Lavagna
Enrico Manera

Enrico Manera (Torino, 1973). Specializzato in Scienze della cultura e dottore di ricerca in filosofia, insegna filosofia e storia in un liceo torinese. Ha svolto coordinamento redazionale in area storico-filosofica, curato materiali per l’editoria scolastica e scrive su riviste scientifiche. I suoi interessi principali vertono sulle teorie del mito e della memoria culturale in età contemporanea e sulle intersezioni tra filosofia, antropologia e storia delle idee. http://arrigomalera.blogspot.com/

30.09.2014

Lettera a un/a giovane insegnante 4

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

23.09.2014

Scuola e mondo digitale

Tra i libri che si occupano del rapporto tra scuola e mondo digitale, Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi, di Manfred Spitzer, Corbaccio 2013 è di gran lunga il più critico e il più allarmante. Spitzer dirige la Clinica psichiatrica e il Centro per le neuroscienze e l'apprendimento dell'Università di Ulm: è uno psichiatra che cura le patologie correlate al consumo di media digitali tra giovani e giovanissimi, ma anche un neuroscienziato che ragiona in termini epidemiologici sui rischi di diffusione delle demenze future in relazione ai danni cognitivi che si possono presumere partendo dai dati a disposizione.   La sua critica non è quella di un intellettuale che proviene dalla grande tradizione umanista, come...

19.09.2014

Elogio dello straccio e dei reietti

Walter Benjamin, decisivo e profetico per la comprensione della modernità, è lo spirito guida che abita il recente Memoria dei senzanome. Gianluca Solla mette insieme una raccolta di saggi limpidi e splendide divagazioni per una «breve storia dell'infimo e dell'infame» in cui trovano posto straccivendoli, rovine, sottoproletari, poveri e poverissimi, perdigiorno, banlieues, slums, plebi e clandestini, irregolarità di ogni sorta accomunati dall'eccedenza rispetto a un logos normativo e normalizzante, impotente e infastidito dalla stessa esistenza di ciò che si sottrae alla sua presa.   Il libro è una sorta di daydreaming, piacevolmente ricorsivo e illuminato da una scrittura spesso lirica, che si apprezza tanto nel singolo...

27.08.2014

Lettera a un/a giovane insegnante 3

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

04.08.2014

Governati da ricchi che negano la morte

Storicamente, quando si decide che il welfare deve saltare, una strategia di governo può essere insistere sulla paura del crimine, anche contro i fatti, e generare allarme sociale. È avvenuto negli Usa fin dalla fine dei sessanta, con un significativo picco nelle politiche securitarie post-11 settembre. È avvenuto in Italia negli ultimi vent'anni. Si tratta di un tratto che avvicina il neoliberismo e le destre, trovando significative sponde in quelle parti del centrosinistra che tendono a assumere tratti specifici della cultura di destra, e come tale merita una speciale attenzione. È questo in estrema sintesi il nucleo teorico del libro di Tamar Pitch, Contro il decoro, 2013, che ripercorre alcune significative tappe di questa dinamica in Italia, a...

10.07.2014

La condizione post-umana

Se è vero che ci sono alcune buone ragioni per essere stufi di una retorica del post-qualsiasi-cosa che ha abusato del prefisso per risolvere problemi di definizione, è altrettanto vero che ci sono ambiti in cui il termine richiede di essere usato per la problematicità viva e aperta, che significa: un'urgenza che chiede di essere pensata e non può essere pacificata nella sua lingua.   Le idee e le immagini che vanno sotto il nome di post-umano rientrano pienamente in questa categoria, nella misura in cui quello che va sotto il nome di umanesimo non pare in grado di soddisfare la complessità epistemologica del pensiero contemporaneo e risulta connesso a modalità novecentesche di pensiero i cui esiti ­– la violenza genocidaria...