AUTORI
Matteo Meschiari
18.07.2018

Carnet geoanarchico | 2 / Brandizzare un'isola

Sto guardando l’acqua cristallina del porto dalla terrazza del bar. I suoi colori, turchese, acquamarina, malachite sembrano quelli del più scontato volantino turistico. Visitateci. Un sogno dietro l’angolo. La sensazione d’inquinamento mediale, questo sapore falso in filigrana, non se ne va nemmeno quando, raggiunto il fondale artico del gin tonic, mi chiedo se non dovrei tornare alla birra. Intanto un maestoso due alberi entra in rada. Scendono quattro belle ragazze scalze, accento romano, pareo. Scompaiono dietro le quinte del molo e mentre mi distraggo strizzando gli occhi abbacinati sopra la linea a veliero di Favignana, un po’ in foschia un po’ tremolante e spettrale, rieccole sedute in terrazza a saturare l’aria di un mix di olio di karitè e tranci di pizza. Pochi istanti fa ero...

30.05.2018

Carnet geoanarchico | 1 / Levanzo, istruzioni per l'uso

Per prima cosa non andateci. Andate a Favignana, a Marettimo, le Eolie, Salina, Pantelleria, le isole dei cocktail di chi nella vita si muove in barca a vela, o finge di farlo, dentro una luce inflessibile di tramonto. Non andate a Levanzo perché dovreste farvi bastare due ristoranti sommari e dei sentieri che per chilometri e chilometri attraversano un nulla selvaggio privo di glamour e di strutture ricettive. Che cosa potreste fare lì, se non una puntata periferica di qualche ora, un periplo attorno all’isola sopra uno scafo candido in affitto, o una rapida visita guidata alla Grotta del Genovese? Sbarcate da uno degli aliscafi battezzati con nomi di donna e senza quasi sentire il cemento del molo sotto i sandali salite su una jeep che vi aspetta e vi intruppa verso un’amena località...

29.04.2018

Progetto Jazzi / Solo adesso, solo qui (cose da fare a Jazzi)

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   Sembra di essere in una mappa equinoziale alla von Humboldt. Quelle paesaggistiche, con una montagna settecentesca colorata a fasce, dove si leggono le variazioni vegetazionali al variare dell’altitudine. I frutteti, poi gli uliveti, poi il trapasso alle erbe e alle rocce, i dorsi calcarei e asciutti del Monte Bulgheria, Cilento meridionale. Domani cammineremo. Non so come, non so con chi. Ma cammineremo. E dal cammino verrà fuori qualcosa. Che poi è sempre la stessa cosa, da Ardipithecus ramidus a noi. Un andare oltre, uno stare qui. Ma questa volta non porto...