Lavagna
Enrico Manera

Enrico Manera (Torino, 1973). Specializzato in Scienze della cultura e dottore di ricerca in filosofia, insegna filosofia e storia in un liceo torinese. Ha svolto coordinamento redazionale in area storico-filosofica, curato materiali per l’editoria scolastica e scrive su riviste scientifiche. I suoi interessi principali vertono sulle teorie del mito e della memoria culturale in età contemporanea e sulle intersezioni tra filosofia, antropologia e storia delle idee. http://arrigomalera.blogspot.com/

22.02.2016

La libertà intorno

Nietzsche ha vissuto a Torino tra il settembre del 1888 e il gennaio 1889, in una casa al quarto piano sulla piazza Carlo Alberto. La trovava una «città magnifica e singolarmente benefica», in cui «mangi come un principe» e i gelati sono ottimi. Poteva ascoltare Il barbiere di Siviglia suonato in maniera eccellente pagando solo «la consumazione, con un piccolo sovrapprezzo», «e com'è bella la città quando il cielo è grigio!». Questo dicono le sue lettere. Questo lo scenario del suo crollo psichico.   Nell'ottobre 1944, durante l'occupazione tedesca, l'amministrazione fascista della città fa porre la targa monumentale, realizzata dallo scultore Edoardo Rubino. L'imbarazzante testo...

26.01.2016

Storia e memoria della Shoah e dell'universo concentrazionario

  Da più parti negli ultimi anni sempre più voci hanno sottolineato limiti ed effetti imprevisti della legge sul Giorno della memoria e in particolare i rischi dell'esaurimento della spinta educativa, per una iniziativa in qualche modo “ammalata” di monumentalismo, retorica e sottotesti legati a un uso politico della storia. Il discorso si fa ancora più complesso se il discorso si estende all'intero “calendario civile”. Qual è la tua opinione sull'opportunità e il rischio del Giorno della memoria così come è stato concepito in Italia?     Carlo Greppi: Il Giorno della memoria ha dato l'avvio a un monumentale – appunto – processo di istituzionalizzazione della memoria...

10.12.2015

L'osceno del linguaggio

Daniele Gaglianone, noto per film come I nostri anni (2001), Nemmeno il destino (2004), Pietro (2010) e Ruggine (2011), ha realizzato numerosi documentari e cortometraggi, caratterizzati da uno sguardo rigoroso, lirico e militante. Cresciuto politicamente nella “scuola” dell'Archivio nazionale cinematografico della Resistenza e aiuto-regista di Gianni Amelio, pratica un cinema attraversato dalla tensione tra realismo, anche tragico, e dimensione utopica, non senza ironia. Sotto il segno dell'urgenza di raccontare e di un cinema necessario, impegnativo per sé e per lo spettatore nella misura in cui entrambi risultano messi in gioco, l'esperienza del cambiare ha sempre un ruolo centrale nella sua narrazione visiva. L'attenzione alle condizioni materiali...

26.11.2015

Un antropologo racconta la scuola di oggi / La scuola di Gulliver

Le conversazioni sulla scuola proseguono con Marco Aime, antropologo e scrittore. Aime insegna Antropologia culturale presso l'Università di Genova: come attesta la sua vasta bibliografia ha svolto ampie ricerche sulle Alpi e sull'Africa occidentale e numerosi viaggi – in Algeria, Libia, Tunisia, Marocco, Mauritania, Senegal, Mali, Burkina Faso, Benin, Togo, Ghana, Etiopia, Tanzania, Congo, Botswana, Namibia, Sudafrica, Yemen, India, Nepal, Pakistan Myanmar, Thailandia, Ecuador – hanno nutrito il suo sguardo di studioso e viaggiatore. Attivo sul fronte della divulgazione e della comunicazione, ha dedicato molti lavori ai temi della diversità, del razzismo, dell'appartenenza e dell'identità. Tra i suoi lavori più recenti, un libro illustrati per ragazzi, I piccoli viaggi di Beppe Gulliver...

30.10.2015

Cosa significa insegnare?

Studiosa, saggista e insegnante di filosofia nei licei, Eleonora de Conciliis ha recentemente pubblicato Che cosa significa insegnare? (Cronopio 2014). Il volume, agile ma denso, offre una profonda e lucida analisi dello stato dell’insegnamento nel contesto attuale, servendosi di uno strumentario critico molto efficace e legato alla riflessione di autori come Michel Foucault e Pierre Bourdieu. In tal senso il libro fornisce indicazioni concrete sulla dimensione politica della pratiche didattiche.       Chi è l’insegnante oggi e qual è la sua funzione?   Oggi l’insegnante, in particolare quello italiano e dipendente del sistema d’istruzione superiore, è una figura tragica: un lavoratore socio-economicamente degradato...

14.10.2015

Furio Jesi scrittore. A proposito de L'ultima notte

In un testo inedito, una “introduzione” ora in appendice ai Materiali mitologici (Einaudi 2001), Furio Jesi scrive di sé, in terza persona: L’operazione gnoseologica che si compie in queste pagine è dunque, nelle intenzioni dell’autore [...] di natura paradossale, scientifica e artistica. Alla domanda: Non le viene voglia di scrivere un romanzo? L’autore di questo libro può solo rispondere: Non smetto mai di scriverlo.   La filosofia della cultura di Jesi, critico letterario, storico delle idee e mitologo, assegna alla letteratura un ruolo cruciale: sua una «tecnica di conoscenza per composizione», mutuata da Benjamin, in cui diverse “citazioni” testuali sono schegge che reagiscono reciprocamente e...