Compagni di longitudine

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze.


Elena Korzhenevich,

lettera27

 

Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa? 

 


 

English Version

 

Vista da lontano, la Terra fa sempre un effetto straniante. Le differenze tra le culture si smussano, restano le acque e le terre, e si fa strada l'idea che siamo dei privilegiati semplicemente a poter vivere. La NASA aveva intuito il potere delle immagini dallo spazio, che cominciarono a farsi strada nei media nel pieno della Guerra Fredda. Oggi forse hanno perso di mordente, vengono relegate a salvaschermi, sono icone che rimandano all'astronomia invece che alla biologia e alla geopolitica. Ma ancora ci aiutano a ricordarci chi siamo – lo fanno ricordandoci dove siamo.

 

Nei mesi scorsi ho partecipato a un'attività per le scuole, la creazione di un mappamondo orientato, che permette di rivivere una parte dell'emozione della Terra vista dello spazio, ma nel giardino di casa o nel cortile scolastico. Il mappamondo orientato deve avere il luogo in cui abitate in cima al globo, e il Nord che punta verso il Nord vero. Se un astronauta in orbita fotografasse la Terra e poi facesse zoom sul mappamondo in un certo momento, non potrebbe distinguere le due foto: se vede l'India sulla Terra, la vede nello stesso momento sul mappamondo orientato.

 

E se l'ombra corre sul mappamondo passando da Roma, nello stesso momento sulla Terra il Sole starà tramontando a Roma. Si tratta di un meraviglioso ausilio pedagogico, low tech e low cost, che funzionerà sempre fin tanto che splende il Sole, sempre indicando, a voi che state a Bamako o a Buenos Aires, dov'è in questo momento l'alba (magari a Tokyo), creando una comunione tra noi e chiunque altro sul pianeta.

 

Ho fatto un breve time lapse di questo progetto nel giardino di casa – qui in cima al mappamondo c'è il New England, dov'ero durante un soggiorno di ricerca.

 

Il New England è boscoso e quindi a un certo punto le ombre locali hanno la meglio sulle ombre globali.

 

Quando ho iniziato il time lapse del globo del New England ho cercato un punto di vista significativo per la videocamera. L'emisfero meridionale mi permetteva di mostrare l'Antartide in ombra – siamo al Solstizio di giugno, e naturalmente il Pacifico è solo (solo!) una grande macchia azzurra; quindi ho fotografato l'Atlantico, dove c'è molta azione. Il film inizia da un tramonto sul Madagascar, il primo dell'inverno australe, il giorno più corto dell'Anno per l'Africa meridionale. E si vede il tramonto dapprima su Capetown, poi sull'Atlantico, poi a Rio. Guardando il film realizzato mi rendo conto del fatto che dell'Europa non si vede nulla. Ma c'è l'Africa, che ci dice dov'è l'Europa. Europa e Africa condividono quattro fusi orari. America del Nord e America del Sud si allargano su sette fusi, ma ne condividono solo tre (in pratica, solo due): quasi tutto il continente nordamericano è a ovest di quasi tutto il continente sudamericano, Santiago del Cile è a est di New York.

 

Jared Diamond, in Armi acciaio e malattie, racconta di come la grande crescita tecnologica sia avvenuta nell'area eurasiatica per via della facile trasmissione dell'innovazione agricola in aree che condividono la latitudine. Una volta addomesticata un'essenza vegetale, è facile propagarla verso Est e verso Ovest, di orto in orto, ma proibitivo farla viaggiare su lunghe distanze da Nord a Sud: prima o poi si incontreranno condizioni climatiche troppo diverse, foreste umide, deserti, tundre, che fermeranno la trasmissione. Il blocco eurasiatico ha dominato e colonizzato il mondo non per inesistenti vantaggi culturali, ma perché ha avuto la fortuna di un orientamento vantaggioso. Europa e Asia sono compagne di latitudine – nel bene e nel male.

 

Afropa. Image credit: TimeZonesBoy, Wikimedia Commons, rilevato Settembre 2014,

Afropa. Image credit: TimeZonesBoy, Wikimedia Commons, rilevato Settembre 2014, con modifica

 

Europa e Africa sono compagne di longitudine. Una stessa ora a Helsinki e a Cape Town, una stessa ora a Roma e Douala, una stessa ora a Antananarivo e a Minsk, a Londra e a Casablanca. Ho provato a ritagliare una cartina in modo che restasse solo questo gruppo. Ne viene un continente convenzionale (ma quale continente non è convenzionale), Afropa. In mezzo, il grande Lago Salato del Mediterraneo. Non ci unisce il clima, ma siamo compagni di longitudine.

 

 

Roberto Casati, Direttore di ricerca al CNRS, Parigi, a dispetto di molti viaggi è stato solo una volta in Africa, ad osservare l'eclisse del solstizio, il 21 giugno del 2001.

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