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narrativa

(11 risultati)

Avvoltoi

I tre racconti brevi intrecciano due temi inseparabili nell'esperienza di ciascuno: la morte e il rapporto con i propri genitori. Nella scrittura misurata di Luigi Bernardi la quiete dei defunti contrasta con il tormento dei vivi, costretti a fare i conti con un passato invadente che ha disegnato in modo indelebile i contorni della sofferenza del presente. A liberarsi del passato, infatti, sono solo coloro che se ne vanno, lasciando a chi resta il compito pesante della rielaborazione. E le colpe dei padri ricadono sui figli. Luigi Bernardi è nato nel 1953 in provincia di Bologna. Ha creato e diretto case editrici (L’Isola Trovata, Glénat Italia, Granata Press, Perdisa Pop), riviste (Orient Express, Nova Express) e collane di libri (EuroNoir, Vox, Stile Libero Noir). Ha tradotto decine di romanzi e fumetti francesi. Attualmente è narratore, sceneggiatore e drammaturgo. Ha scritto alcuni libri sui rapporti fra crimine e contemporaneità, fra i quali: A sangue caldo(DeriveApprodi, 2001), Pallottole vaganti (DeriveApprodi 2002), Il male stanco (Zona 2003). l suo sito internet è luigibernardi.com....

Profumo di lago

Nei testi di Aldo Zargani la forma narrativa breve rivela tutta la sua potenza attraverso il susseguirsi di piccole sciarade temporali e di imprevisti familiari.  Prende forma, di conseguenza, una quotidianità che, sebbene segnata da una delle più angosciose tragedie del secolo scorso, ha sempre a che fare con la rigenerazione umana e la consolazione. Attraverso l’abile montaggio di voci sempre in bilico tra la commedia e la tragedia, i testi raccolti seguono il ritmo di percorsi narrativi che si alternano e si sovrappongono alla memoria, nella personalissima ricerca estetica sulle contraddizioni umane di chi è stato a contatto con il male assoluto e lo sa raccontare. Sfiorandolo. Edizione bilingue italiano e francese. Aldo Zargani è nato a Torino nel 1933 da famiglia ebraica. L’infanzia e l’adolescenza sono state segnate dalle leggi razziali fasciste del 1938 e dalle violenze dell’occupazione nazista. Sfuggito con i famigliari alla deportazione, ha lavorato per la Rai e ora vive a Roma. Ha pubblicato Per violino solo. La mia infanzia nell'aldiqua (1938-1945) (Il Mulino, 1995, ristampato nel 2004) e Certe promesse d...

Matrimonio Bellavista

"Nel quadro astrale della famiglia Marcocesa, le posizioni degli ascendenti e le triangolazioni della Luna con il pianeta Saturno non promettevano niente di buono. Le due serie di cause erano gli amori extraconiugali del padre e le pretese della madre di non essere considerata una donna da buttar via. Perché aveva dei fianchi che attiravano ancora le occhiate maschili, e questo veniva notificato al marito per intimargli che se lui continuava i tresconi con altre donne, lei poteva benissimo rendergli la pariglia: “Stai attento Massimiliano, io non sono ancora uno straccio da buttar via, e puoi avere brutte sorprese”. Era una sfida che spuntava anche a tavola, davanti ai figli, con risposte del sospirante signor Marcocesa, il quale a tavola aveva l’abitudine di leggere la gazzetta sportiva e non gli interessava altro: “Margherita, per piacere, ti prego, lasciami mangiare in pace! È mai possibile che neanche quando torno a casa io possa stare tranquillo un momento?”. Il mio compagno Marcocesa, che noi a scuola chiamavamo Cesa, assistendo a quelle scene era invaso da una noia profondissima. E scappava fuori di casa a camminare per le...

Chi vive in Calabria / Chi ha scarsa memoria

  In questa composita etnofiction Mauro F. Minervino, antropologo e scrittore calabrese, accompagna il cammino del lettore attraverso la narrazione di un Sud raccontato per iperboli e paradossi, non di rado stranianti e poetici. Rinnovando e amplificando così per ognuno di noi l’interrogazione che proviene da un’Italia e da un mondo sempre più mobile e anonimo, popolato di nonluoghi, falsificato dal consumo, dalla turistizzazione, da mali sociali e da ogni genere di violenza e di abuso, che sembra avere smarrito con la memoria del passato il senso autentico dell’incontro umano, dell’abitare il mondo qui e ora. Ma dov’è più “quel luogo che viene prima di tutto e dove una casa sembra poter dare un senso, un’architettura, alla vita intera” (E. Siciliano)? Tra andate e ritorni, souvenirs e disdette, Minervino ha narrato e messo in scena la minuta dialettica degli incontri e dei luoghi di oggi, le esperienze, le disillusioni e gli incanti che hanno guidato e guidano ancora alla ricerca costante di un altrove e di un paese possibile, affrontando consapevolmente il rischio dell’impermanenza tipico della dimensione del contemporaneo, accettando così lo spaesamento, l’esilio, il...

Molto grossa, incredibilmente vicina

  "Provate a fare uno sforzo mnemonico e a risalire al primo paesaggio della vostra infanzia che ricordate, possibilmente con piacere. Penso che ognuno di noi abbia nel proprio immaginario un rettangolo con un panorama che può considerare dell’anima, il primo giardino in cui ha giocato, gli alberi dietro la casa dei nonni, la vista di una spiaggia o di una collina sulla quale ha scorrazzato per ore durante le vacanze estive. Ecco, adesso prendete quel rettangolo di nostalgia e metteteci dentro un enorme oggetto di metallo, pesantissimo, inamovibile e del tutto incongruo con il paesaggio che lo contiene. Poi pensate che per via di quell’oggetto, in quel posto hanno perso la vita trentadue persone. Provate a immaginarvi di mettere in fila pure loro, una accanto all’altra, nello stesso rettangolo. Poi provate ad abituarvi a guardarlo così, il vostro panorama dell’anima, anzi, a vederlo per settimane sulle prime pagine di tutti i giornali, in televisione, su internet. Dopo questo esperimento di immaginazione potete avvicinarvi a capire cosa significa per me (e per tanti gigliesi) la tragedia della Costa Concordia."   Indice: Inverno Guida ragionata al panorama emotivo...

Picasso e i suoi poeti

  Picasso amava i poeti e anche noi li amiamo.  I poeti hanno un rapporto  particolare con le immagini e con le opere d’arte, senz’altro dovuto alla sintonia che condividono in quella che in mancanza di metafore migliori osiamo chiamare ancora “creazione”.  Questo non solo dà loro libertà nella scrittura sull’arte, ma soprattutto permette loro di vedere e cogliere altro da quanto riusciamo a fare noi. I poeti pensano diversamente, toccano punti del pensiero che noi non osiamo sfiorare. Picasso lo sapeva e si circondava della loro compagnia. Ebbe anche la fortuna di esserne a sua volta molto amato e di conoscerne più d’uno che  condivise lunghi pezzi di strada con lui: Max Jacob, Guillaume Apollinaire, Pierre Reverdy, Louis Aragon, Paul Éluard. Loro trassero ispirazione dalle sue opere e lui si nutrì della loro interazione. Quando poi diventò famoso, gli omaggi e le occasioni si moltiplicarono in ogni parte del mondo, fino ad oggi certamente. Abbiamo pensato di raccogliere una parte, minima in realtà ma già numerosa, di questa enorme messe. Abbiamo scelto le poesie espressamente dedicate o dichiaratamente ispirate all’opera di Picasso, senza indagare più a...

Giorni contati

  Un amore assoluto incontrato in età matura; pochissimi anni di felicità che l’improvviso irrompere della malattia della donna non arriva quasi a scalfire; i giorni contati, e infine la perdita, il sentimento altrettanto assoluto di una solitudine definitiva. Un uomo ripercorre per brevi flash la sua storia, con l’urgenza di chi non vuole che la memoria anche di un solo istante vada persa, o sfumi verso la dimenticanza, la cancellazione. Un linguaggio diretto, intenso, recuperato a forza dal fondo delle false immediatezze, da parte di uno scrittore amato da Pontiggia (che scrive la prefazione), Giuliani, Segre, Manganelli, che aveva sempre fatto della diffidenza e del ribaltamento dei cliché uno dei motori dei suoi libri, divertenti e paradossali. Una storia intensa, con al centro la figura memorabile di una donna gioiosa e vitale fino agli ultimissimi giorni. Un libro che alla sua uscita, senza clamori, il passaparola ha reso un successo; che molti lettori hanno comprato in più copie per regalarle alle persone più care.   Lucio Klobas è nato nel 1944. Istriano di origine, vive a Bergamo dall'adolescenza. Ha pubblicato numerose opere, alcune delle quali tradotte all'...

L'albero genealogico dell'acqua

  A Cronilandia, un pianeta dove esisteva solo la cronaca e le fiabe erano vietate dalla legge, regnava un Re che si chiamava Alfredo.  Il re Alfredo soffriva molto perché in verità lui era un amante delle fiabe, ma non poteva svelare a nessuno questa sua segreta perversione. Era un Re illuminato, ma in un paese dominato dalla cronaca e dalle volgarità, non c’era spazio per le favole. Re Alfredo però a un certo punto non riuscì più a trattenersi: doveva assolutamente ascoltare delle favole, altrimenti non si sarebbe più addormentato, mettendo a repentaglio la sua salute. Così cominciò a reclutare illegalmente i più importanti raccontatori di fiabe del pianeta, gente che viveva reclusa in nascondigli nelle periferie delle città, e che ogni giorno rischiava la galera in nome della fantasia. I collaboratori del Re lo informarono dei rischi che avrebbe corso se le autorità si fossero accorte del continuo andirivieni di tutti questi inventori di fiabe nella sua reggia. Allora il re decise che si sarebbe fatto raccontare le favole al cellulare. Re Alfredo non era mai sazio, voleva sempre le favole più belle, quelle che lo facevano emozionare e sognare di più, distraendolo...

La notte

Un racconto inedito di Gianni Celati, la breve storia di Pucci che galleggia tra follia, sogno e amore per la vita. “Quando l’avevano dimesso dal reparto neurologico, Pucci era sui diciannove anni e non se la sentiva più di abitare con i genitori nel vicolo del voltino, dunque si era trasferito nel giardino di suo nonno, dormendo nel capannone degli attrezzi. S’era portato un vecchio materasso doppio con la paglia dentro, e passava molto tempo sul materasso a fumare. Durante la giornata ogni tanto ascoltava il nonno, poi tornava a sdraiarsi sul materasso, fumando una sigaretta dopo l’altra. Ogni giorno a mezzogiorno sua madre arrivava in bicicletta a portargli da mangiare la minestra e la pietanza dentro due gamellini; poi restava lì qualche ora a prendersi cura del figlio. Da quando il marito era diventato un delegato nazionale del partito cattolico, lei parlava spesso di Dio: “Dio ha voluto... Dio provvederà di sicuro, vedrai...” Credo che Pucci trovasse suo padre meno seccante di sua madre, perché l’unica volta che era venuto nel giardino del nonno aveva detto solo una frase: “Lascia stare, Lina!...

Giullari e narratori in Colombia

  L’ebook presenta una scelta di racconti di alcuni tra i migliori scrittori colombiani degli ultimi decenni (Miguel Falquez-Certain, Luis Fayad, Dário Ruíz Gómez, Pablo Montoya, Marvel Moreno, Julio Olaciregui, Consuelo Triviño). Un panorama che illustra una realtà composita per temi e stili, accanto e dopo l’opera dei più noti Gabriel García Márquez e Álvaro Mutis, e che ben rispecchia quella di un paese vario, ricco di risorse e di contraddizioni e in veloce cambiamento. Parte dei racconti sono già usciti sul numero 56/57 di “Nuova prosa” (ottobre 2011) a cura di Federica Arnoldi e di Fabio Rodríguez Amaya, che ha curato e introdotto anche questa pubblicazione. Oltre a quelli già editi, l’ebook presenta la traduzione di un racconto inedito di ogni scrittore e il testo originale spagnolo di tutti i racconti. Un’importante novità è offerta anche dalla possibilità di scaricare dei file in formato .mp3 con la viva voce degli autori che leggono uno dei loro testi.   “Immaginando la Colombia come una scacchiera, il lettore avrà modo di ricomporre, con l’aiuto di questi autori, un unico, grande mosaico. Ritrovando, così, lo specchio di quello che è la Colombia: un...

Il caso Muccinelli

Un racconto divertente, un giallo di provincia surreale. “Forse il caso più strano in tutte le cronache di quei tempi nella nostra cittadina è il caso Muccinelli, che ora cercherò di rinverdire. Un giorno sbarca nella nostra stazione un tal Muccinelli, età sui quaranta, mandato dal ministero degli Interni per svolgere indagini. Si presenta alle autorità, prefetto, sindaco, alti dignitari. Nessuno sa cosa debba indagare, ma il prefetto si mette a sua disposizione, trattandosi d'un agente di Stato. Era il tipo di detective uguale a come si può immaginarlo: impermeabile stretto in vita, cappello sulle ventitré, sigaro spento in bocca, taccuini per prendere appunti. Di nome Muccinelli, minuto e basso come l'omonimo giocatore di calcio, ai tempi.”   Gianni Celati è nato a Sondrio nel 1937. Docente di letteratura angloamericana all’Università di Bologna, è autore di traduzioni di Celine, Melville, Stendhal, Swift, Twain, London, Barthes, Holderlin e altri. Ha esordito come narratore con Comiche nel 1970, presentato da Italo Calvino. Con Narratori delle pianure ha vinto nel 1985...