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Anish Kapoor

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A novant'anni dalla sua morte / Medardo Rosso. Addio Milano

Nel maggio 1889 lo scultore trentunenne Medardo Rosso (1858-1928) dice addio a Milano e all’Italia. Dice addio alla ristrettezza di vedute dei circoli milanesi, a un’arte ufficiale che celebra battaglie ed eroi gagliardi, scene di genere retoriche e accademiche, stili nazionali quanto provinciali; a un paese in cui è riuscito a esporre una sola volta (a Venezia nel 1887). Dice addio all’immobilismo politico, alla borghesia conservatrice che non ha mantenuto le promesse del Risorgimento, e che gli ha persino rifiutato l’iscrizione alla Massoneria nel 1889. Dice addio all’Accademia di Belle Arti di Brera, in cui ha frequentato da uditore corsi di disegno ma non di scultura, e da cui è stato espulso nel 1883. Dice addio a una critica poco entusiasta quando non apertamente ostile: il suo monumento funebre al Cimitero Monumentale di Milano (La Riconoscenza, 1883, perduto) è rimosso nove giorni dopo l’installazione; di quello per Filippo Filippi (1888) si scrive invece che la sprezzatura è “spinta fino alla scombiccheratura” (Ferdinando Fontana), insomma uno sgorbio. Del resto in Italia il realismo di Courbet è considerato pretenzioso e i paesaggi impressionisti di Pissarro, come L’...

Immaginazione artistica e ipotesi scientifica / Asini iconoclasti

Degli uomini con testa d’asino demoliscono un monumento a colpi di mazza. Ai loro piedi rotola una sfera armillare. Si tratta di un particolare dell’opera Gabinetto di un amatore con asini iconoclasti dipinta da Frans Francken II. L’opera è esposta nella sala X – L’abiura di Galileo della mostra Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza in corso a Padova presso il Palazzo del Monte di Pietà (fino al 18 marzo 2018). Gli asini dipinti da Francken II sono simboli dell’ignoranza associata al potere demoniaco e nefasto di Tifone, spesso raffigurato appunto con testa d’asino. Anche a Pinocchio crescono le orecchie d’asino perché è senza cuore oltre che senza giudizio: “sono un burattino senza giudizio... e senza cuore” (Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, XXXII). Gli asini che l’opera richiama alla mente per la sua collocazione in questa sezione della mostra sono i dottori dell’inquisizione che costrinsero Galileo all’abiura, ma anche quelli che hanno frantumato le sculture di Palmira a colpi di mazza. Mi tornano alla mente le foto con la polvere sollevata dai colpi: gli sbuffi sospesi davanti ai fregi colpiti dalle mazze e lo strato che galleggia a pochi centimetri dal...