AUTORI
Tiziana Migliore
06.06.2017

Theoria degli affetti. Abitare le conseguenze / Uno strappo tra ospizio e mondo esterno

La “terza età” fa venire in mente il “mito d’oggi” (Barthes) dei giocattoli socializzati, che riproducono, in piccolo, il macrocosmo degli adulti – macchine, eserciti, fattorie, cucine. Il bambino è un homunculus a cui sono forniti gli stessi oggetti dell’adulto, aggiustati alla sua misura. Ma avanza verso quel modello.  Negli ultimi cinquant’anni gruppi di potere, industrie farmaceutiche, mass media, enti pubblici e privati nei settori igienico-sanitario, alimentare, amministrativo, manutentivo, hanno costruito un’immagine della “terza età” che passa come “naturale”. Si vive sempre più a lungo e quindi si è “giovani” finché si può, finché si ha la fortuna di esserlo. Ci si comporta, si lavora, ci si risposa, si fanno figli imitando il trentenne, l’“adulto perfetto”, e ritardando il...