AUTORI
Mauro Zanchi
26.10.2016

22.10.2016 - 27.11.2016, Bergamo / Specchio concavo

In ambito esoterico si tramanda che lo specchio concavo sia un mezzo per focalizzare l’attenzione sul mondo astrale e per esercitare la capacità di osservazione più sottile. Sibille, profetesse, streghe, vaticinanti e sciamani hanno utilizzato questo medium per migliorare le loro doti di chiaroveggenza. Fissavano nel cavo dello specchio attendendo immagini rivelatrici. Agivano telepaticamente, pensando per immagini. Spostavano nell’aria atomi e molecole per mezzo di illuminazioni e intuizioni. Di notte, riempivano di acqua la ciotola concava per osservare le luci e i flussi delle stelle catturate nella trasparenza del loro “de-siderare”. Alcuni scoprirono misteri della natura molto prima che la scienza giungesse alla verità delle cose. Ricercando tracce e documenti e arretrando nel tempo...

01.07.2016

Una conversazione con il regista bavarese / La visione estatica di Werner Herzog

Abbiamo incontrato Werner Herzog, che, in quarantacinque anni di attività e con una sessantina di film realizzati, ci ha regalato, anno dopo anno, innumerevoli immagini rare e preziosissime, raccolte in ogni parte del mondo. Il regista bavarese è noto per aver indagato e documentato gli aspetti insoliti della realtà, con visioni, spesso in terre estreme e di confine, tra immaginazione e stupore, con un linguaggio poetico in sospensione tra fiction e documentario. L’intervista parte dall’idea di comprendere cosa sia la visione estatica per Herzog. Abbiamo posto domande soprattutto legate a Encounters at the End of the World (Incontri alla fine del mondo), del 2007, una meditazione – ironica e al contempo costellata di immagini di straordinaria bellezza – sulla natura e sulla comunità...

10.06.2016

La fotografia come domanda / Luigi Ghirri: chiedi alla nebbia

A Milano, attorno al 1991, Luigi Ghirri confida a Mario Cresci che, dopo aver esplorato per tanti anni il paesaggio e le cose dell’esistenza con innumerevoli scatti, sta pensando ad altro, e in quel momento non gli resta che fotografare la sola nebbia della sua terra, come segno estremo di cancellazione del mondo, per dirigersi verso l'imponderabile o l’ignoto. Roncocesi, una delle ultime fotografie, scattata nel gennaio del 1992, coglie la luce che avvampa come un cielo di bruma, facendosi orizzonte tra due campi separati da una roggia. L’acqua nel fossatello pare latte di brina, specchio del biancore nebbioso. Lo stato di sospensione, sia della luce sia della bruma, viene colto in una visione estatica, così come avrebbe potuto viverla un mistico medievale. In questa immagine il...

11.05.2016

Arte cinese a Berna selezionata da Ai Weiwei / Il telefono senza fili

Chinese Whispers è l’espressione utilizzata nella lingua inglese per indicare il “telefono senza fili”, ovvero il gioco che consiste nel sussurrare un messaggio all’orecchio di una persona, per poi scoprire alla fine della catena se lo stesso messaggio sia giunto integro o corrotto. La trasmissione delle parole che passa attraverso il malinteso e la deformazione costituisce la base concettuale su cui è stata costruita la mostra in corso (dal 19 febbraio al 19 giugno 2016) al Kunstmuseum e al Centro Paul Klee di Berna, costituita da 150 opere selezionate da Ai Weiwei, provenienti dalla collezione di Uli Sigg.   Una comunicazione a catena, orale e visiva, testimonia le condizioni culturali del passato prossimo cinese, la presa di potere del modello turbo-capitalista, e il lento...

21.01.2016

Intervista ad Anselm Kiefer. Le torri e la qabbalah

Dopo aver visto le sue torri nell’Hangar Bicocca, ho fatto un viaggio a ritroso nella sua opera. Poi ho sentito il bisogno di leggere il testo che l’ha suggestionata, il Sefer hekhalot appunto, per capire un po’ meglio cosa volesse significare con tutti i suoi lavori sui sette palazzi celesti. Leggendo il testo, ho percepito una forte ambiguità di fondo nel racconto. Non si capisce se il viaggio del protagonista sia un viaggio ascendente o discendente. Il mistico deve superare delle prove terribili prima di giungere al cospetto del Trono mistico. Nelle sue opere del passato, dove ha lavorato sul tema dei Palazzi celesti, questi hekhalot sono rappresentati via via come gabbie volanti con palle di piombo all’interno, come luoghi fotografati in bianco e nero,...

07.01.2016

Hypothesis

Hypothesis di Philippe Parreno (Orano, Algeria, 1964) non è una tradizionale mostra antologica, ma un’esperienza dove ogni cosa è sia causa sia conseguenza di qualcos’altro. Invita a entrare in una partitura plurisensoriale, in una dimensione percettiva di notevole portata, per mettere in atto un’estensione dei limiti fisici, per uno spostamento temporale, tra luci, ombre, suoni e immagini in movimento. Il titolo intende segnalare che è più vicina all’ipotesi di un lavoro aperto, a un’esperienza mutevole e fluida, all’interno di uno spazio in cui si alternano eventi diversi. È un esperimento memoriale, anche, fondato su innumerevoli possibilità di creare connessioni: “Se è vero, come afferma Tino...