AUTORI
Alberto Volpi
09.09.2018

9 settembre1998 - 9 settembre 2018 / Lucio Battisti, una fenomenologia della dissoluzione

I fratelli maggiori con il loro bombardamento indiretto, con giro e rigiro di dischi sul piatto e nastrini di cassette, ce l’hanno insegnato a viva forza: Lucio Battisti fa parte a pieno titolo della complessità, quantitativa e qualitativa, del fenomeno della canzone pop. E se a te non piaceva ti annichilivano con i dati di vendita, come i tifosi della Juventus con i loro 500 scudetti: 88 primi posti nella classifica dei 45 giri, 12 album al primo posto della hit parade, 23 settimane al primo posto con Il mio canto libero tra il ‘72 e il ‘73, 135 settimane in vetta alla hit parade dei 33 giri, 25 milioni di pezzi venduti tra singoli, album, raccolte, 600.000 copie di Una donna per amico, l’album più venduto, e infine una permanenza monstre in classifica di singoli (75 mesi) e di album (...

22.07.2018

22 luglio 1968 - 22 luglio 2018 / Giovannino Guareschi. Lo sguardo del nemico

Se il Sessantotto rappresenta simbolicamente una svolta sociale e politica nel nostro paese, la morte di Giovannino Guareschi, avvenuta il 22 luglio di quello stesso anno, può assumere un qualche non casuale significato. Lo scrittore di Parma si spegne al tramonto ormai certificato del suo mondo rurale e post-quarantottesco, da profonda per quanto umanizzata Guerra fredda anni Cinquanta; e in effetti l'ultimo romanzo del ciclo del Mondo piccolo – Don Camillo e i giovani d'oggi – appare il meno convincente, già fuori tempo massimo. «L'Unità» scrisse impietosamente alla scomparsa dell'avversario: “È morto Guareschi, così, tra una vignetta e l'altra, aprì un ristorante tipico a Busseto. La battaglia finiva ancora una volta in pastasciutta. Melanconico tramonto dello scrittore che non era mai...

25.04.2018

Durante il Ventennio / La montagna etica

“Conoscere l'intimo della realtà si dice”, scrive Elémire Zolla in La montagna a proposito dei culti dei neri trascinati dall'Africa a Cuba, “entrare nella montagna, con sommo rispetto e consapevolezza, offrendo un sacrificio devoto, salutando i venti che ruotano attorno alla vetta”; e per tutto il saggio trova consonanze, attorno alla montagna sacra, nelle religione monoteiste come tra gli sciamani del nord America, nel buddhismo himalayano trapiantato in Cina e Giappone o nell'Induismo e nello Zoroastrismo. La montagna letterariamente nasce viceversa con il Romanticismo. Ciò lungo la prospettiva del sublime, ovvero della fascinazione per una natura dominante e pericolosa, e della conservazione del simbolico (altitudine, purezza, divino). Nel secondo Ottocento anche l'alpinismo si...

02.12.2017

Figure prossime e aliene / Foreign fighters

L'espressione foreign fighters è da qualche tempo piuttosto chiacchierata, evoca un fenomeno nuovo, si dice, e allarmante. Di per sé, tuttavia, niente di più antico dello straniero che allarma, specie se tiene le armi in pugno, clave, sciabole o kalashnikov. Esso non ha alcun legame, culturale o sentimentale, con noi, e può dunque risultare spietato come una belva anche verso i più inermi, donne o bambini per esempio. La presenza di combattenti stranieri ha dato luogo agli originali modelli del raid e dell'anabasi in terre lontane. Il primo con Giasone, che comandando il ristretto gruppo degli Argonauti sottrae il vello d'oro nella Colchide; il secondo con i guerrieri greci al servizio di Ciro, che cerca di spodestare il fratello maggiore dal trono di Persia. Entrambi i poemi epici –...

15.07.2017

Insperati incontri / Silvio Perrella. Un'idea visiva sul mondo

Insperati incontri di Silvio Perrella (Gaffi, 2017) contiene, secondo indice alfabetico, brevi recensioni, lunghe interviste, conversazioni ricostruite o fissate in radio; tale elastico sillabario si presta ad essere riaggregato lungo diverse direttrici: le poetesse per esempio (Rosselli, Merini, Cavalli), Napoli (su cui bisognerà tornare), i maestri. Partendo da questi ultimi – che stanno tra l'altro in massima parte negli anni ottanta, magari con ulteriori riprese – è possibile tracciare un percorso trentennale dell'autore ed anche, forse, di una generazione critica. Perrella si fa le ossa su Alfabeta e Autografo grazie a Maria Corti, che diceva di considerarlo suo allievo a distanza, quando però il fulgore dello strutturalismo e della semiologia andava velandosi, pur mantenendo...

09.05.2017

Circolo dei lettori Torino / Giovanni Arpino

Giovanni Arpino è stato uno scrittore totale, che ha osservato e narrato un pezzo di società italiana, dal Dopoguerra agli Anni Ottanta. A novant’anni dalla nascita e trenta dalla morte, è giusto (e necessario) ricordarlo.   Giovanni Arpino sembra aver perso contatto con il gruppo di testa degli scrittori del secondo Novecento, quello più illuminato dall'attenzione di pubblico e critica, per ingrossare la fitta schiera finita nell'ombra. Eppure la sua più che trentennale carriera è stata piuttosto in evidenza. Aveva cominciato bene, come esordiente venticinquenne, con Sei stato felice, Giovanni (1952), compreso nei neonati «Gettoni» di Einaudi, o meglio di Vittorini, sicuro sigillo, a partire dal 1951, di una consistente giovane promessa, come hanno dimostrato in effetti Fenoglio e...