Tradurre Louise Glück

8 Agosto 2026

Nel novembre 2025 è apparsa presso il Saggiatore Vita nova, l’ottava (1999) raccolta poetica di Louise Glück, e la nona edita in Italia. Nel 2024 era uscita la tarda raccolta (2009) Una vita di paese, sorta di Spoon River metafisica, suscitando una notevole attenzione sulla stampa, dato anche il carattere più disteso e narrativo dei testi. Vita nova ha avuto forse minore riscontro. Opera di una poeta sulla cinquantina, è la storia di una rinascita dopo un trauma, la fine di un matrimonio preparata nella raccolta precedente Meadowlands, anche questa uscita in Italia (nella traduzione di Bianca Tarozzi). Il titolo dantesco è dunque presente solo per il suo significato assoluto, anche se una poesia, Il cuore in fiamme (ardente?) interroga Francesca. Per il resto i riscontri mitici sono piuttosto Orfeo ed Euridice, Didone ed Enea (oggetto di una poesia di sapore politico, Studio romano). Sono figure familiari della cultura moderna e profonda, non riferimenti dotti. Analogamente lo sfondo biografico del trauma superato è occasione di immagini personali, dettagliate, che però hanno respiro metaforico, assoluto. Una vita calata nella quotidianità dove tutto diventa voce, segno. I versetti sono sempre brevi, concisi, il linguaggio è quotidiano senza essere banale. Da ciò l’attenzione che esige dal lettore come dal traduttore. Come già sopra copiando il titolo della mia traduzione di The Burning Heart, mi si è presentato il dubbio che “Il cuore ardente” sia una resa più efficace rispetto a Il cuore in fiamme, dato anche i miti e simboli che all’immagine si legano. Non possiamo distrarci un attimo. Glück è profonda anche se si muove agilmente sulla superficie del linguaggio, ed è non di rado ironica. Intensa e disinvolta.

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Louise Glück.

La poesia Preghiera della sera si conclude con questi versi: “Credo il mio peccato comune, quindi / intenzionale; sento / le foglie agitarsi, a volte / con parole, a volte senza, / come se la più alta forma di pietà / possa essere l’ironia. // Ora di andare a letto, sussurrano. / Ora di coricarsi e mentire”. Tutto chiaro e tutto misterioso. L’ultimo verso inglese, “Time to begin lying”, gioca sull’ambiguità del verbo to lie, che significa insieme “giacere” e “mentire”. Nella versione pubblicata dal Saggiatore, ho scritto: “Ora di cominciare a mentire”. Ma è meglio conservare i due sensi, donde la traduzione sopra riportata. La voce ironica delle foglie. Poiché il Saggiatore diffonde Vita nova anche in formato digitale, ho comunicato alla redazione questa e altre varianti, che sono già state apportare alla versione e-book e appariranno in eventuali ristampe. Infatti prima o poi il Saggiatore pubblicherà l’opera completa. Restano solo da tradurre le prime quattro raccolte (1968-1985) e The Seven Ages (2001), delle tredici totali. (C’è poi il non meno importante e già tradotto volumetto in prosa, Marigold e Rose, in realtà ultima opera pubblicata da Louise Glück.)   

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Louise Glück non si vale di espedienti e stravaganze sintattiche o tipografiche, non esibisce allusioni letterarie colte. I suoi riferimenti sono quelli che incontriamo tutti i giorni, un libro che si è preso in mano e che regala una frase, un brano delle Nozze di Figaro (Un silenzio di parole risentite, in Notte fedele e virtuosa). Lettrice di gialli, Louise Glück ne rielabora qualche episodio in Averno (2006, traduzione italiana 2019). Che è poi un laghetto presso Napoli con un suo passato mitologico. Il titolo Averno è in italiano anche nell’originale, dunque un luogo sulla carta, sul programma, racconta, di alcune sue studentesse (Louise ha tenuto con impegno e soddisfazione corsi di scrittura poetica).

Un attento recensore italiano di Vita nova ha eccepito sulla traduzione della parola amorousness nella poesia La nuova vita (sempre titoli che si specchiano!), dove Louise Glück offre una ricapitolazione dell’esistenza sua e di altri. Si definisce “for all my amorousness / cold at heart”. Forse un po’ distrattamente, avevo scritto: “nonostante tutta la mia amorevolezza / fredda in cuore”. In realtà amorousness indica non una dolcezza “amorevole” bensì una inclinazione all’innamoramento, alla passione anche fisica. E infatti Louise Glück scrittrice e persona è tutt’altro che dolce e subalterna, è una donna che ha lottato con senso autocritico nonostante difficoltà fisiche e psicologiche per creare un corpus poetico unico e potente. Una donna determinata. E sicuramente amorous nella vita, sebbene distaccata, col rischio di restare fredda. Cosa che non avviene nella sua lucida poesia. Tradurre Louise Glück richiede molto impegno, soprattutto avvertita passione. Difficile mettere la parola fine alla traduzione, come alla lettura.

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Intanto ho provveduto a correggere nell’e-book, in attesa di eventuali ristampe, l’espressione contestata e qualche altro dettaglio di La vita nuova. Si veda qui sotto il testo riveduto, sempre provvisorio. Fra l’altro nel 2026 è apparsa anche una traduzione francese di Vita nova, opera di Marie Olivier. Qui si legge: “en dépit de mon état amoureux, / froide au fonde…”. Un’altra possibile soluzione… Marie Olivier ha per ora tradotto sei raccolte di Louise Glück, oltre a pubblicare uno studio esemplare, Le chant suspendu (Gallimard, 2026), da cui emerge tutta la complessità e rilevanza di Louise Glück.

Una curiosità: mentre la traduzione italiana della magnifica raccolta Faithfil and Virtuous Night (2014) è uscita col titolo Notte fedele e virtuosa, quella francese recita Nuit de foi et de vertu, che suona meglio. Ma visto che nel titolo inglese c’è un gioco di parole su night e l’omofono knight, cavaliere, può aver senso conservare i due aggettivi piuttosto che sostantivarli. Fra l’altro una recensione di Luigi Sampietro suggeriva fra le righe che virtuous più che “virtuoso” potrebbe essere “valoroso”, proprio come ha da essere un buon cavaliere.  Valoroso. Aggettivo che ben si adatta alla agguerrita, ancorché amorous, Louise Glück.

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LA VITA NUOVA
di Louise Glück

Ho dormito il sonno dei giusti, 
più tardi il sonno dei nascituri 
che vengono al mondo 
colpevoli di molti crimini.
E quali siano questi crimini 
nessuno lo sa all'inizio. 
Solo dopo molti anni lo si sa. 
Solo dopo lunga vita si è preparati
a leggere l'equazione.

Ora comincio a comprendere
la natura della mia anima, l'anima 
che abito come punizione. 
Inflessibile, persino nella fame.

Nelle mie altre vite sono stata
troppo affrettata, troppo impaziente,
la mia fretta causa di sofferenza nel mondo. 
Arrogante come è arrogante un tiranno;
e per quanto passionale
fredda in cuore, alla maniera dei superficiali.

Ho dormito il sonno dei giusti;
ho vissuto la vita di una criminale
ripagando lentamente un debito impossibile. 
E sono morta avendo scontato  
una forma di efferatezza.

(da Louise Glück, Vita nova, traduzione di Massimo Bacigalupo, Il Saggiatore, 2026)

In copertina, Dawn, Simeon Solomon.

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