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educazione

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Animale da salotto? / Argo e altri cani

In casa dei miei nonni, tutti, e dopo in quella di mio zio sono transitati un’infinita di cani, e sempre in un rapporto forte, quasi simbiotico. In realtà in casa non entravano mai, perché stavano rigorosamente sulla soglia oppure nel cortile, nella legnaia, nel fienile o nella stalla; oppure ancora liberi nell’aia. il posto per i cani nelle ore del riposo non mancava. Diversamente, il cane era sempre al fianco del pastore, sulla strada. Un rapporto duro, sincero, nel rispetto reciproco, privo di ogni dipendenza passiva e dove il cane pastore manteneva una sua personalità, anche riottosa, pur nella fedeltà al padrone e al lavoro. Un rapporto così come deve essere stato per secoli, per millenni. Un’immagine che ho fatto in tempo a intravedere nella vita di mio zio e ascoltato molte volte nei racconti dell’infanzia; un’immagine, che per analogia e differenze, ho poi sovrapposto all’impressione che ho ricevuto da un passo di Omero, quando scrive di Argo, il cane di Ulisse.  Niente di strano… il cane dei pastori o dei cacciatori per millenni è stato in fondo lo stesso cane e quel cane ha vissuto dello stesso rapporto, dello stesso legame.      In casa dunque, come...

Il punto di vista degli insegnanti / Ancora sullo smartphone in classe

“Una commissione ministeriale s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula. Entro breve tempo avrò le risposte e le passerò con una circolare agli istituti”. L’annuncio ministeriale, già commentato da Alessandro Banda, sta sollecitando diverse reazioni. Mentre nelle sale insegnanti e sui social network i commenti crescono ho sollecitato amici e amiche che lavorano a scuola, in diverse realtà territoriali, principalmente nella superiore, a condividere opinioni e esperienze sul tema. Quanto segue è il montaggio delle risposte, per le quali ringrazio tutti e tutte, da cui emerge qualche dato di realtà e un paesaggio comunque diverso da quello continuamente disegnato da chi non entra in una classe da decenni.   “A me sembra una follia per come è stata lanciata, una boutade futuristico-populista che serve a sollevare polvere e coprire di patina innovativa una carovana di provvedimenti farraginosi e strampalati (vedi le applicazioni dell'alternanza scuola-lavoro). Per come verrà recepita temo sarà l'ennesima catastrofe di polarizzazione indignata o ingenua sopravvalutazione, a seconda dei casi. Qui prevedo comunque la solita forte...

Post-gastromania / Cibo, cucina, convivialità. Un decalogo

  Spenti i riflettori sui palcoscenici della cucina e del tavola, esaurita la sbornia mediatica nei confronti dei cuochi star o delle supposte virtù taumaturgiche di un’alimentazione sedicente corretta, ridimensionate le retoriche dei naturalismi più o meno mistici o delle dietetiche tanto prodigiose quanto contraddittorie, è arrivato il momento di ritrovare la verità del cibo. Che significherebbe ritornare – oltre la chiacchiera mediatica che ha stancato il pubblico d’ogni ordine e grado – a quel che c’è realmente in tavola: esito di una sapiente trasformazione di materie prime e loro mescolanza creativa, ma anche frammenti significativi di storia, società, cultura, politica, identità etniche. Laddove la gastromania sembrava interessarsi a ciò che sta prima del piatto (storie di vita dei produttori, mitologie degli chef…) o dopo di esso (rituali di degustazione, discorsi critici…), è giunto il momento di concentrarsi sul piatto stesso, sulle molteplici verità dell’esperienza gastronomica.   Verità è parola grossa, lo so, e appositamente la uso qui in modo al tempo stesso perplesso e provocatorio, contrito per i funerali in corso. Quel che è certo è che il silenzio...

Troppe parole / Cos’è il silenzio in una scuola?

Cos’è il silenzio in una scuola? Chi lo cerca, lo trova? Chi lo fa, lo sente? È condiviso? Entro in classe. Saluto, mi siedo. Accendo il pc, prendo la penna dall’astuccio, li guardo. Questi pochi gesti, in alcune classi, bastano a spegnere il rumore come farebbe un po’ d’acqua con un piccolo falò. La mia calma, la mia lentezza fanno breccia e tolgono energia allo schiamazzo. In questi casi fa molto piacere iniziare una lezione partendo dall’attesa. Non ci sono state minacce né richiami, solo il bisogno spontaneo e condiviso di un punto di incontro silenzioso da cui far ricominciare tutto. Una mattina come tante altre che si presenta sempre come un primo giorno, quando il silenzio si fa più carico di responsabilità e cura e si bada bene a non sciuparlo con chiacchiere qualsiasi.   È uno dei miei momenti preferiti. È il momento in cui loro smettono di fare quello che stavano facendo, alzano la testa e mi guardano in silenzio. E io faccio la stessa cosa. È uno dei pochi momenti in cui non mi è necessario parlare, due tre minuti vuoti in cui cerco di capire chi ho davanti e la qualità del silenzio che ricevo è un aiuto denso. Quando poi parlerò e lo faranno anche loro, ognuno...

L'ultimo romanzo di Gian Mario Villalta / Scuola di felicità

Questo romanzo di Gian Mario Villalta, appena uscito per Mondadori, di pagine centottantatré, euro diciotto, è un romanzo sulla scuola, e lo dice a chiare lettere fin dal titolo Scuola di felicità.  Ogni volta che si recensisce un libro sulla scuola bisogna aggiungere la frase topica: è un altro libro sulla scuola, perché in effetti ce ne sono parecchi, di libri sulla scuola. Ma questo, se permettete, è diverso. (So che anche questa potrebbe risultare una frase topica, ma la diversità di tale testo, rispetto agli altri, ai molti altri analoghi, risponde al vero, credetemi).   Apparentemente la trama sembra snodarsi nei percorsi abituali della narrativa di argomento scolastico: c’è, in una scuola superiore di provincia nordestina, una Dirigente (Lisa Bardella) ambiziosa e assai desiderosa di far parlare di sé e della sua scuola i mezzi d’informazione e che quindi s’inventa il mirabolante progetto della “Scuola della Felicità”; non si sa bene cosa sia, un po’ come l’Azione parallela di Musil, però il nome suona bene, è uno slogan riuscito; suo immediato corollario, ai fini di una concomitante “elevazione spirituale”, sarà il trasferimento ai piani alti degli uffici della...