AUTORI
Antonio Lucci
31.05.2016

Hodor: come si diventa ciò che si è / The Game of Thrones: come funziona

L'articolo contiene informazioni sul finale della puntata trasmessa dalle reti italiane in prima visione il 30 maggio 2016.   Kill ’em all   The Game of Thrones, in italiano Il trono di spade (scompare quindi nel titolo tradotto il riferimento al gioco, presente nell’originale, e fondamentale per capire la machiavellica costruzione della narrazione), è una serie televisiva che ha introdotto un elemento del tutto nuovo nelle narrazioni popolari contemporanee. Se già serie come The Walking Dead, Breaking Bad e, forse in misura ancora maggiore, Sons of Anarchy avevano cominciato a utilizzare lo strumento della morte di un personaggio principale come effetto scenico scioccante e inaspettato, che crea una sensazione di insicurezza nello spettatore, di solito abituato a dare per...

04.01.2016

L'Esegesi: il vangelo secondo Philip K. Dick

Sono passati poco meno di 42 anni da quel febbraio del 1974 che segnò in maniera indelebile una svolta decisiva nella produzione letteraria e filosofica, ma soprattutto nella vita personale, di quello che è stato con ogni probabilità (assieme a Isaac Asimov) il più grande romanziere di fantascienza del secolo scorso: Philip K. Dick. Durante quel mese di febbraio, infatti, l’autore di romanzi di fantascienza forse più saccheggiato della storia del cinema (suoi i romanzi e racconti alla base di Blade Runner e Total Recall, ma pure di Minority Report, Next per fare solo qualche nome) avrà un’esperienza a dir poco straordinaria, che secondo le categorie linguistiche correnti potrebbe essere definita solo in due modi: illuminazione o...

09.09.2015

Conversazione con Thomas Macho / Della Scienza della cultura

Il maiale e la sua storia, Pier Paolo Pasolini, la storia delle torri in Occidente, Philip K. Dick e la letteratura science fiction, il cinema di Andrej Tarkovskij e quello di Rossellini, la storia culturale della calendaristica. E ancora: le metafore della morte, i riti e i miti nel contesto dell’antropologia storica, i modelli etici, estetici e culturali della storia occidentale. Quelli che potrebbero sembrare i lemmi di un’impossibile e ironica enciclopedia dal sapore borgesiano, di foucaultiana memoria, non sono altro che gli argomenti di alcuni dei corsi tenuti e dei libri scritti negli ultimi decenni da quello che in Germania è considerato il Kulturwissenschaftler par excellence: l’austriaco Thomas Macho. Che cosa è un Kulturwissenschaftler? Per capirlo bisogna andare a fondo nella...

14.05.2015

Sloterdijk, Macho, Byung-Chul Han

La filosofia è morta, viva le scienze della cultura!   Un rapido sguardo ai nomi delle cattedre, ai programmi delle lezioni, alle monografie pubblicate dai docenti afferenti ai dipartimenti di filosofia delle università tedesche è sufficiente a rendere evidente quello che ai più potrà sembrare a prima vista un dato stupefacente: la filosofia intesa come teoria e produzione di teoria sulla realtà, e analisi critica della stessa, in Germania, nei dipartimenti di filosofia, è scomparsa.   Resta al suo posto la storia della filosofia (una filosofia trattata come bene museale, come un oggetto in sé conchiuso, immutato e immutabile, e per questo oggettivamente analizzabile), dunque – nel migliore dei casi – l...

01.12.2014

Sfere di Peter Sloterdijk: istruzioni per l’uso

Narrare in condizioni postmoderne   Nel 1979 il filosofo francese Jean-François Lyotard dà alle stampe un pamphlet di circa un centinaio di pagine, tratto da una ricerca sul “sapere” commissionata in origine dal governo canadese, che diventerà decisivo per la storia delle scienze umane in generale e della filosofia in particolare: La condizione postmoderna. La tesi di base è nota: Lyotard sancisce la fine della modernità, facendola coincidere con l’impossibilità di porre mano – per il filosofo come per lo storico della cultura e delle civilizzazioni – a una “grande narrazione”, cioè a una storia che possa essere “macrostoria”, vale a dire una storia complessiva e comprensiva...

02.04.2014

Critica della ragion cinica

Nella storia della cultura, a volte, ci sono episodi che appaiono come passaggi di consegne, oltre e al di là delle intenzioni dei protagonisti stessi. Nei primi mesi del 1984 Michel Foucault, pochi mesi prima di perdere la sua battaglia contro l’AIDS, teneva al Collège de France di Parigi un corso dal carattere quasi testamentario, sicuramente folgorante e a tratti commovente, dal titolo Il coraggio della verità (edito in italiano per i tipi Feltrinelli nel 2011). Qui il grande pensatore francese parlava degli antichi filosofi cinici, della loro particolarissima pratica del dire-il-vero (parresia), e del fatto che nella storia della civiltà occidentale, probabilmente, questi hanno rappresentato un unicum: caso estremo di filosofi che hanno tradotto per...