Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

26.08.2018

Gli umili fiori dei boschi / Il trasformismo dei ciclamini

Come le viole dei campi, i ciclamini sono gli umili fiori dei boschi. Come quelle, reclinano il capo, non per modestia ma per diffidenza: almeno così azzarda la simbologia applicata al regno vegetale, forse per via del tubero velenosetto, saturo di saponine ma ghiotto boccone per i grifi suini, donde il didascalico nome popolare di panporcino. Anch’essi han battezzato un colore che, ciclicamente (l’avverbio è quanto mai pertinente), torna a tingere gli outfit femminili, specie d’estate quando il più profumato della famiglia, il Cyclamen purpurascens o Ciclamino delle Alpi, accende l’ombra del sottobosco.      Quel che più mi sorprende di questa piccola erbacea perenne, imparentata con le Primule, è il miracolo di trasformismo e d’ingegneria botanica di cui è capace. Chi...

29.07.2018

Cannabis sativa / Maria in giardino?

Lo so, vi piace la Maria (Cannabis sativa) e vi piacerebbe tenerla in giardino, anche solo per ragioni ornamentali, per quelle foglie diventate iconiche del ribellismo anni sessanta e settanta. Ora si può, purché siano piante con innocui livelli di Thc (tetraidrocannabinolo) e acquistate da coltivatori in regola con le disposizioni di legge. Tuttavia è fenomeno di nicchia, potreste trovarla in quel di Mantova, nei vivai di Canneto sull’Oglio (e ci mancherebbe! nomen omen), ma non figura rubricata dai cataloghi dei vivaisti di erbacee più rinomati.     Destino singolare quello della canapa. Prima del proibizionismo, l’Italia era seconda solo alla Russia nella coltivazione, che alimentava le imprese tessili e aveva le sue capitali produttive in Napoli e Bologna (le famose tele di...

01.07.2018

Salvus / Salvia, salvatrice!

Non preserva dalla peste bubbonica, benché probabile protagonista del bouquet di «erbe odorifere» che alcuni fiorentini portavano sotto il naso per cercare scampo alla «pestifera mortalità» del 1348: «andavano attorno, portando nelle mani chi fiori, chi erbe odorifere e chi diverse maniere di spezierie, estimando essere ottima cosa il cerebro con cotali odori confortare» (Decameron, Introduzione, 24).  Certo è che della salvia Boccaccio fa materia di novella per la giornata degli amori infelici dove, per paradosso, è causa di morte:   Era in quella parte del giardino, dove Pasquino e la Simona andati se ne erano, un grandissimo e bel cesto di salvia; a piè della quale postisi a sedere e gran pezza sollazzatosi insieme, e molto avendo ragionato d’una merenda che in quello orto ad...

27.05.2018

Blu in giardino / Ceanothus

Ah, che noia la mania del bianco assoluto! Negli arredi di casa: bianchi i divani, le lampade, i piatti; anche i libri, se mai ce ne fossero, solo con la costola bianca. E nei fiori: sul terrazzo bianchi i lillà, le ortensie e gli agapanto; recisi, nei vasi gli iris, le rose, i tulipani, i gigli sempre in candida livrea. Da quando Vita Sackwille-West, con il marito Sir Harold Nicolson, realizzò nel giardino del Castello di Sissinghurst nel Kent la room del suo White Garden, le essenze color latte sono divenute segno distintivo di eleganza e raffinatezza. E di snobismo floreale. Ma a Sissinghurst molte sono le stanze a tema, e quella bianca trova il suo senso, oltre che nella varietà dei verdi, nel dialogo con le adiacenti dai colori anche accesi, accostati con sapienza....

06.05.2018

Non vuole eccessi / Aglio

Come in cucina anche in giardino c’è chi dell’aglio non ne vuol sapere. Il suo potere anti vampiri non basta a renderlo amico, nemmeno quando si tratta delle più comuni zanzare, succhia sangue estive. Le sue salutifere virtù non sempre gli conquistano un posto d’onore sulle mense: si sa, non favorisce i tête à tête. Già Orazio nel terzo Epodo, dopo averlo definito «più terribile della cicuta», augura al «burlone» Mecenate, qualora imbandisca un’altra volta la mefitica focaccia, che la ragazza ripari il suo bacio con la mano, e vada a sedersi all’altro capo del letto: «manum puella savio opponat tuo, / extrema et in sponda cubet».    Dunque, perché un elogio dell’Allium come presenza irrinunciabile nelle nostre aiuole (e nelle nostre ricette)? Potremmo cavarcela con l’...

01.04.2018

Oltre le palme e gli ulivi / Alberi della Passione

Palme e ulivi sono gli emblemi arborei della Pasqua. Eppure, la settimana della Passione ha come protagonisti altri esemplari clorofilliani. Tutti noi abbiamo negli occhi la corona di nude spine imposta al Cristo prima della crocefissione, e l’iconografia sacra sempre così la raffigura. Infatti, secondo la vulgata latina da cui dipende la maggior parte delle traduzioni italiane, i Vangeli di Marco Matteo e Giovanni (Luca sorvola sul dettaglio) parlano di spineam coronam (Mc) e di coronam de spinis (Mt. e Io.). Chi invece compulsa la versione greca, ad esempio nell’edizione dei Millenni Einaudi curata in modo magistrale da Giancarlo Gaeta, si stupirà nel leggere che la corona viene intrecciata dai soldati con foglie di acanto (Mc., akánthinon stéfanon; Mt. e Io., stéphanon ex ákanthon)....