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Rosario Fiorello

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Tommaso Labranca, vivere di istinti

«Mo guarda, è rimasto normale! È sempre normale!». Non mi sento legittimato a riferire chi e in quale occasione ha espresso questo giudizio su Tommaso Labranca (1962-2016), uno scrittore e studioso che rivendicava una normalità che però sembrava mostrarsi impossibilitata a essere incarnata da lui. Ma la persona e l’occasione, persino, davano senso a quel giudizio inverosimile, proprio in forza dell’eccezionalità e della normalità di Tommaso.   Tommaso Labranca è morto all’improvviso, di notte, da solo, il 29 agosto del 2016. Da un paio di giorni accusava malesseri che a lui erano parsi passeggeri e invece erano i sintomi di una severa crisi cardiocircolatoria. Molti conoscevano solo vagamente il suo nome; per altri è stato uno dei principali intellettuali italiani, a partire da metà degli anni Novanta, quando propose ad Alberto Castelvecchi (allora editore attentissimo alla cultura dei nati negli anni Sessanta) testi che poi andarono a formare un libro dal fantastico titolo di Andy Warhol era un coatto. Vivere e capire il trash (1994). L’anno successivo lo stesso editore pubblicò Estasi del pecoreccio. Perché non possiamo non dirci brianzoli (1995), che si chiudeva con una...

Speciale ’77. Una foto, mille cose

Sono trascorsi trentacinque anni dall'esplosione del movimento del Settantasette. Nel febbraio di quell'anno appare infatti un movimento studentesco dal profilo e dai comportamenti inediti; fa il suo debutto con le occupazione delle Università e ha il suo baricentro a Roma e Bologna, ma si estende in tutta Italia. Sarà una breve, ma intensa stagione, poi arriva il sequestro  e l'uccisione di Aldo Moro, il terrorismo impazza. La repressione è dura e il movimento implode lasciando tuttavia una forte memoria di sé come abbiamo visto nel mese scorso attraverso la raccolta delle foto di quella stagione a Bologna per opera di Scuro. Vogliamo ripercorrere quel periodo ripensando a temi e questioni differenti dalla politica all'arte e alla letteratura. Per chi c'era e soprattutto per chi non c'era e poco sa. Di questo passato prossimo della nostra storia. Iniziamo da una celebre foto dell'autonomo che spara e dalla discussione che è seguita, come ricorda Gianfranco Marrone, poco tempo fa. Testi inediti o editi per conoscere e riflettere.     Gianfranco Marrone. Una foto, mille cose.   A...

Il Web non-lineare. Otto mesi di Web Analysis

Dalla primavera del 2011, quando abbiamo inaugurato lo spazio di Web Analysis, sono cambiate molte cose. Il panorama mediatico italiano sembra aver iniziato a scongelarsi, e molti si sono improvvisamente resi conto che sono passati quasi vent’anni da quel gennaio del 1994 in cui le televisioni hanno trasmesso per la prima volta l’inno di Forza Italia – consegnando il paese ad un lungo sonno a reti unificate. Molti hanno visto un’assonanza tra le rivoluzioni della primavera araba, gli indignados spagnoli, il movimento Occupy, e quello che è accaduto in Italia con l’arrivo del “vento arancione” delle elezioni di Milano e Napoli e dei referendum. Tutti fenomeni apparentemente poco prevedibili, caratterizzati dalla spontaneità e dalla partecipazione civica. Nuove forme di mobilitazione, succedutesi nel giro di pochi mesi e che hanno avuto i nuovi media come strumento privilegiato, hanno colto di sorpresa tutti gli osservatori che guardavano esclusivamente al gioco che stavano giocando i “grandi” attori.   La verità è che negli anni del berlusconismo, al di là del sogno provinciale ad...

Siamo linguisti o caporali?

All’uscita di Relazioni e differenze (Sellerio), il libro in cui ha raccolto diversi suoi saggi di linguistica, mi è sembrato il caso di rivolgere alcune domande a Nunzio La Fauci, ordinario di Linguistica italiana a Zurigo. Conoscevo già il suo Compendio di sintassi italiana, uscito l’anno scorso dal Mulino, e da tempo sono un affezionato seguace del blog Apollonio Discolo in cui La Fauci commenta usanze di parlanti e linguisti, in quella che definisce “una lingua non comune”. Si tratta di una lingua ironica, che può arrivare al sarcasmo, a suo agio soprattutto nel discorrere controcorrente. I passaggi di Relazioni e differenze che si richiamano alla storia della linguistica e ai suoi presupposti filosofici hanno per me disegnato la cornice teorica all’interno della quale le apparenti intemperanze di Apollonio Discolo risultano molto meno occasionali. Così ho chiesto a La Fauci alcuni chiarimenti che mi hanno aiutato a scrivere un articolo per Repubblica (uscito il 6 maggio 2011) sul suo lavoro; ora, con il suo gentile permesso, li pubblico qui integralmente.     Della stupidità umana e della...