Categorie

Elenco articoli con tag:

Eugenio Bernardi

(2 risultati)

Dall’altra parte. Il diario berlinese di Max Frisch

Per lunghi anni un grande mistero ha avvolto il Berliner Journal che Max Frisch ha scritto tra il 1973 e il 1980 a Berlino, e che, per volontà dell’autore, è restato nascosto per il ventennio successivo alla sua morte.   Quando, nel 2011 (Frisch è morto, poco prima di compiere ottanta anni, il 4 aprile 1991), si è arrivati alla scadenza dei venti anni prescritti, una scena molto solenne deve essersi svolta, sotto la postuma regia dell’autore, nei segretissimi caveau di una banca zurighese. Nell’aprile del 2011, infatti, gli amministratori dell’archivio che gestisce il lascito di Max Frisch, il Max Frisch Archiv, guidati dal loro presidente, hanno finalmente aperto la cassetta di sicurezza in cui giacevano i cinque quaderni del diario, pronti per essere dati alle stampe, come preannunciato da Frisch stesso in varie lettere e dichiarazioni. Di fatto nessuno fino a quel momento aveva mai saputo che cosa quei quaderni contenessero, se si fa eccezione per i primi due, di cui il solo Uwe Johnson, a cui era stata affidata una copia depositata poi da un notaio, aveva potuto prendere visione, dopo sua espressa richiesta e ‘...

Botho Strauß. L'inizio perduto

Nell’Inizio perduto di Botho Strauß – testo del 1992, da poco tradotto in italiano per i tipi di Mimesis (a cura di Eugenio Bernardi) – le «riflessioni» annunciate nel sottotitolo vertono su un concetto che a una considerazione sommaria potrebbe apparire anodino. «Beginnlosigkeit», letteralmente l’«assenza di inizio», è infatti l’argomento centrale della riflessione straußiana. Titolo «geniale» secondo Eugenio Bernardi, curatore dell’edizione italiana, inseritosi in maniera inattesa nella poliedrica produzione di un autore, classe 1944, noto a livello internazionale soprattutto per le sue virtù di drammaturgo abile a cogliere per mezzo di sagaci strutture dialogiche le tendenze profonde della contemporaneità senza il beneficio della distanza storica.     Osservando da vicino la morfologia del titolo, si ricava immediatamente una tesi – ammesso che di tesi si possa parlare – fortemente assertiva, si direbbe quasi perentoria: non esiste inizio. Vi è, piuttosto, un’ineluttabile assenza di inizio, una carenza radicale di...