Specie di spazi
Gianfranco Marrone

Gianfranco Marrone si occupa dei linguaggi nella società contemporanea. Scrive su vari giornali. Insegna Semiotica a Palermo. Su www.gianfrancomarrone.it info su questo lavoro.

11.01.2016

La buca della salvezza

Se chiedi a un passante ti dice che dev’essere una cosa legata ai trovatelli, tipo quelli che nascono sotto il cavolo, cioè abbandonati e poi anonimamente consegnati nelle mani caritatevoli di piissime monache o simili. Cos’altro potrebbe essere la “buca della salvezza”, ricordata da una celebre lapide in via dell’Alloro, a Palermo?   Diciamo che la direzione di marcia va invertita, e va dall’interno verso l’esterno. Sembra che nel corso di una rivolta pregaribalidina contro i Borboni, nell’aprile del 1860, alcuni insorti s’erano nascosti nel convento della Gancia, aiutati dai frati e dai cittadini. Come racconta in un bell’articolo su Repubblica Amelia Crisantino, la cosa sembra sia stata a suo modo epica, con il...

24.11.2015

Il linguaggio di Snoopy e la ragazzina dai capelli rossi

L’appassionante questione del linguaggio degli animali ha attraversato, si sa, l’intera a storia del pensiero occidentale. Le bestie parlano? quali strumenti usano per farlo? che cosa dicono, esprimono soltanto emozioni o anche concetti astratti? a chi si rivolgono? discutono fra loro o con altre specie, uomo compreso? Oppure, se non sanno farlo, l’uomo è l’unica specie vivente in grado di comunicare? Come un lenzuolo troppo corto, la competenza linguistica è stata tirata ora dal lato dalla specie umana (dunque della cultura) ora da quella di tutti gli esseri viventi e senzienti (ossia della natura), finendo per scontentare tutti quanti. Fa strano, oggi, pensare che gli umani siano i soli esseri al mondo a possedere la lingua. Perché proprio...

08.11.2015

Expo 2015: un trionfo?

Expo è stato un successo? Ecco una domanda che opprime, più che i venti e passa milioni dei suoi visitatori (dichiaratisi sostanzialmente soddisfatti), tutti gli altri che da scranni diversi si dilettano da tempo a interpretarne le sorti magnifiche e progressive. Domanda stupida, per certi versi, dati appunto i numeri che alla sua chiusura son stati immediatamente vantati da organizzatori & Co., e dalla rinascita dell’immagine di Milano che da essi logicamente è conseguita. Ma intrigante per altri, dato che, ammettiamolo, a un tale boom quantitativo non è corrisposta, su quello qualitativo, un’analoga acquisizione cognitiva circa il senso profondo di uno slogan come “nutrire il pianeta” né una concomitante azione pratica in direzione di quell’altro suo volet poetico che è “energia per...

06.11.2015

Siamo tutti cannibali

Niente di più attuale del cannibalismo. Lo so, a nominarlo così, di passata, è una cosa che sa di stantio, un po’ esotico forse, quasi vintage. Fa pensare alle vecchie figurine del periodo coloniale, dove omoni neri con pance smisurate, gonnellino di frasche e anelli al naso bollivano in improbabili pentoloni l’esploratore un po’ tonto in chepì d’ordinanza e tuta beige sdrucita. Gli stessi etnologi, a un certo punto, hanno contestato la realtà antropologica di gente che si nutre di carne umana, pensando semmai il cannibale come prodotto di un mito occidentale fortemente etnocentrico. Da tempo gli antropofagi non vanno più: a tener banco sono semmai gli zombie, tutt’altro genere di mostri che turbano a tratti le nostre...

03.08.2015

L’enciclica papale bestseller

Con questo articolo di Gianfranco Marrone proseguiamo la discussione, avviata con l’articolo di Francesca Rigotti e proseguita con l'intervento di Alessandro Zaccuri, sulla recente enciclica papale Laudato si'.   Quanto meno un merito, apparentemente di dettaglio, questo libro senz’altro ce l’ha: è un testo, anzi un Testo, senz’ombra di dubbio, e tutto d’un pezzo. In un’epoca in cui – si ribadisce fino all’esaurimento – la testualità tradizionale ha sconsolatamente perduto autorità e autorevolezza, se non esistenza ontologica e spessore sociale, e in cui le grandi narrazioni si son sciolte in milioni di cinguettii più o meno social che ci investono a fiumi per dileguarsi ancor pi...

13.07.2015

Serio Ludere

Omar Calabrese ci manca molto. E dico “ci” non per plurale maiestatis ma perché era soprattutto grazie a lui se da diverso tempo sussisteva una comunità di studiosi e amici, colleghi d’università e compagni di strada in cui ci si riconosceva, una sorta di casa comune, ideale e materiale al contempo, che dava a tutti motivazioni e curiosità, complessivo appagamento per quanto si andava facendo e incessante desiderio di andare avanti. Si discuteva di teoria dell’arte e semiotica, di letteratura e cinema, ma anche di videogiochi e pingpong, canzonette di Sanremo e partite al biliardo, politica e fumetti, televisione e moda. Il tutto con idee mai preconcette, convinzioni per nulla assolute, rigore rivedibile. E, soprattutto, con un sorriso...