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Motus

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Il flauto magico di Fanny & Alexander

Da quando hanno iniziato a lavorare, giovanissimi, nel 1992, Luigi De Angelis e Chiara Lagani hanno esplorato l’infanzia, le sue meraviglie, le sue immaginazioni, i suoi smarrimenti, le sue perfidie, i suoi espedienti per attrezzarsi a un mondo sostanzialmente inospitale. Hanno inventato cimiteri, tombe gotiche, strutture a scatole cinesi dove erano sacrificati o dove sopravvivevano ragazzi e adolescenti, burattini di carne incapaci (per scelta) di diventare rassicuranti rassegnati ragazzini per bene. Forse per questo avevano scelto come nome del loro gruppo, Fanny & Alexander, quello dei due eroi bambini di un film di Bergman. Ora, dopo anni di spettacoli belli e meno belli, tutti rigorosi, tutti immaginosi, tutti di cuore e intelligenza, il cerchio si chiude con la favola della ragione e dell’amore per eccellenza, Il flauto magico di Mozart e Schikaneder, allestito nientemeno che per il teatro Comunale di Bologna, con la direzione musicale di Michele Mariotti, un interprete molto amato dal pubblico, meno che quarantenne.   Il flauto magico, ph. Zapruder   Qui merita subito, prima di parlare dello spettacolo, rilevare una novità e un...

Santarcangelo dei Teatri infrasottile

Sono stato invitato al Festival di Santarcangelo dal collettivo Tipografia Testamento all’interno di un suo progetto che si articolava in dieci interventi di altrettanti invitati sparsi in giorni diversi del Festival sul tema dell’effimero, dell’appena visibile, della traccia minima. Hanno pensato a me a partire dalla lettura del mio libro sulla polvere in arte e io ho raccontato loro della mia ricerca attuale intorno all’idea di “infrasottile” che ne è per molti versi lo sviluppo.                                              Il marchio del collettivo Tipografia Testamento   L’infrasottile, vi ricordo, è un’idea di Duchamp che indica quei fenomeni, materiali, caratteri, che sono appena percepibili ai sensi, al limite delle categorie e delle distinzioni, eppure reali. Gli esempi che ne fa sono il vetro, naturalmente, la polvere appunto, il fumo, l’odore della bocca che “si sposa” con...

La Biennale Teatro di Venezia

Aperta dal Leone d’oro a Romeo Castellucci, “per la sua capacità di creare un nuovo linguaggio scenico in cui si mescolano il teatro, la musica e le arti plastiche”, per il suo aver creato spettacoli-sogno e aver scrutato, cum figuris, negli incubi, in attesa dell’esploratrice dell’orrore di vivere Angelica Liddell, Leone d’argento, la Biennale Teatro di Venezia nella sua fase inziale è attestata saldamente sulla drammaturgia internazionale.   Premiazione Leoni: Baratta, Castellucci, Liddell, Rigola   I nomi della tranche iniziale di una rassegna collocata dal direttore artistico, lo spagnolo Àlex Rigola, nei primi giorni agosto - tra torme di turisti asfissiati dall’afa in ciabatte, short, o braghettoni, in una Venezia resa ancora più irreale dal caldo umido e penetrante - sono quelli di registi, spesso anche autori e interpreti, che raccontano il mondo con la vecchia arte della parola, classica o contemporanea, di variazione su un tema dato o d’invenzione. Si va a teatro dalle 19 (a parte la sciagurata idea di qualche recita alle 15, all’Arsenale, raggiungibile o sotto il...

Intervista a Judith Malina

Sembra molto piccola, su quella sedia a rotelle, Judith Malina, una leggenda vivente, l’allieva di Piscator, la fondatrice del Living Theatre, la moglie di Julian Beck, la rivoluzionaria pacifista, un pezzo di storia del teatro e del pensiero underground americano. Ma, a 87 anni, non ci tiene a farsi imbalsamare. Cammina con difficoltà, ma non ha perso lo smalto carismatico, e neppure una certa aria da pantera, con le unghie lunghissime dipinte di rosa squillante e tanti braccialetti freak. Si scusa per il suo italiano, “un po’ arrugginito”, ma poi, quando inizia a parlare, è precisa, pungente, anche se ogni tanto deve ricorrere all’aiuto di Thomas Walker, un altro del vecchio Living, per precisare i termini. È tornata in Italia per rappresentare The Plot is the Revolution, uno spettacolo dei Motus, in cui la trentenne Silvia Calderoni come una scolaretta rivisita la straordinaria stagione teatrale e politica del Living, rievocando pezzi di famosi spettacoli come The Brig o Paradise Now, che debordò dal teatro trasformandosi in manifestazione di piazza, con attori nudi e intervento della polizia, al festival di Avignone...

Oltre lo spettacolo, Enrico Fedrigoli fotografo di scena / Ritratti

Fotografare il teatro è un atto consueto, meno frequente è trovarsi di fronte risultati in grado di valicare il limite della documentazione per produrre immagini portatrici di senso. Non esiste un teatro così come non esiste un modo di fotografarlo, e ognuna delle due discipline ha insita la necessità di ribadire a ogni gesto il punto di vista al quale aderisce. Il teatro può procedere per interrogativi o accomodarsi su pacifici racconti, rivolgere richieste precise a chi guarda o scegliere di descrivere e approdare a circostanziate conclusioni. Il fotografo di teatro, a sua volta, può decidere di sostare di fronte all’opera in via illustrativa, documentativa, letterale, oppure entrarvi dentro e tentare di cogliere gli spunti manifestati, scivolando tra gli attori o spiando dalle spalle del regista, o ancora reagendo allo spettacolo con un altro spettacolo, con scatti che accendono nuove domande, scartando ogni possibile didascalia.   Nel lavoro di Enrico Fedrigoli è facile vedere come teatro e fotografia si incontrino in un punto preciso, verso un cuore esatto che batte puntualmente nella stessa area d’...