AUTORI
Lorenzo Rossi
03.02.2017

“Dopo l’amore” di Joachim Lafosse / Il costo dei sentimenti

È un film straordinario Dopo l’amore. Un film che racconta una storia come tante, per niente speciale o sorprendente, chiuso fra le quattro mura di un’abitazione. Ma lo fa in un modo talmente unico, diretto, intimo e sincero da lasciare la sensazione che stia parlando di noi, del nostro tempo, del nostro mondo. Della nostra vita.   Dopo quindici anni di matrimonio Marie e Boris si stanno lasciando. Anzi a dire il vero si sono già lasciati, ma a causa delle ristrettezze economiche nessuno dei due può abbandonare il tetto coniugale e sono così costretti a vivere da separati in casa. Hanno due figliolette, Jade e Margaux, forse troppo piccole per comprendere appieno la situazione, ma troppo affezionate ai genitori per poter accettare che la separazione diventi definitiva. Non c’è...

11.12.2015

Woody Allen, Irrational Man

In fondo Irrational Man non è altro che il film (uno dei film) che Woody Allen sta girando da tutta la vita. È la storia dentro la quale stanno tutte le altre storie, e che di tutte le altre storie ci parla. Al centro c’è un omicidio, tutt’intorno un gioco di seduzioni e tradimenti che ricorda molto del suo cinema del passato più e meno recente – come Crimini e Misfatti, Misterioso omicidio a Manhattan, Match Point, ma anche Scoop e Sogni e delitti – e che ricorda più di tutti Magic in the Moonlight, di cui è l’ideale continuazione, aggiornata e raffinata. E non solo per la presenza, in entrambi, della nuova musa Emma Stone. L’equilibrio e la limpidezza su cui si regge Irrational Man, però, paiono...

16.10.2015

Immagini che avanzano

The Event, il documentario di Sergei Loznitsa recentemente presentato Fuori Concorso alla Mostra del cinema di Venezia – e passato quasi inosservato – è un vero e proprio film sulla storia. Ma non un film storico nel senso comunemente intenso. Non un’opera con la pretesa di raccontare dei fatti e nemmeno qualcosa che voglia illustrare, ricostruire e mettere ordine a degli eventi. Bensì un film che riflette sul concetto stesso di storia e soprattutto su quello di narrazione. Che si pone la possibilità del racconto come un problema, un vero interrogativo ontologico sul quale innestare non solo la propria riflessione ma anche il proprio tentativo, la propria ipotesi, di messa in scena. Per questi motivi, fra gli altri, il film di Loznitsa ne ricorda un...

17.07.2015

Babadook. Bringing Up Baby!

Giusto per scansare il campo da equivoci: che il Babadook sia l’uomo nero è piuttosto ovvio – del resto anche foneticamente ricorda il Boogeyman della tradizione anglosassone, detto anche Bugaboo, così come il nostrano Babau – che Babadook, però, sia l’ennesimo film sull’uomo nero è tutt’altro che scontato. Perché il film di Jennifer Kent – australiana, all’esordio con il lungometraggio – è un horror complesso, ricco di sfaccettature e di metafore, capace di usare la paura come veicolo introspettivo e come strumento che costringe ognuno di noi a guardarsi dentro alla ricerca del mostro che abita i nostri corpi, le nostre menti e le nostre coscienze.   The Babadook, regia Jennifer Kent...

24.04.2015

Snowden, il rapporto di minoranza

C’è una sfida alla base di Citizenfour. Non solo di natura produttiva, come è facile immaginare, ma una vera e propria sfida di tipo narrativo, che dalla narrazione si estende al senso stesso dell’intera operazione. Perché costruire – e conseguentemente lanciare – un film realizzato in presa diretta su fatti che si compiono nell’istante stesso in cui sono raccontati, con la consapevolezza, però, che quegli stessi fatti al momento della distribuzione saranno già storia vecchia o quantomeno risaputa, è un problema tutt’altro che trascurabile. Eppure il documentario di Laura Poitras che racconta la folgorante ascesa alla notorietà di Edward Snowden punta a ottenere qualcosa d’altro rispetto al...

27.03.2015

Foxcatcher, an American Horror Story

Come accade spesso, anche per Foxcatcher la distribuzione italiana ha pensato di aggiungere al titolo originale un sottotitolo, al fine di guidare e informare meglio lo spettatore rispetto agli argomenti trattati nel film. Al di là del gesto in sé – che tanto quanto la traduzione dei titoli stranieri (forse ancora di più) nasconde sempre un atto violento – è curioso notare come in un film che usa lo sport per toccare temi profondi e delicati come l’ineluttabilità dei rapporti di classe, l’esercizio egemonico del potere e del denaro e la forza sottile e crudele del ricatto, quello che viene messo in evidenza è che questo film sia più di ogni altra cosa “una storia americana”. E certo non si può...