Betulle d'inverno

Per i contadini russi la betulla è albero dai molti usi, prodigioso e medicamentoso: le frasche buone per farne ramazze e avviare il fuoco; il legno compatto, leggero, battericida adatto per contenitori e oggetti domestici; l’elastica corteccia un tempo intrecciata per rustiche calzature (lapti), o lavorata per tinture e fibre tessili: in primavera – quand’è tenera...


  • 31 gennaio 2016

Il dio che è negli alberi

Abita la terra da duemila anni, forse da prima della nascita di Gesù Cristo, ma all’altro capo del mondo, presso civiltà antiche e sepolte quanto quelle mesopotamiche. È il cipresso di Montezuma che sovrasta la semplice chiesa di Santa Maria del Tule, in Messico. A pochi chilometri, le imponenti rovine zapoteche del sito archeologico di Monte Albán. Piramidi,...


  • 25 dicembre 2015

Laurus nobilis

Il foliage autunnale, per poco ancora, offre a terra le spoglie dorate dei ginko, le rosse di aceri e liquidambar. Dai rameggi nudi balzano in piena evidenza i verdi cupi delle conifere o quelli densi di elci, ilex, magnolie grandiflora. Ma per rompere la ragna grigia del giardino d’inverno non c’è verde perenne così poco verde, quasi nero quasi blu, e così...


  • 29 novembre 2015

Funghi per Halloween

Autunno: tempo di streghe, di zucche e di funghi. Più delle cucurbitacee nell’immaginario fiabesco sono i miceti a essere associati a pozioni e filtri magico-stregoneschi, all’inquietante mondo del mistero e dell’ombra. Mangerecci, terapeutici, afrodisiaci, avvenenti, profumati o mortiferi, allucinogeni, infettivi, schifosi, puzzolenti, insomma malefici. Buoni o cattivi,...


  • 25 ottobre 2015

Il platano dei poeti

Era il 4 gennaio 1960: Albert Camus si schiantava contro un platano a bordo della Facel Vega guidata dal suo editore, Michel Gallimard. Il rettilineo, nei pressi di Villebin, invitava la sportiva coupé di lusso (ce la immaginiamo rossa) a lanciarsi in velocità verso Parigi. Certo, il malcapitato platano non poteva togliersi di mezzo, ma mi è sempre spiaciuto associarlo alla...


  • 27 settembre 2015

Hibiscus, il fiore della passione

Lo vedi e sei in Polinesia con Gauguin e la sua Vahine no te tiare (Donna col fiore), e tutte le seducenti indigene tahitiane ritratte nei suoi capolavori dove li portano all’orecchio o stampati sui parei. Colori caldi decisi, corolle grandi sensuali fanno dell’hibiscus il fiore della passione e di un eros edenico, primitivo, panico.   Hibiscus coccineus   Il genere...


  • 30 agosto 2015

Gelsi bianchi e gelsi neri

Margini del Parco Nord, periferia milanese. Stupefatta, assisto a un gesto che non vedevo da tempo: un signore esce dall’automobile, si avvicina a un albero, afferra la frasca più bassa per raccoglierne i frutti. Niente di strano se fosse un susino o un fico. Ma l’albero è un gelso, e i frutti – o meglio i falsi frutti o sorosi – piccole more scure (Morus...


  • 26 luglio 2015

Poppies! (and cornflowers)

Paradossi del paesaggio postmoderno: per ritrovare insieme fiordalisi e papaveri bisogna andare all’Expo. Per l’universale occasione li hanno seminati negli spazi verdi intorno ai padiglioni, mentre in centro vestono a nuovo le aiuole del Castello Sforzesco con il compito di richiamare alla memoria i campi di grano. Quelli di una volta, quelli ritratti da Claude Monet nei suoi celebri...


  • 28 giugno 2015

Unter der/ den Linden

I tigli più famosi della letteratura italiana moderna sono quelli sotto cui Ugo Foscolo fa incontrare il suo Jacopo Ortis con il venerando Giuseppe Parini, circostanza poi ripresa anche nel carme I sepolcri (vv. 62-69). Momenti di fremiti politico-civili e ambrosie di poetica ispirazione. Ma le fronde folte, generose d’ombra, le foglie cuoriformi, i fiori di miele, il portamento...


  • 31 maggio 2015

Fior di ginestra

Lenta, e saggia, per Leopardi è la ginestra. Ma ogni anno, tra aprile e maggio, quando i declivi ridono e profumano di giallo, non mi sovviene il canto estremo del Recanatese. A rischio d’apparir dimentica del crudo destino dell’umana specie, e sciocca quanto il secolo da lui dileggiato, quando le ginestre sono in fiore è una pagina dannunziana che mi corre alla mente....


  • 26 aprile 2015

Mimosa e mimose

Non si capisce cosa ci sia da festeggiare. Ti regalano il rametto giallo d’ordinanza e il giorno dopo te lo ritrovi rinsecchito nel vaso. Spreco di mimose, di retorica, di sentimentalismo. Lasciamo le mimose sugli alberi e le donne a cavarsela da se stesse, come sempre. Quelle partigiane e comuniste che, a Roma nel 1946, pensarono di caratterizzare la celebrazione dell’8 marzo con un...


  • 7 marzo 2015

Elleboro: follia di carnevale

Andar per fiori nel bosco d’inverno? Si può. Si può, nel cuore del gennaio fino al febbraio inoltrato, raccogliere mazzolini di ellebori per i vasi di casa, estensioni mentali della passeggiata, delle sue grazie umide e dei sentori muschiati: là ho raccolto quello soffuso di rosa, questo occhieggiava candido sotto le foglie del castagno cavo, quest’altro tutto...


  • 21 febbraio 2015

Vischio

Bello l’inverno quando contro i cieli chiari s’intrecciano neri i rameggi degli alberi. Tutto è terso, freddo, cristallino. Nel gelo, il vischio (Viscum album) sugge il verde che brilla nei sospesi grappoli e riluce di diafane bacche.   Cespuglio epifita ed emiparassita, nel regno vegetale il vischio è un doppio scroccone: approfitta della pianta ospite per...


  • 25 dicembre 2014

La signora dell’inverno

A mitigare la struggente spigolatura autunnale delle ultime rose ci soccorre la Camellia sasanqua. Più simpatica e amabile della japonica (dai fiori primaverili troppo lourds ai miei occhi), la sasanqua possiede due qualità impagabili: fiorisce per tutto l’inverno con un’abbondanza di boccioli che si schiudono uno via l’altro e – a dispetto dell’opinio...


  • 19 dicembre 2014

Sambuco

«L’è ’n sambüc» diceva mia madre di un sempliciotto o di uno con poco senno, privo insomma di midollo (o di anima) come l’arbusto (Sambucus nigra) che s’incontra sul limitare di boschi. Ma di sambuco era il flauto di Mozart, magico contro malefici e sortilegi, e un costume contadino vuole che, davanti ad esso, ci si inchini sette volte, tante quanti...


  • 31 ottobre 2014
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Biografia

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

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