Guerra di Crimea, un momento memorabile della battaglia di Balaclava. La Carica dei seicento fu scriteriata ma divenne la più celebre di tutti i tempi: così va il mondo.   Non passerà certo alla storia la...

22.01.2017

Antonomasie / E se, per qualcuno, la Pulce fosse un carneade?

“– Carneade! Chi era costui? – ruminava tra sé don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l’imbasciata. – Carneade! questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?”. Ecco Alessandro Manzoni dare una pennellata alla figura di don Abbondio, prete di campagna di incerta cultura, descrivendone il tratto umano forse meno antipatico. Altri, come la codardia, sono “troppo umani” e quindi riprovevoli, a coglierli fuori di se stessi. Non così, quando li si pratica in proprio. Qui non si dice però né di psiche né di morale. Di lingua, piuttosto. Con la lingua, Manzoni aveva del resto...

09.01.2017

Il migliore italiano linguista / ll vichiano Tullio De Mauro

Con Tullio De Mauro è scomparso un grande intellettuale e l’ultimo rappresentante con autentico rilievo pubblico di una fondamentale tradizione culturale italiana. Tale tradizione è stata protagonista nella vicenda nazionale degli ultimi secoli e, nel Novecento, ha nutrito un ceto politico o prossimo alla politica, di formazione laica, sparso dall’area liberale alla comunista. In quest’ultima area, in particolare, trovò formulazione l’idea che, orientato il cammino verso il meglio (così voleva la fede nel progresso della modernità), il traguardo potesse raggiungersi seguendo una “via italiana”. Da tale idea, il giovane De Mauro fu certamente marcato. A essa egli è rimasto fedele per tutta la vita.   D’altra parte, il nocciolo generatore del pensiero e dell’opera di De Mauro è stata...