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Simone Weil

(11 risultati)

Insegnare la letteratura / Leggere con l’orecchio

Se esiste la letteratura non possono non esistere la storia e la critica della letteratura. E dunque, chi si applica a mettere in sequenza i suoi frutti, e chi si dedica al loro giudizio. Alla loro interpretazione. Chi opera per coglierne il senso nascosto, o profondo. O per decifrare nel suo specchio le verità dell’epoca con la quale la letteratura intrattiene rapporti più o meno indiretti.  Se esiste la letteratura non può non esistere una visione, e dunque una teoria della medesima. Nel senso puro e semplice che nei suoi frutti si dà a vedere un mondo. E comunque, al di là del suo valore di intrattenimento, di divertimento – che sia in versi o in prosa, che sia un poema, un romanzo o un racconto – l’opera letteraria condensa in sé un pensiero, un’idea del mondo. Come ogni manufatto linguistico.   Esistono dunque a buon diritto il critico, lo storico, il teorico della letteratura. Ora, tali professioni, anche nel senso di fede – di fede e fiducia nella parola: che possa produrre conoscenza – si esplicano in vari modi. C’è il critico accademico, c’è il critico militante, c’è lo storico, e c’è l’interprete, e c’è il recensore di libri sui quotidiani. Chi insegna dall’...

René Girard: la voce inascoltata della realtà

Ci si può chiedere che senso abbia la discussione intellettuale di fronte all’atrocità di eventi come quelli occorsi a Parigi ieri notte. L’impotenza del pensiero di fronte all’atto conclusivo, definitivo e violento. Crediamo in realtà che l’imperativo in questi momenti drammatici sia proprio quella di capire quali siano gli strumenti per descrivere e capire la complessità delle forze in gioco. Le insidie che si nascono dietro all’angolo in un mondo che sta affrontando conflitti inediti. In questo senso, se c’è un pensatore che ci può aiutare a radiografare le metamorfosi della violenza, questo è proprio René Girard.      È sempre difficile ricostruire il profilo intellettuale di un pensatore. In modo particolare se si tratta di qualcuno che come René Girard ha seguito un percorso poco convenzionale, improntato a una libertà esistenziale e di riflessione non comuni, in bilico fra due continenti e fra diversi campi di discussione disciplinare, senza mai tentare di aderire a un profilo accademico propriamente definibile.   Nonostante i...

Lottare per l'inquadratura

Gli operai non hanno mai avuto vita facile sui media moderni. Anche se si tratta di due realtà pressoché coeve. Quello che è considerato il primissimo film della storia del cinema, per esempio, è ambientato proprio in una fabbrica. Fu proiettato nel 1895, si chiama L'uscita dalle Fabbriche Lumière (La Sortie des usines) e dura poche decine di secondi: non mostra che l'apertura dei cancelli e il defluire dei lavoratori a piedi e in bici.   In quel filmato – un evento pubblicitario grazie al quale i Lumière legarono l'invenzione al loro nome e al loro marchio – si può osservare un particolare solo in apparenza marginale: la scena fu girata durante una giornata feriale, tuttavia in quell'occasione le maestranze si vestirono al loro meglio. Probabile quindi che quelle immagini documentino più l'abbigliamento nel giorno di festa che la reale tenuta quotidiana di molti di loro.   Allo stesso modo, il mondo del lavoro battezzò la cartellonistica, come dire la tv dell'epoca. È il caso del manifesto dell'Expo milanese nel 1906, che celebrò il traforo del...

Matematica mon amour

Soffriamo ancora dell’antico male di una marginalità delle scienze nel panorama complessivo della nostra cultura; eredità, certo, del classicismo umanistico su cui si sono innestati prima il neoidealismo, liberale e fascista, poi lo storicismo, ma vi sono anche responsabilità degli scienziati, spesso gelosi custodi dei propri saperi, protetti nella clausura sacerdotale di linguaggi specialistici. Uno dei primi meriti degli scritti che Claudio Bartocci ha raccolto in Dimostrare l’impossibile (Cortina 2014) è il richiamo al dovere etico di rendersi comprensibili a tutti: condizione per lo sviluppo del sapere (e della civiltà) è “fare uso pubblico della propria ragione” (Kant), senza soggiacere a coercizioni esterne. Del resto, proprio le innovazioni delle tecnologie informatiche affidano il futuro dei saperi alla condivisione. Il matematico inglese Tim Gowers decise nel 2009 di proporre in rete un difficile problema di combinatoria e furono le risposte dei lettori a condurre alla soluzione; esperimento di intelligenza collettiva, rilevante soprattutto nella prospettiva dell’etica della ricerca scientifica. La...

Sull'arte di abitare il tempo della crisi

Come per ogni altro prodotto linguistico, anche agli slogan, si sa, è concessa vita breve. Destinati a scomparire tra le pieghe dei discorsi che la società spettacolare incessantemente produce, il carico di speranza o d'inquietudine che essi disseminano per la strada si trova presto costretto a privilegiare altre formule per poter persistere. E tuttavia, benché cancellati, contraffatti o semplicemente abbandonati, gli slogan riescono ancora a riservare sorprese a chiunque voglia ripercorrerne variazioni e metamorfosi, accorgendosi in tal modo che la maniera in cui essi si oppongono e si fronteggiano nulla ha da spartire con un avvicendarsi pacifico e cronologicamente scandito.     Basterebbe, ad esempio, accostare il motto riportato dalla copertina di un celebre singolo dei The Clash, "The future is unwritten", alla firma "Start from zero" con cui l'omonimo collettivo di Hong Kong segna i muri della propria città, per accorgersi di come sia pressoché impossibile quantificare in anni, persino in decenni, la distanza che li separa. È come se una frattura incolmabile si fosse insinuata tra queste...

Sudafrica: minatori di pil

Il 18 giugno scorso, è finito lo sciopero minerario più lungo della storia del Sudafrica. Con fatica i primi tre produttori mondiali di platino: Anglo-American Corporation (AAC: il cui brand diamantifero è De Beers, ma quello del platino è Amplats, che da solo vale il 38% del platino mondiale), Impala Platinum (brand: Implats) e Lonmin (partecipata del colosso svizzero Xstrata) hanno raggiunto un accordo con il sindacato egemone del settore, cioè l’AMCU (Association of Mineworkers and Construction Union). Fondato nel 1998 da una scissione del NUM (National Union of Mineworkers), branca della potente centrale sindacale COSATU (cioè le Trade Unions sudafricane, con circa due milioni d’iscritti). Anche se giovane, l’AMCU è rapidamente diventato il sindacato egemone tra i minatori del settore estrattivo, con una partecipazione di oltre il 70% dei lavoratori della Lonmin e maggioritario (oltre il 50%) anche nelle altre due società.   La decisione di approvare l’accordo, è stata espressa dalla maggioranza dei 70.000 minatori africani (in Germania li chiamerebbero gastarbeiter, nel senso che...

L’irriconoscibile in Antonella Anedda

Lo sfaldamento dei corpi e dei nomi. L’assottigliamento del sé che impallidisce, sino a divenire quasi spettrale. La scomposizione di un’immagine, il ritaglio dei dettagli. Dove si incontrano questi due movimenti: il vento gelato del tempo cui siamo in balia, che disperde le identità materiali e simboliche, e la furia analitica dello guardo che fissa i particolari, li isola dal tutto.   Sfaldamento e scomposizione: all’incrocio di queste due correnti ascensionali stanno i due ultimi libri di Antonella Anedda: i saggi, dedicati alla storia dell’arte e al suo incontro ecfrastico con la poesia, di La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi e quindi la raccolta poetica Salva con nome (rispettivamente del 2009 e 2012, da cui provengono tutte le citazioni non altrimenti segnalate).   “Perdere? è una porta sul vuoto”, scriveva Anedda nell’ultimo testo de la Vita dei dettagli. È in quella porta che s‘inoltra ora Salva con nome. L’estinzione e la perdita: qui sembrano incontrarsi le correnti gelide dello sfaldamento e della scomposizione. Collezionare perdite, l’ultima...

Totem Berlusconi

Su meriti e demeriti di Silvio Berlusconi l'Italia si divide da trent'anni. Fuori da tribunali e dibattiti, però, una certezza c'è: la sua vicenda ha fatto calare sulla parola pubblicità, sul suo semplice suono, un giudizio storico inesorabile, trasformandola in una nuova espressione idiomatica. Pubblicità, cioè inganno. Quando Repubblica ha voluto attaccare Berlusconi con massimo sprezzo, l'ha definito "pubblicitario". Dal suo avvento in poi, gli atti di governo inefficaci ma spettacolari un tempo bollati per il loro "effetto annuncio", sono diventati "spot". Tutto il suo consenso è stato interpretato con un colossale vedi alla voce reclàme. A mo' di esempio, una manifestazione del 2010 contro il governo Berlusconi: prima una rappresentante sindacale dice "dalla crisi si esce investendo sul lavoro e non sulla pubblicità”, poi Vendola dichiara "Berlusconi ha sostituito i valori costituzionali con la pubblicità” e infine Bersani attacca i "miracolistici spot” dell'allora presidente del consiglio. Quell'anno, da destra, anche la...

Albicocco

«Stelle e alberi da frutta in fiore. La permanenza completa e l’estrema fragilità danno ugualmente il sentimento dell’eternità» (Simone Weil, Quaderno I, a c. di Giancarlo Gaeta, Adelphi). È esattamente questo il senso di ossimorica vertigine che ci può cogliere, all’arrivo di ogni buona stagione, di fronte alla fioritura di un fruttifero. Più travolgente se si tratta di un prunus armeniaca, l’albicocco, conosciuto dai cinesi ben prima dell’era cristiana e diffuso in Europa dai romani con la conquista dell’Armenia.     Nel mettersi il vestito della festa, l’albicocco è precoce come vuole il suo allegro nome, esito di una curiosa vicenda etimologica. La primaticcia prugna d’Armenia era detta dai romani praecoqua (rispetto alla più tardiva pesca) da un praecocum, maniera secondaria di praecocem, passato agli arabi che, come loro uso, premisero l’articolo al-barquq, approdato poi alle lingue romanze: albaricoque, abricot, albercocco.     Nulla, dunque, del nome rimanderebbe al colore dei fiori dall’albicante nuance...

Cosa c’è in un nome?

Non c’è probabilmente nessun’altra figura della Chiesa cristiana occidentale che abbia esercitato una forza di attrazione sulla modernità comparabile a quella di Francesco di Assisi, il poverello, il pazzo d’amore per Dio che avrebbe lasciato scritto nel suo Cantico, il più antico componimento poetico della lingua italiana, “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengono infirmitate et tribulatione”. Nel Canto XI del Paradiso, Dante faceva pronunciare a un altro celebre personaggio medioevale, Tommaso d’Aquino, un suo complesso elogio sul cui sfondo, come del resto in tutta la Commedia, si stagliava il tema della decadenza e della corruzione morale della Chiesa. Ecco dunque Francesco, nuovo Sole sorto per illuminare la cattolicità e ricondurla alla purezza originaria del messaggio di Cristo: carità e povertà. Santo popolare e ispiratore essenziale della rinascita europea, mistico e sovversivo, uomo pratico e pensatore profondamente originale che contestò il tradizionale comptemptus mundi, il disprezzo per la realtà terrena, Francesco ha...

Fiammante

Dopo otto anni Christian Raimo torna a pubblicare un libro in proprio. Che è poi anche il suo primo romanzo. Non un esordio dunque, ma – diciamo, alla maniera di Stanley Cavell – un “ri-esordio”. L’esordio vero e proprio (a ventisei anni, nel 2001) aveva i connotati della frammentarietà, del virtuosismo ritmico e metaforico, di un’ironica allusività. Di quel giocoliere scatenato e malinconico, oggi, qualcosa è rimasto – e qualcosa s’è capovolto (ma come mantenendo il calco di quanto non c’è più).   Resta per esempio uno scrittore ironico (e anzi un vero talento comico), Raimo, senza essere più uno scrittore obliquo. Al contrario ha preso il partito d’un realismo emotivo che di recente – riprendendo David Foster Wallace – ha paragonato alla pittura iper-realistica di Simon Estes o Mark Goings. Questo anche se uno stile emotivo – per dirla con Tondelli – gli appartiene da sempre (a partire dall’abuso di puntini di sospensione portato, qui, a un parossismo fastidioso). L’allusività d’un tempo, però,...