Gelsi bianchi e gelsi neri

Margini del Parco Nord, periferia milanese. Stupefatta, assisto a un gesto che non vedevo da tempo: un signore esce dall’automobile, si avvicina a un albero, afferra la frasca più bassa per raccoglierne i frutti. Niente di strano se fosse un susino o un fico. Ma l’albero è un gelso, e i frutti – o meglio i falsi frutti o sorosi – piccole more scure (Morus...


  • 26 luglio 2015

Poppies! (and cornflowers)

Paradossi del paesaggio postmoderno: per ritrovare insieme fiordalisi e papaveri bisogna andare all’Expo. Per l’universale occasione li hanno seminati negli spazi verdi intorno ai padiglioni, mentre in centro vestono a nuovo le aiuole del Castello Sforzesco con il compito di richiamare alla memoria i campi di grano. Quelli di una volta, quelli ritratti da Claude Monet nei suoi celebri...


  • 28 giugno 2015

Unter der/ den Linden

I tigli più famosi della letteratura italiana moderna sono quelli sotto cui Ugo Foscolo fa incontrare il suo Jacopo Ortis con il venerando Giuseppe Parini, circostanza poi ripresa anche nel carme I sepolcri (vv. 62-69). Momenti di fremiti politico-civili e ambrosie di poetica ispirazione. Ma le fronde folte, generose d’ombra, le foglie cuoriformi, i fiori di miele, il portamento...


  • 31 maggio 2015

Fior di ginestra

Lenta, e saggia, per Leopardi è la ginestra. Ma ogni anno, tra aprile e maggio, quando i declivi ridono e profumano di giallo, non mi sovviene il canto estremo del Recanatese. A rischio d’apparir dimentica del crudo destino dell’umana specie, e sciocca quanto il secolo da lui dileggiato, quando le ginestre sono in fiore è una pagina dannunziana che mi corre alla mente....


  • 26 aprile 2015

Mimosa e mimose

Non si capisce cosa ci sia da festeggiare. Ti regalano il rametto giallo d’ordinanza e il giorno dopo te lo ritrovi rinsecchito nel vaso. Spreco di mimose, di retorica, di sentimentalismo. Lasciamo le mimose sugli alberi e le donne a cavarsela da se stesse, come sempre. Quelle partigiane e comuniste che, a Roma nel 1946, pensarono di caratterizzare la celebrazione dell’8 marzo con un...


  • 7 marzo 2015

Elleboro: follia di carnevale

Andar per fiori nel bosco d’inverno? Si può. Si può, nel cuore del gennaio fino al febbraio inoltrato, raccogliere mazzolini di ellebori per i vasi di casa, estensioni mentali della passeggiata, delle sue grazie umide e dei sentori muschiati: là ho raccolto quello soffuso di rosa, questo occhieggiava candido sotto le foglie del castagno cavo, quest’altro tutto...


  • 21 febbraio 2015

Vischio

Bello l’inverno quando contro i cieli chiari s’intrecciano neri i rameggi degli alberi. Tutto è terso, freddo, cristallino. Nel gelo, il vischio (Viscum album) sugge il verde che brilla nei sospesi grappoli e riluce di diafane bacche.   Cespuglio epifita ed emiparassita, nel regno vegetale il vischio è un doppio scroccone: approfitta della pianta ospite per...


  • 25 dicembre 2014
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La signora dell’inverno

A mitigare la struggente spigolatura autunnale delle ultime rose ci soccorre la Camellia sasanqua. Più simpatica e amabile della japonica (dai fiori primaverili troppo lourds ai miei occhi), la sasanqua possiede due qualità impagabili: fiorisce per tutto l’inverno con un’abbondanza di boccioli che si schiudono uno via l’altro e – a dispetto dell’opinio...


  • 19 dicembre 2014

Sambuco

«L’è ’n sambüc» diceva mia madre di un sempliciotto o di uno con poco senno, privo insomma di midollo (o di anima) come l’arbusto (Sambucus nigra) che s’incontra sul limitare di boschi. Ma di sambuco era il flauto di Mozart, magico contro malefici e sortilegi, e un costume contadino vuole che, davanti ad esso, ci si inchini sette volte, tante quanti...


  • 31 ottobre 2014
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Ortensie

Le conosciamo con il nome femminile di Ortensia che le designa da quando il naturalista francese Philibert Commerson, secondo la vulgata maior, volle dedicarle a M.lle Hortense de Nassau, figlia del principe Karl Heinrich, libertino e appassionato botanico, con lui al seguito di Louis Antoine de Boungainville nella famosa spedizione giramondo del 1766-1769. Solitamente le associamo ai grandi...


  • 27 settembre 2014
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Gelsomini e non

Impossibile dissentire da Ippolito Pizzetti quando, alla voce Jasminum della sua guida Fiori e giardino (Garzanti), così esordisce: «Chi ha un giardino e non coltiva J. non è meno da compatire di chi ha un giardino e non coltiva Rose». Ma non tutti i gelsomini sono gelsomini, non tutti i gelsomini sono bianchi, non tutti profumano né tutti hanno lo stesso profumo...


  • 13 agosto 2014
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Aquilegia o Amor nascosto

Eleganti e leggere (eleganti perché leggere), le aquilegie sono le farfalle boschive dei giardini, specie se oscillanti tra alti fili d’erba. Le doppie corolle – una di sepali l’altra di petali – monocrome o bicolori, con o senza speroni (arcuati o diritti, le orientano verso l’alto o verso il basso), fanno capolino su steli rigidi ma contornati da...


  • 21 giugno 2014
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Addii all’ombra delle magnolie

Dobbiamo alle magnolie orientali, caducifoglie e arbustive, le prime sontuose fioriture primaverili. Tra marzo e aprile i rami ancora nudi si ricoprono, a seconda delle varietà, di nuvolose, sfarfallanti corolle bianche, crema, rosa o viola-porpora. Solo a petali caduti compaiono le foglie poi, in autunno, sul finire del ciclo vegetativo, i frutti attraenti quando scoprono i semi scarlatti...


  • 20 aprile 2014

La linea della palma

Se le sta mangiando una dopo l’altra il famigerato coleottero noto come il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus). Sembrano in salute, il ciuffo esotico alto sul fusto dritto e vigoroso, ma internamente minate collassano di botto. Da tempo siamo in piena emergenza: il flagello asiatico (il curculionide è originario dell’Asia sudorientale) ha invaso il...


  • 12 aprile 2014
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Bambù

Alle scuole elementari avevo una maestra brava ma terribile. Terribile con i bambini meno protetti, ai quali non lesinava bacchettate sulle dita con il righello, o sulla testa con una lunga canna di bambù con cui riusciva a raggiungere gli ultimi banchi dell’aula. Ebbene, quella canna di bambù alla maestra la procurai io. Io la chiesi al nonno.     Un folto...


  • 28 febbraio 2014
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Biografia

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

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