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Teatrino Clandestino

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Oltre lo spettacolo, Enrico Fedrigoli fotografo di scena / Ritratti

Fotografare il teatro è un atto consueto, meno frequente è trovarsi di fronte risultati in grado di valicare il limite della documentazione per produrre immagini portatrici di senso. Non esiste un teatro così come non esiste un modo di fotografarlo, e ognuna delle due discipline ha insita la necessità di ribadire a ogni gesto il punto di vista al quale aderisce. Il teatro può procedere per interrogativi o accomodarsi su pacifici racconti, rivolgere richieste precise a chi guarda o scegliere di descrivere e approdare a circostanziate conclusioni. Il fotografo di teatro, a sua volta, può decidere di sostare di fronte all’opera in via illustrativa, documentativa, letterale, oppure entrarvi dentro e tentare di cogliere gli spunti manifestati, scivolando tra gli attori o spiando dalle spalle del regista, o ancora reagendo allo spettacolo con un altro spettacolo, con scatti che accendono nuove domande, scartando ogni possibile didascalia.   Nel lavoro di Enrico Fedrigoli è facile vedere come teatro e fotografia si incontrino in un punto preciso, verso un cuore esatto che batte puntualmente nella stessa area d’...

Fanny & Alexander

Di norma, di uno spettacolo si legge un programma di sala. E di una mostra un catalogo. Del lavoro degli ultimi quattro anni del gruppo teatrale di Ravenna “Fanny & Alexander” (al secolo Chiara Lagani, dramaturg e attrice, e Luigi de Angelis regista: meno di 75 anni in due ma sulle scene da 18…) ci viene invece proposto un Atlante. Anzitutto perché non di un semplice spettacolo si tratta, bensì d’un “viaggio teatrale” in dieci tappe. Da Dorothy. Sconcerto per Oz, all’inizio del 2007, a West, andato in scena alla Cavallerizza di Torino lo scorso giugno e ancora in tournée nei prossimi mesi. Ma on the road da sempre è la vita dei teatranti. Il vero “viaggio” è quello all’interno del testo di F&A, nonché il nostro nel loro continente di immagini ed enigmi.   Il “testo” è Il mago di Oz: la fiaba pubblicata nel 1900 da L. Frank Baum e soprattutto il film diretto nel 1939 da Victor Fleming (con la sedicenne Judy Garland nei panni di Dorothy): un territorio attraversato a tutti i livelli e in tutte le direzioni, con un grado di “perversione...

L'attore Civile, l'amore, la contraddizione e la libertà

Nei teatri bolognesi, da qualche mese, capita di assistere a monologhi di giovani attori e attrici che precedono gli spettacoli. Il pubblico si reca in alcuni luoghi “ufficiali” del circuito cittadino, dalla stanca Arena del Sole al Teatro delle Celebrazioni, una sala privata con un cartellone prevalentemente commerciale. Prima che lo spettacolo in programma abbia inizio ci sono le presentazioni di Civile, progetto di Fiorenza Menni (Teatrino Clandestino) e della studiosa e organizzatrice Elena Di Gioia. Sono dei ritratti, dei racconti autobiografici scritti e provati durante settimane di lavoro precedenti. Gli attori e le attrici parlano della loro vita, della scelta di individuare nell'arte il proprio posto nella società. Qualche settimana fa, a Roma, questi ritratti “civili” hanno convissuto tutti nello stesso spazio, l’Angelo Mai Altrove, che da un anno e mezzo ha riaperto in zona Circo Massimo ed è divenuto uno snodo cruciale del teatro che vive.     In Italia, oggi, c'è un teatro che vive e uno che sopravvive, eppure è il secondo a garantirsi la quasi totalità di date, produzioni,...