AUTORI
Alberto Volpi
09.05.2017

Circolo dei lettori Torino / Giovanni Arpino

Giovanni Arpino è stato uno scrittore totale, che ha osservato e narrato un pezzo di società italiana, dal Dopoguerra agli Anni Ottanta. A novant’anni dalla nascita e trenta dalla morte, è giusto (e necessario) ricordarlo.   Giovanni Arpino sembra aver perso contatto con il gruppo di testa degli scrittori del secondo Novecento, quello più illuminato dall'attenzione di pubblico e critica, per ingrossare la fitta schiera finita nell'ombra. Eppure la sua più che trentennale carriera è stata piuttosto in evidenza. Aveva cominciato bene, come esordiente venticinquenne, con Sei stato felice, Giovanni (1952), compreso nei neonati «Gettoni» di Einaudi, o meglio di Vittorini, sicuro sigillo, a partire dal 1951, di una consistente giovane promessa, come hanno dimostrato in effetti Fenoglio e...

29.04.2017

La leggenda privata di Michele Mari

“Io mi chiamo Roderick Duddle!” “Ti conosco io, non sei il figlio di Iela ed Enzo Mari?”. Così, con il sogno del protagosta, finiva il precedente lavoro di Michele Mari, a dire che le reinvenzioni iperletterarie di Rosso Floyd o di Fantasmagonia, per limitarsi alle ultime prove, sono sempre state nutrite dalla biografia dell'autore. Certo con l'appena uscita Leggenda privata, un romanzo familiare nero, la percentuale delle componenti vita-letteratura viene ribaltata. Ciò con grande piacere dei lettori affezionati, che hanno amato soprattutto Tu, sanguinosa infanzia oppure Euridice aveva un cane, e che però si trovano qui nella posizione un po' vergognosa dei voyeurs, se non, quando critici e recensori, in quella scomoda dell'Accademia dei Ciechi, tirannici e mostruosi committenti di tale...

25.04.2017

25 aprile 2017 / Ancora e sempre Il partigiano Johnny

Quando nel discorso del 26 luglio 1943, quasi atto fondativo della Resistenza, Duccio Galimberti definiva “pena atroce” il conflitto che si sarebbe scatenato, i giovani volontari e i soldati sbandati avranno subito pensato al duro combattimento contro i nazifascisti, fatto di raid. Ovvero di rapide azioni, di danneggiamento o di sottrazione, da parte di pochi uomini che agiscono in netta inferiorità di forze nel campo nemico e che configurano un’andata e un ritorno, aggiungendo che esse sono una figura tipica della guerriglia di resistenza. Nel più importante romanzo resistenziale, oggi ancor più completo e splendido nella versione critica offerta da Gabriele Pedullà con il titolo Il libro di Johnny, la parola ricorre due volte come del resto il fatto; ben più frequente un'altra forma...

22.02.2017

Renzi: nuove strade? / Miti di leadership

Fitti conciliaboli degli dei presiedono ai destini degli eroi nei poemi greci. Sorti collettive e individuali: divinità politiche dotate d’un proprio carattere. Ha faticato la storia a rendersi indipendente dal mito. E comunque gli storici antichi, quasi a ricompensa di una mutilazione, hanno sempre inserito nella trama dei fatti schizzi incisivi sulla psicologia dei grandi uomini, fino a farne il centro occulto o palese delle piegature di quanto appare più evidente in superficie. Del resto nel re, nel comandante, nel capopopolo è stato per lunghissimo tempo rinvenuta l’impronta di qualcosa di superiore e di semidivino. Perfino nel momento della laicizzazione della politica e della morale con Machiavelli la biografia reale o ideale del Principe continua a campeggiare enorme al centro...

20.11.2016

Un ossimoro in Lambretta / Il Manganelli in fuga di Patrizia Carrano

Manganelli è stato uno tra i più prolifici autori di pubblicazioni postume, e non ci dovrebbero essere sorprese a tal proposito, viste le sue aderenze con le ombre e gli averni, ma certo la sua mancanza a sedici anni dalla morte si fa sentire. Dunque si accoglie subito bene il “librino leggero (centotrenta grammi appena)”, Un ossimoro in Lambretta, che Patrizia Carrano ha scritto per la nuova ItaloSvevo (numero 3) con il pudore della distanza temporale. Si tratta infatti di un racconto di chi ha frequentato assiduamente il Manga nei suoi ultimi quindici anni di vita, senza essersi fatta subito avanti come amica dell'illustre estinto, tra la folla che “sgomita in prima fila” ai funerali. Ciò è giustamente rivendicato, come la possibilità di qualche racconto “minimale, episodico,...

11.08.2016

Classici in prima lettura / Le Illusioni perdute

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Ci sono grandi libri che non si leggono per snobismo, per puntiglio o anche per distrazione; quest'ultimo caso favorito dall'iperproduzione di un autore. Per esempio, letto con voracità nella tarda adolescenza e poi abbandonato perché inesauribile, Balzac, per sazietà, per passare oltre; dimenticato in seguito a favore d'altri autori ritenuti al momento più contemporanei. Oggi ne recupero Le Illusioni perdute.  Madame Louise de Bargeton è una donna in vista di Angoulême: nobile, ancor giovane e molto più colta dei suoi pari. Lucien Chardon de Rubempré è il suo protetto; ragazzo di umile condizione (ma con un titolo da parte di madre che insegue per tutta...