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Poesia

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Una matita per l'estate / Facendo la punta

  Facendo la punta alla matita con un temperino bianco a manovella, l’odore di legno secco cerco nella memoria da dove questa fitta al cuore. Ed ecco il tuo, confinato nella penombra della soffitta e tu che le temperi tutte una dopo l’altra. E allora telefono a mia sorella «fammi un regalo, domani portami il temperamatite di papà, quello giallo, lo tengo qua».   da Una telefonata di mattina, La Vita Felice 2016.

Quattro Poesie / Invito

Pubblichiamo l'ultima delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti, qui la prima delle poesie da lei scelte, qui la seconda e qui la terza.   Quando è di te che piangi – non è, vedi, pietà, è lutto – non per i tempi andati o i treni che hai mancato. C’è una ragione sola: hai smarrito la quiete e te ne accorgi. Be’, non mentre dormi, tu sei tranquilla mentre dormi. Ma appunto, nel sonno, non sei tu a rispecchiare la pace, immobile di un lago. Ora, da sveglia, costante le tue superfici increspa il vento.   È un poco faticoso, però è meglio che tu ci faccia l’abitudine: questi minimi spasmi che ti scuotono sono soltanto assaggi, brusio di quanto sta per arrivare. Non puoi – non lo puoi più – essere pace fuori come sei pace adesso, nel profondo. Meglio così   che alla rovescia. Guarda, sei in sincronia: tu, l’universo, e metabolica la vita intera, moto incessante onde, semenza, uova che si spaccano galassie in movimento in collisione, soli che periscono ardendo, cellule che si separano, chi mai ha bisogno di quiete? La quiete è morte.   No. Nemmeno la morte può starsene tranquilla. La morte brulica di attività, batteri vivi,...

Quattro poesie / Osservando il lato luminoso

Pubblichiamo la terza delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti, qui la prima delle poesie da lei scelte e qui la seconda.   Vivendo in un’epoca di agonismi scientifici, è facile scordare che un tempo ci avrebbero bruciate vive.   Sul serio, avrebbero bruciato me e quelle come me per così tante ragioni per così tante volte: per avere amato, non sposata, un uomo per avere amato una donna, perché donna. Perché donna che ha imparato a leggere. Perché donna che ha imparato a scrivere. Per questo, adesso, perché ora tremo da Satana senza alcun dubbio posseduta.     Quelli che ci bruciavano vive sono ancora in giro. E come amano dare fuoco alle cose! Adesso appiccano incendi virtuali ai fondi di ricerca, alle leggi che ci proteggono quando infine non riusciamo più a camminare in linea retta.     Il che porta alla mente una metafora – che cosa non lo fa? – di ciò che in fondo tutti quanti siamo; di ciò che accade quando non riusciamo più a camminare in linea retta.   È ben difficoltoso navigare la notte per le specie che si affidano ai segnali visivi. Già più semplice quando splende la luna, ma come fare nelle...

Quattro poesie / Materia grigia

Pubblichiamo la prima delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti.     1. Disturbi del movimento     Dopo decenni di picchetti, petizioni, due volte il carcere e peggio – il supplizio delle riunioni – ora il nome della diagnosi lo trovo divertente.   Tutto è raccolto nella materia grigia – in gergo, per cervello – mentre sprofonda mentre si fa materia scura. Però, del grigio della mia nessuno ha precisato il tono: perla? antracite? Non è scientifico, del resto, il gergo.   Scientifico è il disturbo neurologico, lo dicono degenerato – pare un giudizio morale –  e induce il mio magnifico cervello a sputacchiare    da nervi e muscoli, a farfugliare, e un dibbuq dissoluto mi danza l’hip hop, così, lungo le dita, mi dà colpi nell’occhio, mi rovescia sul grembo il caffè, mi fa incespicare e di questo mi rimbrotta,   sopra lo schermo fa sbandare il mio cursore, e la mia firma – la fluida firma mia gioiosa, di cui tanto ero fiera – la incricca nel reticolo di un ragno avvinazzato.   Quale ironia, trovarmi tutta scatti proprio quando stavo scoprendo il valore della quiete. Dunque, Cervello,...

Seconda puntata / La poesia di Seamus Heaney

In occasione dell'uscita del Meridiano Mondadori Seamus Heaney. Poesie (1966-2013), a cura di Marco Sonzogni, pubblichiamo il secondo momento (qui il primo) della nostra antologia curata da Marco Sonzogni.      Dublino vichinga: prove, ossa da North (Nord, 1975)   I Poteva essere una mandibola o una costola o una parte recisa da qualcosa di più solido: comunque, un piccolo profilo   era inciso, una gabbia o un graticcio in cui fare magie. Come la lingua di un bambino che segue le fatiche   della propria calligrafia, come un’anguilla inghiottita in una cesta di anguille, la linea sorprende se stessa eludendo la mano   che l’aveva nutrita, un becco in volo, una narice nuotante.   II Sono prove, il mistero dell’artefice improvvisato sull’osso: fogliame, bestiari,   intrecci elaborati come la rete di strade di antenati e commercio. Che devono essere   ingigantiti nell’esposizione così che la nariceì è una migrante prua che annusa il Liffey,   risale morbida come un cigno fino al guado, assumendo sembianza di corna di cervo, spilli d’osso, monete, pesi, piatti di bilancia.   III Come una lunga spada inguainata nelle...

Campioni # 15. Maria Grazia Calandrone

le spirali delle due ammoniti sul tuo petto ripetono la forma delle galassie gemelle PGC 9074 e PGC 9071 della costellazione del Triangolo   una (la 9074, di tipo Sa) mostra una sporgenza luminosa, l’intenzione di un’alba, ma porta i bracci      avvolti strettamente intorno al proprio nucleo   l’altra, la galassia che si srotola più a Nord nel nero siderale (la 9071, di tipo Sb), ha allargato le      braccia da un discreto numero di anni-luce. il buio dell’universo è sottoposto a magnetismi incommensurabili. altrimenti, è cieco. questa forma di abbraccio disabitata, questa custode con le ali aperte nel silenzio profondo, reca un dolore alla spalla destra. È      un oggetto celeste dai tendini infiammati, a Nord-Est del tuo cielo   le due galassie sono scientificamente inseparabili. cito, da un articolo di Eleonora Ferroni, in     Notiziario dell’Istituto Nazionale di AstroFisica: “sono abbastanza vicine da sentire l’una la     gravità dell’altra, ma non ci sono disturbi gravitazionali visibili”   entrambe hanno prodotto “giovani e calde stelle...

Poesia. Lengàs dai frus di sera

"Na greva viola viva a savarièa vuei Vinars..." (No, tas, sin a Ciasarsa: jot li ciasis e i tìnars   lens ch'a trimin tal rìul.) "Na viola a savarièa..." (Se i sìntiu? a son li sèis; un aunàr al si plea   sot na vampa di aria.) "Na viola a vif bessola..." Na viola: la me muàrt? Sintànsi cà parsora   di na sofa e pensan. "Na viola, ahi, a cianta..." Chej sìgus di sinisa i sint sot chista planta,   strinzimmi cuntra il stomi massa vif il vistìt. "Dispeàda la viola par dut il mond a rit..."   A è ora ch'i recuardi chej sigus ch'a revochin da I'orizont azùr c'un sunsùr ch'al mi inciòca.   «L'azur...» peràula crota, bessola tal silensi dal sèil. Sin a Ciasarsa, a son sèis bos, m'impensi...   Traduzione: «Una greve viola viva vaneggia oggi venerdì...» (No, taci, siamo a Casarsa: guarda le case e i teneri alberi the tremano sul fosso.) «Una viola vaneggia...» (Cosa sento...

Poesia in forma di rosa

Poesia in forma di rosa Ho sbagliato tutto. Sbagliava, spaurito al microfono, con la prepotente incertezza del brutto,   dei soave poeta, quel mio omonimo, che ancora ha il mio nome. Si chiamava Egoismo, Passione.   Sbagliava, con la sua balbettante bravura, rispondendo a domande di amici o fascisti, Maciste magretto della letteratura.   Interlocutori di Teramo o Salerno, di Conselice, o Frosinone o Genova, quello là, che aveva tanta ragione,   sbagliava tutto.   Sceso giù da Parigi – una primavera uguale in tutta Europa, mestruo di fango e sole febbrile,   o che sui campi (ruggini con viola di prugna velato, e ovali verdi, con in fondo l’ombra della foresta romanza...   Watteau, Renoir – salnitri sotto lo strato di verde, barbarico) il sole di quella primavera spargesse prepotente dolore,   o su questi campi: ai piedi di pale d’altare, rosso apenninico e casupole di sottoproletariato latino –   ... io ho sbagliato tutto. Ah, sistema di segni escogitato ridendo, con Leonetti e Calvino,   nella solita sosta, nel Nord. Segni per sordomuti, con...

Poesia. Saluto e Augurio

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Insieme alla pubblicazione d’interviste disperse, di lettere di scrittori e saggisti indirizzate a PPP, proseguiamo con la ripubblicazione di una serie di testi poetici particolarmente attuali scelti curati e introdotti da Marco A. Bazzocchi       Saluto e Augurio...

Poesia. Profezia

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Dopo la pubblicazione d’interviste disperse, di lettere di scrittori e saggisti indirizzate a PPP, oggi inauguriamo la terza e ultima: la ripubblicazione di una serie di testi poetici particolarmente attuali scelti curati e introdotti da Marco A. Bazzocchi     Libro delle croci si...

Buon compleanno, Giuliano!

Oggi, 18 luglio, Giuliano Scabia compie ottant’anni. Una buona parte di questi suoi anni li ha passati a sperimentare e a immaginare con la poesia, con il teatro, con l’azione partecipata, con la narrazione, con il disegno, con la costruzione di fantastici oggetti di cartapesta, in un viaggio incantato nel mistero, giocato non a fare teatro ma a farsi teatro, ad agitare i sogni. Doppiozero dal 6 maggio ha dedicato alla sua figura di padre del Nuovo teatro, alla sua arte di incantatore e suscitatore, uno speciale che si conclude oggi con un’intervista realizzata da Marco Belpoliti quando Scabia è andato in pensione dall’insegnamento universitario a Bologna (2005) e con tre scritti inediti di Scabia: l’introduzione alla giornata di studio a cura di Silvana Tamiozzo Goldmann e Paolo Puppa Camminando per le foreste con Nane Oca  (Venezia, Ca’ Foscari, 19 maggio 2015); l’elenco completo delle opere del ciclo Teatro Vagante; una lettera in cui rivela la struttura segreta del suo Canzoniere.       Le puntate precedenti dello speciale comprendono l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, la...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore. Dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, va avanti con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poemetto inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (Bologna). Dopo Volo sopra la città di Londra, pubblicato mercoledì 13 maggio, Volo secondo sopra la Francia, pubblicato mercoledì 20 maggio, Volo terzo sopra la Grecia con visione finale di Afrodite, pubblicato mercoledì 27 maggio, il fantastico viaggio guidato da William Blake continua oggi verso il nuovo mondo, incontro allo sciamano Zäreymakù e alla distruzione della terra, fino alla Frisco dei poeti beat e all...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore.   Dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, prosegue con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poema inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (Bologna). Dopo Volo sopra la città di Londra, pubblicato mercoledì 13 maggio,  e dopo Volo secondo sopra la Francia, pubblicato mercoledì 20 maggio, il fantastico viaggio guidato da William Blake continua sopra isole, città, venti, capre della Grecia antica e di quella di oggi, in cerca della visione della più amorosa tra gli dei, Afrodite. Nella prossima puntata il viaggio terminerà e voi, lettori,...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore. Dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, continua con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poemetto inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (Bologna). Dopo Volo sopra la città di Londra, pubblicato mercoledì 13 maggio, il fantastico viaggio guidato da William Blake continua sopra la città di Parigi, la sua Torre Eiffel e altri luoghi rinomati, con l’apparizione di Baudelaire e altri poeti, della Rivoluzione e della Tavola Rotonda, dell’indovino Tiresia, del re Sole e del commediante Molière.     "L’albero inciso e l’albero...

Appunti per la casa della paesologia

Sì, abbiamo aperto la casa della paesologia, ma c’è sempre questa storia che si muore. Non tanto il fatto che muoiono tutti, il fatto che debbo morire io. E non è nemmeno il fatto che debbo morire, ma il fatto che si può morire all’improvviso, per esempio mentre si cammina.     La casa della paesologia l’abbiamo aperta velocemente, senza starci a pensare più di tanto. In effetti la morte è l’unica cosa che penso tanto, ci penso in continuazione. E questo pensiero certe volte è violento: mi pare assurdo che uno non debba esserci più. Anche la casa della paesologia un giorno non ci sarà più e la cosa non mi dà nessun problema. Siamo partiti dall’idea che sarà un fallimento, un altro fallimento, ma ci sono discrete possibilità che sia un fallimento più lieto di altri, un fallimento democratico, corale.     Secondo me non c’è nessun bisogno di dire cosa vogliamo fare e a cosa può servire la casa della paesologia. Basta dire che è a Trevico, in provincia di Avellino e che tutti si possono iscrivere....

New Frisbees 8

Un amico mi fa notare che aver messo proprio lì la Master Card, è un colpo di genio. Ti sbagli, gli spiego. Avevo appena chiuso il computer sul penultimo frisbee, ero andata in soggiorno, avevo acceso il televisore e me l’ha  detto lui. * Ahimè, i frisbees sono troppo veloci. Ne ho dovuti trascrivere una quarantina (di quelli degli anni Ottanta, che non avevo in memoria), e io stessa li ho capiti meglio ma molto meglio ribattendoli che non leggendoli. Cari lettori, siete disposti a farvi amanuensi? * SOLO A ROMA Alla stazione Tiburtina do l’indirizzo al taxista: Via Ruggero Bonghi. E lui mi chiede: perché non va in metropolitana? È l’ora di punta. Non gli va di attraversare mezza Roma. * Fermi a un semaforo con lo stesso taxi vedo il ragazzo di un Bar che versa nel cassonetto accanto all’ingresso un secchio di bottiglie vuote. Poi, abbassa il coperchio e lo inchioda al contenitore con un cacciavite. Cassonetto personalizzato? * Scendo in Via Ruggero Bonghi accanto a un’auto parcheggiata. I due sedili anteriori rivestiti da Tshirts bianche con le classiche maniche corte al posto delle foderine. SONO A...

New Frisbees 7

Alla mia età tornano in mente questi aneddoti di un lontano passato. In seconda ginnasio, al secondo trimestre, dovevo rimediare un 4 in storia. All’interrogazione la Prof. mi chiese: Dove abbiamo cominciato la storia quest’anno? Terrorizzata risposi:
all’inizio del libro. Venni mandata dal preside per insolenza e insubordinazione. * Ma quando qualcuno chiese a quella stessa Prof. perché Dante si lamentasse del pane salato, lei rispose: perché ci  piangeva sopra  disperato. Nessuno la mandò dal preside. * Questi ultimi  frisbees credo di averli scritti per rispondere e spiegare ad Alessandro Giammei la ragione per cui non riesca a non prendermi sul serio quando lo faccio ridere. * Per fortuna il mio disadattamento in mezzo secolo si è trasformato in distacco. È ciò che mi rende poeta? * Per tutto il resto c’è Master Card.

La sottrazione

1) Di che altro dobbiamo parlare? Dell’alunno I.N. abbiamo detto tutto, si è deciso che non possiamo fare niente, quindi non c’è altro. E dell’alunna G.M., che diciamo? Quest’anno è più calma, nonostante la madre sia matta. Su M.P. vi ricordo che non segue religione cattolica, quindi niente scheda. I genitori di S. e F. li accompagnano sempre tardi, questo va scritto, nessuna scusa che è lunedì, prima ora, e si dorme ancora. Controllare M., il martedì circo, il mercoledì catechismo, il sabato equitazione, dice che ha da fare, punirla senza sconti, e se non serve chiamare la madre. La madre è una modella in pensione, forse vuole trasmettere alla figlia la passione. Se T. non viene a scuola mandare la letterina. - Ma quando viene non parla. - Allora interrogarlo a gesti, e se i gesti non bastano inventarsi dell’altro ancora. 2) Piangono di botto, uno dietro l’altro, i bambini che hanno sbagliato, i malinconici, i rimproverati. Sono padroni di cani che scappano, e nei combattimenti esagerano sempre. Hanno perso a ottobre i pastelli celeste e i loro...

New Frisbees 6

Un altro frisbee da Giacomo Negri: “Nollywood, l’industria cinematografica della Nigeria è la terza del mondo”.   Il mio computer non ne è al corrente. Sottolinea in rosso Nollywood e anche Bollywood ma non Hollywood. Vergüenza, vergüenza, per lui sono solo errori di stumpa?   *   Alessandro Giammei mi aveva già regalato l’oggetto frisbee della N. Y. U. Ora me ne regata uno di parole: “Non riesco a non prenderti sul serio quando mi fai ridere”. A Mosca, a Mosca! (Per la gioia delle tre sorelle). La laurea, la laurea! (Per la gioia mia).   *   Per Giovanna Chiti   Quando un’amica o un amico ti dice di aver trovato e comprato un tuo librino degli anni Settanta, non sai se esserne felice o infelice. Librino ritrovato perché qualcuno l’ha buttato.   *   In prima media al Parini mi rovinai anche i successivi due anni (sempre esami a ottobre), andando alla cattedra dal prof. Casonato (bravo e severissimo) per chiedergli cosa volesse dire quel “...

New Frisbees 5

La mia gioia sono le parole che si inseguono come biglie dentro e fuori le gallerie di un castello di sabbia.   *   Parole che bisbigliano.   *   Scritto sopra la soglia di una casa a Wa in Ghana: If you think that education is expensive try ignorance! Questo me l’ha mandato un cugino, Giacomo Negri, da là. Sono così richiesta che ho bisogno di  “negri” per i frisbees?   *   È scontato che la merce sia scontata. Non costa niente?   *   Voci di corridoio. Vocabolario  di corridoio?

New Frisbees 4

Franca chiede a una giovane che si chiama Allegra, se è contenta di chiamarsi Allegra. Sì, risponde allegra la giovane, anche perché altrimenti mi avrebbero chiamato Aliante.   * Incrocio per strada un senegalese in maglietta con la scritta: LIKE WHAT YOU SEE.   *   Si dice: faccia della medaglia e faccia della moneta. Questo perché solitamente su medaglie e monete ci sono facce di profilo o perché medaglie e monete hanno due profili come le facce? E cosa dire delle due facce di una persona?   *   Il soprannome di Giancarlo Calza è: il vecchio pazzo per Hokusai.   *   Certi frisbees stanno in piedi per un loro equilibrio che sbilancia invece di equiparare. Vedi le due facce.

New Frisbees 3

Monica Palma mi regala questo frisbee: four two nata! Lo sono, eccome se lo sono! Ma lei l’ha rubato a Ollio e Stanlio?   *   Come ex-fumatrice non posso fare a meno di paragonare i cellulari alle sigarette di una volta. Stessa ossessione, stesso compiacimento stesso modo per sentirsi importanti, à la page. E così anche per gli attori nei film.   *   Humphrey Bogart e Ingrid Bergman a Casablanca ognuno col suo cellulare che suona, al quale rispondono, sul quale  mandano messaggi, che  guardano in continuazione. Mi ha cercato qualcuno? Mio Dio quanto è lontana quell’epoca! E i telefonini? Giochini per persone sole? Tutti soli?   *   Una sessantenne alla cassa del Supermercato. Invece di dire quanto devo? chiede un caffè. Il giovane cassiere le sorride e risponde: E pensare che ho sempre voluto fare il barista! Un caso, o con la crisi stiamo diventando tutti più umani?   *   Franca Rovigatti in treno (col tutor al braccio sinistro per via dell’omero rotto), rovista nella borsetta e un giovane di fronte a lei le chiede:...

New Frisbees 2

Franco Tagliafierro arriva alla Malpensa da Madrid. Al pullman davanti all’ingresso chiede: Va alla Malpensa?   *   Gianni rincara: Non solo diffidano di noi, ci cancellano, non ci siamo proprio. Non si alzano, non ci offrono il posto né in autobus, né in metrò. Stanno sparapanzati con le gambe in corridoio sulle quali potremmo anche inciampare…   *   A Moncalieri la scritta: ECODEM sta sopra un’officina e significa Demolizione Ecologica. Non se ne può più di questa ecologia come il prezzemolo.   *   Senza vedere lo schermo, sento una voce che riconosco e chiedo: Chi è che sta imitando Bersani? Non lo stanno imitando. È BERSANI!

New Frisbees 1

Franca Rovigatti torna da Zanzibar con delle infradito: la suola di copertone e sopra, in plastica verde, un ciuffo di foglie di marijuana.   E Paola commenta: un classico dell’atelier Marie Jeanne Michelin!   *   Spedisco due libri ai Prof. Giovanni Bertone e Gino Ruozzi. Per farlo, mi servo della cassetta postale di Piazza Baracca. Il giorno successivo la cassetta non c’è più. Avranno rottamato anche i miei libri? E cosa vorrà dire il fatto che mi  succedono queste cose impensabili, ora che ho 78 anni, e mai prima, in tutta la vita?   *   Tutti gli amici più giovani di me sembrano diffidare di quanto dico. E’ perché sono vecchia o perché dico sempre cose strampalate? Ma anche il taxista, che non mi conosce, non mi prende sul serio. Buon segno!   *   Gianni Buttafava legge il frisbee delle infradito e dice: Lo sai che in Francia hanno fatto dimagrire l’omino Michelin? Sì, per la campagna contro l’obesità.