Signore e signori
Luca Scarlini

Luca Scarlini, saggista, performer, drammaturgo, occasionalmente cantante. Tra i suoi ultimi libri Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda). lavora tra teatro e performance in Italia e in altri paesi, negli ultimi tempi in specie in Belgio.

26.03.2016

Scompare a 87 anni il grande attore / Paolo Poli: la leggerezza della lama

Visto che la retorica gli è sempre stata indigesta, e che in tutta la sua vita ha sempre lottato contro i miti borghesucci dell’Italietta, di cui è stato critico feroce, è da evitare senz’altro l’elogio di maniera, onde risparmiare a doppio zero maledizioni postume, che sospetto efficacissime. Quello che in toscano verrebbe “era tanto buono, gli si voleva tutti bene”.Alla sua scomparsa Paolo Poli si incide nel Novecento italiano, con una sua specificità suprema. Come l’amato amico Sandro Penna ha tratto poesia dai ciarpami del vivere, anche lui ha operato negli spazi oscuri, per disegnare una storia del Belpaese che passava dai ripostigli, dagli sgabuzzini, tra brandelli di liriche inutilizzabili, inni all’alalà e pettegolezzi di bionde fatali che parlavano del loro prossimo film...

08.08.2015

Giani Stuparich. Memoria bellica

“3 giugno. Stazione del Campo di Marte. Albeggia. Le colline in vasto cerchio verde e azzurro stanno dentro un cielo purissimo. Dai vagoni tanfosi saltan giù soldati sbattuti e sudici”. Giani Stuparich (1891-1961), triestino, suddito disertore dell’Impero Austro-Ungarico, volontario nell’esercito italiano, andando al fronte, passa da Firenze, città in cui ha studiato e fatto le prime prove di scrittore, insieme al fratello Carlo e all’amico Scipio Slataper. Dei tre sarà l’unico a tornare e quello a cui toccherà il compito complesso della memoria di un sodalizio di affetti, politica e letteratura. Alla permanenza al fronte nei momenti tremendi del conflitto, egli ha dedicato il notevole Guerra del ’15 (1940, ripubblicato...

22.07.2015

Oggettività

Il senso dell’avanguardia ha spesso escluso quelle forme d’arte che nel ’900 sono tornate alla rappresentazione diretta della realtà. A partire dagli Anni ’80, a partire dalla storica esposizione Realismes al Centre Pompidou orchestrata da Jean Clair, tornano però gli appuntamenti di riflessione su questa tradizione alternativa, ricchissima e polimorfa. Utile è quindi la ricognizione proposta dalla mostra Nuova oggettività al Museo Correr di Venezia [dal 1 maggio al 30 agosto, NdR].   Cristian Schad, Autoritratto, 1927   L’esposizione è curata da Stephanie Barron del LACMA (Los Angeles County Museum) che organizza la selezione di lavori degli autori tedeschi dal 1919 al 1933. Un repertorio introdotto in...

02.02.2015

Escher. Nel medioevo senese

Maurits Cornelis Escher, maestro di ricerche sulla visione, profondo indagatore sulla ingannevole natura dell’icona, in cui sfondo e figura sono uniti e assai modernamente si confondono in un’unica realtà, come accade nell’èra digitale, giunse in Italia per la prima volta nel 1922. Veniva da Haarlem per il consueto Grand Tour insieme a due amici: Jan van der Does de Willebois e Bas Kist: tutti allievi della rinomata Scuola di Architettura e di Arti Decorative, dove l’artista aveva trovato il suo maestro Samuel Jessurun de Mesquita, docente di grande rigore, che lo aveva introdotto al mondo della xilografia. L’itinerario era soprattutto legato alla visione dei “primitivi”, i maestri antichi dell’arte, che nel suo paese erano...

22.12.2014

Virna Lisi o la trappola della bellezza

La bellezza come nemesi, come stigma, è un tema seducente. Virna Lisi, scomparsa nei giorni scorsi, nelle interviste è stata sintetizzata per stereotipo nel suo magnifico sorriso, immortalato in uno spot così celebre che ancora oggi è proverbiale. Lo slogan “con quella bocca può dire ciò che vuole” ha infatti avuto ancora gli onori delle cronache qualche anno fa, perché usato in uno sfottò rivolto da D’Alema all’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi, ed è una delle sicure acquisizioni del lessico nazionalpopolare postbellico.     L’attrice marchigiana, a lungo prigioniera del suo magnifico volto, debuttò in turgidi melò, in cui svolgeva il ruolo, sempreverde, della...

16.05.2014

Liberty. Uno stile per l'Italia moderna

L’Italia, dopo il Risorgimento, faceva fatica ad essere moderna nelle arti, giunse quindi benvenuta, dopo il 1880, la ventata di un movimento dai tratti generalisti e onnicomprensivi, che altrove si chiamò stile giovane o moderno e da noi, un po’ per pigrizia, un po’ per comodità, prese il nome di Liberty, in omaggio a una celebre ditta londinese specializzata in cineserie, giapponeserie e decorazioni di pregio.   A questa stagione, già riscoperta e esplorata dagli anni ’70 da studiosi del calibro di Rossana Bossaglia, torna oggi la bella mostra ai Musei di San Domenico a Forlì che reca come sottotitolo Uno stile per l’Italia moderna, a cura di Maria Flora Giubilei, Fernando Mazzocca e Alessandra Tiddia (catalogo Silvana-...