AUTORI
Antonella Tarpino

Antonella Tarpino, storica di formazione collabora con la Fondazione Nuto Revelli dedicata allo scrittore e partigiano piemontese (www.nutorevelli.org) e con la Rete del ritorno all’Italia in abbandono (retedelritorno.it). Scrive su Lo Straniero diretto da Goffredo Fofi.

Tra i suoi libri: Sentimenti del passato. La dimensione esistenziale del lavoro storico, La Nuova Italia, Firenze 1997 e (con G. De Luna e M. Meriggi) il corso di storia per le scuole medie superiori La scena del tempo, Paravia, Torino 2003. Ha curato, con V. Teti, Il paese che non c'è («Communitas», 2011). Per Einaudi ha pubblicato Geografie della memoria. Case, rovine, oggetti quotidiani (2008) e Spaesati. Luoghi dell'Italia in abbandono tra memoria e futuro (2012) . Con quest’ultimo libro ha vinto il Premio Bagutta 2013.

27.03.2016

Progetto di restauro digitale del patrimonio sonoro di Nuto Revelli / La memoria come ritorno

C’è un modo per tornare, riguardare il mondo tradizionale contadino e i suoi territori – nella fattispecie quello della Provincia Granda del Cuneese fissato nelle testimonianze raccolte tra gli anni Sessanta e Ottanta da Nuto Revelli – attraverso un’interrogazione, ogni volta nuova, della sua memoria. L’occasione è offerta dal progetto della Fondazione a lui dedicata di dare una voce inedita all’archivio orale delle testimonianze del Mondo dei Vinti e dell’Anello forte digitalizzando l’archivio sonoro con un percorso interno di indicizzazione e “taggaggio” dei molteplici percorsi tematici interni al migliaio di ore di racconti orali: dalle guerre al partigianato, certo, ma anche alimentazione, religiosità e...

31.10.2015

Africo di Corrado Stajano

Africo di Corrado Stajano è un libro paradigma: senza Africo non ci sarebbe stato Gomorra ha detto Roberto Saviano. Perché? Provo anch’io a dare una risposta. Certo perché ha inaugurato un certo tipo di letteratura di denuncia mafiosa. Non solo. Direi piuttosto perché ha inventato quello che Italo Calvino nelle sue quarte di copertina avrebbe potuto definire un Libro-paese (qui, a proposito, nella riedizione per il Saggiatore è riportata quella che nella edizione einaudiana del 1979 è firmata da Giulio Bollati).   Un libro-mondo che a un paese emblematico del Sud più misero – abbandonato nel 1951 in seguito a una violenta alluvione e poi ricostruito in un’area anonima del territorio di Bianco sulla costa calabra col...

11.07.2015

Una scuola per tornare in montagna

Tra il 2009 e il 2011 si registrano circa 2000 nuovi insediati in tutto l’arco alpino italiano: lo apprendo dalle relazioni tenute al recente Convegno del Politecnico di Torino sul Ritorno in montagna organizzato da Dislivelli e dalla Società dei territorialisti. “Ancora pochi”, “già tanti”: si può commentare come si vuole il dato, sarebbe interessante averne di più attuali. Certo è che il ritorno è comunque una tendenza destinata a crescere e non solo una speranza per chi, come noi, ha dato vita all’associazione Rete del ritorno.   Nuovi insediati, secondo la dizione dei tecnici, o Ritorni ai luoghi dei margini, il Ritorno non è – meglio precisarlo – un movimento all’indietro....

17.02.2015

L'era glaciale dei grandi editori. Livio Garzanti

Sembra trascorso molto tempo (un’era geologica) da quando l’editoria era in mano agli editori (anche se etimologicamente tra i due termini non sembrano esserci contraddizioni). Al proposito intervenendo a un incontro di Nazione indiana sostenni, suscitando un po’ di ilarità nei presenti, che se era vero che gli editori erano al più scomparsi, noi editor (guadagnando una coerenza etimologica recente, prima eravamo redattori) ci ritrovavamo, al contrario, onnipresenti, nel Grand tour fine Novecento delle case editrici. In parte, non posso negare, vivevamo l’epoca d’oro della fine della schiavitù, in parte eravamo consapevoli di star per entrare nei gironi semi infernali del valzer delle Proprietà. Uscivamo intimoriti, almeno i pi...

04.04.2014

Il paese che non c'è

È un gesto d’azzardo il nostro incontro del 5 aprile alla Fondazione Pini, che riunisce intorno a un tema oggi cruciale – Patrimonio, Paesaggio, Ambiente – specialisti e studiosi di discipline diverse in un aperto confronto con associazioni e amministratori. Azzardo: intanto perché la battaglia preliminare è quella di dar conto, a chi opera nei diversi ambiti, del senso dirompente che proprio questo “nesso ritrovato” fra Ambiente, Patrimonio storico artistico e Paesaggio, ha sul piano culturale e politico in generale.   E poi perché, in questa ri-connessione, c'è un rovesciamento di 360° del discorso tradizionale sulla Tutela in genere (come spiegherà Bruno Zanardi, autore del recente Patrimonio...