AUTORI
Gabriella Kuruvilla

Gabriella Kuruvilla, scrittrice e pittrice italo indiana, è laureata in architettura e giornalista professionista. Ma nella sua vita ha fatto un po' di tutto: la barista allo Spirit è stato probabilmente il lavoro che le è piaciuto di più. Collabora con vari quotidiani e riviste e ha esposto i suoi quadri in Italia e all'estero. Ha  pubblicato: il romanzo Media chiara e noccioline (DeriveApprodi, 2001), con lo pseudonimo di Viola Chandra, l'antologia di racconti È la vita, dolcezza (Baldini Castoldi Dalai, 2008), il libro per bambini Questa non è una baby sitter (Terre di Mezzo, 2010) e il romanzo Milano, fin qui tutto bene (Laterza, 2012). Due sue racconti si trovano nell'antologia Pecore nere (Laterza, 2005) e uno sulla Smemoranda 2014.

18.10.2013

Luigi Bernardi. Thx

Avevo 30 anni, circa. Ho dei problemi con le età, soprattutto la mia. E lui non so quanti ne avesse: certo mi sembrava più grande, anzi più adulto, di me. Ma quasi tutti mi sembravano, e spesso mi sembrano, più grandi, anzi più adulti, di me.   Io, all'epoca imprecisata, avevo questo manoscritto, che parlava sostanzialmente di me (l'egocentrismo mi viene abbastanza facile, talvolta). Cioè, avevo scritto un'autobiografia: a 30 anni, circa. Il commento di un'amica era stato: "Cazzo, meglio di Marina Ripa di Meana. E come l'intitoli: "I miei primi 30 anni"?". "No: Media chiara e noccioline", le avevo risposto, seria. Nel frattempo, Media chiara e noccioline, grazie ad Alberto Ibba, aveva...

28.11.2012

Oggetti d'infanzia | Compagno

Qual è l’oggetto della mia infanzia? Io non riesco a dirlo, qual è. La sua immagine mi appare chiaramente, in testa, ma il suo nome non mi esce di bocca. Al massimo, penso, potrei disegnarlo su carta, come quando da bambina non avevo avuto il coraggio di chiedere al mio compagno di classe una cosa che per me era davvero importante e allora gli avevo passato sotto banco un foglietto tutto accartocciato sopra cui avevo  scritto: “Vuoi diventare il mio fidanzato?”.  Mi ci era voluto del gran coraggio, per farlo. Poteva rispondere “Sì” e mi sarei sentita l’undicenne più felice del mondo, oppure “No” e avrei probabilmente cercato di cambiare scuola, quartiere, città, nazione, pianeta: potendo....