AUTORI
Aldo Zargani
08.04.2018

La Corte di Cassazione della Storia / Dedichereste una strada al geocentrismo tolemaico?

Mi sembra che la vicenda dell’ANPI del 25 aprile, nella quale i partigiani “veri” (cioè quelli defunti o vecchissimi) apprezzerebbero la Brigata ebraica del 1944-45, mentre invece i partigiani “nuovi” (cioè quelli giovani e male informati) si schiererebbero per Hamas, costituisca un bell’esempio di conta delle mele con le pere. C’è da sperare che un simile equivoco non si presenti più in futuro. Mi auguro non ve la prenderete troppo con me se mi lascio andare a una serie di affermazioni che non intendo neppure discutere: oggi non è più questione di memoria, stante il fatto che l’oblio alla fine vince lui, e non è che sia di destra. Esiste e basta. Ma esiste anche la Corte di Cassazione della Storia, le cui sentenze non possono essere dimenticate mai.    Prendiamo per esempio...

04.02.2018

Antisemitismo / La Comédie inhumaine

Sembra proprio che sia in atto un risveglio dell’antisemitismo. Lo leggiamo sui giornali, ci deprimono alcune vignette, l’odio islamico contro gli ebrei, e gli israeliani in particolare, non accenna a diminuire. Persistono manifestazioni misteriose, come per esempio il vandalismo nei cimiteri, delle quali non si riesce a trovare spiegazione.  Le popolazioni dell’Occidente dovrebbero essere interessate all’antisemitismo perché anch’esse sono diventate bersaglio, con il terrorismo, di una sorta di antisemitismo esteso.   Opera di Hiroyuki Masuyama. Durante un viaggio in Israele di molti anni fa, una mia amica carissima, non ebrea, che oggi purtroppo non c’è più, si stupì per un piccolo e vecchio cimitero musulmano preservato in piena città. La strada nella Gerusalemme ebraica...

25.12.2017

Auguri! / La ripetizione dei Natali

All’epoca di quando si entrava nei cinema senza aspettare che finisse lo spettacolo, si usciva non appena la proiezione era giunta ai fotogrammi del momento in cui si era entrati.  A quell’epoca tutti potevano ben comprendere i corsi e i ricorsi della storia di Giovan Battista Vico, o, peggio ancora, l’eterno ritorno di Federico Nietzsche.  Il più bel Natale della mia vita, e anche l’unico, a dire il vero, cadde nel lugubre 1943 e rallegrò qualche bambino del Collegio dei Salesiani nel paesino di Cavaglià, in Piemonte.   Quando fu Natale, i bambini contadini se ne tornarono con le loro guancione rosse nelle pingui cascine dalle quali provenivano – la guerra rese ricchi i contadini che non uccise – e restammo noi, una ventina in tutto: i bambini bombardati, i bambini...

17.12.2017

Verso il futuro: dubbio e imprecisione / Lo scudo di Achille

Lo scudo bronzeo di Achille poco dopo la fine della guerra di Troia era da mettere senz’altro nella vetrina di un museo ma forse da rottamare come strumento di guerra. Eppure, quando era in uso con dietro Achille imbestialito, probabilmente faceva l’effetto di una bomba H e ne parlava tutto il Mediterraneo: arte, metallurgia, tecnologia, scienza, religione al servizio di Ares, Fobos e Deimos. Perfino noi di adesso siamo ancora in grado di tremare di paura, infilando con la fantasia lo scudo narrato da Omero nel braccio sinistro del più cattivo dei bronzi di Riace, quello coi riccioletti che sta a Reggio Calabria. Invece un contadino del Sannio, con la sua razione di fagioli e pancetta nella scarsella, si sarebbe sganasciato dal ridere al solo vederlo di lontano, con tutta la sua Quadrata...

25.11.2017

Le nostre vite / Gli alter ego

Nell’abisso dei pensieri privati di ciascuno di noi si è immaginato un alter ego, un solo “altro me stesso”, e invece nella nostra mente abita una folla di alter ego, numerosi come gli dei dell’Olimpo, i semidei delle leggende pagane, e oggi dei romanzi saga, dei serial TV, dei fotoromanzi, dei fumetti...   Occorre dunque fare un po’ d’ordine. Fate che ci abbiamo dentro un intero sceneggiato televisivo, quello della nostra vita, arrivato, per dire, alla ventiduesima serie, che non è ancora finito. Infatti, l’ultima è in onda, non siamo morti. E ognuna delle serie consta di dieci o più puntate, divise in aneddoti, e questi, a loro volta, in ciak cinematografici. Magari ci potessimo ricordare tutto di fila, ma la nostra memoria non funziona così. Noi non siamo né il regista né lo...

07.08.2017

Una matita per l'estate / La matita del fato

  I misteri delle matite rosseblu sono indecifrabili come il Destino. Un mistero fra tutti, tanto per chiarire: perché il blu marchiava gli errori capitali e il rosso quelli veniali, e non viceversa? In attesa di delucidazioni dagli esperti, passo al seguito.  Il blu era livido e pigiato con furia da una matita non appuntita, anzi scalcagnata; il rosso invece sottile, timido e svolazzante.  Il blu era inesorabile: ne bastava un altro soltanto per sprofondare nel buio precipizio dell’insufficienza. “Superstisione” causava invece la correzione in rosso della esse in zeta (forse perché in torinese si dice superstisiun?). I compiti in classe di noi liceali andavano compilati su fogli protocollo con ogni facciata divisa in verticale in due da una piega. Nella prima parte a...