AUTORI
Dino Baldi
Dino Baldi è nato ed abita a Prato. È stato tra i collaboratori della rivista «Il Semplice. Almanacco delle prose». Ha pubblicato Morti favolose degli antichi (Quodlibet 2010), la traduzione e cura dell’Anabasi di Senofonte (Quodlibet  2012) e Oracoli, santuari e altri prodigi. Sopralluoghi in Grecia (Humboldt-Quodlibet 2013). Cura la collana digitale "Note azzurre". Lavora nell’editoria e collabora con l’Università di Firenze per l'ambito degli studi classici.
15.07.2015

Minerva e lo scimmione

Nel 1917 Ettore Romagnoli, grecista noto all’epoca soprattutto per le sue brillanti traduzioni di Aristofane, poi accademico d’Italia e tra i più attivi fomentatori delle politiche culturali del fascismo, pubblicò Minerva e lo scimmione, nel quale in piena guerra mondiale attaccava la filologia classica tedesca e i suoi seguaci italiani (dei quali il più noto era Girolamo Vitelli) teorizzando l’impotenza della razza germanica nello studio dei classici greci e latini. Il prendersela con l’antichistica d’oltralpe era del resto da noi un’abitudine consolidata: di quella méthode, che per prima applicò criteri scientifici all’indagine letteraria, si diceva che anatomizzava i testi e gli autori antichi con la...

11.12.2013

Scuola digitale

La storia dell’introduzione delle tecnologie digitali nella scuola italiana è fatta tutta o quasi di paradossi, nei modi, nei tempi, nelle convinzioni dei protagonisti. Un esercizio utile per non rimanerne intrappolati potrebbe allora essere quello di prescindere di netto dal quadro di realtà: fare “come se” la maggioranza delle classi disponessero di infrastrutture adeguate a utilizzare contenuti e strumenti digitali, gli insegnanti fossero formati e motivati a guidare il processo di innovazione, gli editori scolastici fossero a loro volta pronti e ben disposti ad assecondare il cambiamento e infine il quadro legislativo fosse chiaro, coerente, accompagnato da opportune azioni di sistema e soprattutto stabile.   Viceversa, per tacere del resto...

23.07.2013

In difesa dei lettori

Arrivo in questo dibattito per ultimo, o tra gli ultimi: il vantaggio è quello di poter approfittare degli interventi precedenti, lo svantaggio è che non c’è più nulla o quasi da aggiungere (ma anche questo può essere un vantaggio). Premetto, per non ripetermi, che un ragionamento abbastanza articolato sull’editoria digitale l’avevo già fatto a margine dell’ultimo libro di Calasso: lì affrontavo il tema prevalentemente dal fronte produttivo, che Casati non tratta ma che mi sembra il più urgente, e rivendicavo l’esigenza di un’assunzione di responsabilità a tutto campo da parte degli editori, in un momento di transizione in cui il nuovo paradigma è ancora piuttosto aperto (per molti...

29.05.2013

Editori sul lettino dello psicanalista digitale

Ho tra le mani L’impronta dell’editore di Roberto Calasso, che celebra con eleganza e discrezione i primi cinquant’anni di vita dell’Adelphi. Il libro è una raccolta di interventi perlopiù apparsi altrove, di vario tenore e intenzione: da quelli che rievocano momenti e figure fondamentali della storia editoriale europea, e sono i più belli, a veementi orazioni sulla crisi prima di tutto identitaria che ormai da anni attraversa questo settore, e sulla decadenza rispetto a un modello primo-novecentesco di “editore come forma” che Adelphi incarna al meglio; nel suo catalogo di pezzi unici e profondamente solidali, frutto in gran parte postumo delle idee chiare e trascendenti di Roberto Bazlen, si è realizzata un’opera...

26.11.2012

Rivolte studentesche e democrazia

Ormai più di vent’anni fa in Italia ci fu un movimento studentesco oggi quasi dimenticato. Lo chiamavano “La pantera”, perché in quei giorni si parlava molto di una pantera avvistata fra le strade di Roma che non si faceva prendere. Tutto era cominciato a Palermo: da lì, la pantera aveva occupato le università e le piazze di tutta Italia, svegliando con un soprassalto di consapevolezza centinaia di migliaia di ragazzi imbambolati dagli anni Ottanta.     Io ero al primo anno di Lettere a Firenze, e ricordo bene il momento in cui nel chiostro di piazza Brunelleschi, durante un’assemblea di ateneo particolarmente affollata, tutte le mani si alzarono per votare l’occupazione; poi venne il blocco delle lezioni e...