Scarabbocchi

Chrónos e Kairós / Arrivare in anticipo

Ai tempi della scuola i miei compagni cenavano tutti tardi. Cenare tardi era indice di modernità. Più si cenava tardi, più si era evoluti, alla moda, giusti, impeccabili, audaci. Più si cenava presto, più si era primitivi, bifolchi, demodé, sbagliati, coglioni. Cenavano tardi le famiglie piccolo borghesi, avvezze dalla nascita a modi estroversi e spigliati. Cenavano presto i complessati, i goffi, gli incarogniti nel male sociale del disprezzo di sé. Io che discendo da una famiglia di origine contadina avevo l’abitudine di cenare alle sette meno un quarto, quando in Tv davano Zig Zag con Raimondo Vianello, o I Jefferson, o Italia Sera con Piero Badaloni, e pertanto rientravo nel novero dei coglioni. Poi sono cresciuto, e nel frattempo quel che allora era considerato moderno è diventato...

Prima qua e poi là / Il progresso chi lo fa, chi lo paga

Dapprincipio, stufo di bacche, radici e carogne, l’uomo si inoltrò nei boschi per veder di acciuffare polli e tacchini, per parte loro ancora selvatici: e così l’uomo cacciatore fu. Tornato in caverna, li cucinava al girarrosto perché il fuoco era già stato addomesticato, da un milione di anni, se non prima, da qualche uomo-scimmiotto, chiamato ominide per eufemismo. Si sa dai tempi dell’antica Grecia che la colpa di quei succulenti arrosti era da addebitare a un complotto della ong “Prometeus”, molto invisa all’Olimpo, di propensione vegana a giudicare dal raffinato e tradizionale menù di nettare e ambrosia. Centotrentacinquemila anni fa, se non prima, all’uomo cacciatore, tormentato anche dai lupi che lo seguivano e cercavano sempre di scappare con le prede che aveva catturato, venne...

Sex Pistols / Malcolm McLaren. Nichilismo e fascinazione

“My man’s got a heart like a rock cast in the sea” recita una strofa della canzone St. Louis blues di Bessie Smith ripresa da Malcolm McLaren nel suo brano About Her, inserito nella colonna sonora del film Kill Bill: Volume 2 di Quentin Tarantino. La pellicola s’ispira ai B Movie: film dozzinali destinati a un vasto pubblico. McLaren è stato un sensibile interprete dei fenomeni espressivi delle cosiddette subculture, divenute oggetto di ricerca dei Cultural Studies, nati con lo scopo di analizzare i cambiamenti nella cultura dal secondo dopoguerra con una particolare attenzione per il proletariato inglese e i comportamenti dei giovani appartenenti alla working class. McLaren contribuì alla nascita del punk britannico sviluppandone il look e l’ideologia.  È...

«Cose dell’altro mondo» / Kafka nell’Italia del 1933

Quella che qui si ripubblica è la prima traduzione italiana del Processo di Kafka, uscita nella collana «Biblioteca europea» della casa editrice Frassinelli nel 1933 e rimasta l’unica per circa quarant’anni. È la traduzione che in Italia hanno letto quasi tutti, da Landolfi a Buzzati, da Vittorini a Fortini, da Calvino a Pasolini, da Elio Petri a Federico Fellini. Fa parte a pieno titolo del nostro repertorio letterario, come le versioni pavesiane di Moby Dick e Dedalus, uscite nella stessa collana, o quella di Berlin Alexanderplatz, firmata due anni prima dallo stesso Alberto Spaini. Nel presentarla, il direttore della «Biblioteca europea» Franco Antonicelli la vantava come una «novità assoluta», e non aveva torto: l’edizione francese del Processo, che di fatto avrebbe dato avvio alla...

Dizionario Levi / Differenze

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Nel pieno della Seconda guerra mondiale, il destino dell'Europa sembra già segnato. Un giovane torinese di famiglia ebrea, che anni dopo a un io narrante capiterà di istituire sovente come io narrato, si mette alla prova negli studi universitari d’una scienza e, con metodica sostanzialmente mimetica,...

Una conversazione / Nino Migliori. Oltre le strutture del reale

In Venezia (1958), un manifesto pubblicitario mostra in primo piano una giovane donna in abito da sposa, posta accanto alla scatola del detersivo Persil, che “lava presto, bene e tutto”, per un bucato lampo. E nello schema concettuale della fotografia, questa immagine nell’immagine è messa in dialogo e in rapporto semantico con il reale bucato, steso tra due case sul canale, visibile in secondo piano. In Gente dell’Emilia (1955), quattro bambini stanno “sentendo” messa in modo distratto. Dietro di loro, sul lato sinistro, un’apertura rettangolare lascia vedere invece un gruppo di pie donne nel matroneo, ispirate dal rituale cattolico, completamente rapite dalla discesa dello spirito santo in quel luogo sacro. Anche qui la finestra apre al rapporto tra superficie del...

Novara, da oggi fino a domenica! / Gli scarabocchi di Leonardo

Uno dei significati che solitamente viene attribuito al termine scarabocchio è quello di disegno non riuscito o eseguito male, in modo maldestro, “scarabocchiato” appunto; composto da un groviglio di linee inutili e sbagliate, tali da rendere incomprensibile ciò che raffigurano. Queste definizioni ci portano a supporre che a scarabocchiare siano generalmente, se non esclusivamente, soggetti che non sanno disegnare o che non praticano il disegno come una attività professionale. Connessa a questo ordine di considerazioni è anche la convinzione che, di converso, i pittori, gli scultori, gli architetti, i grafici, gli illustratori e tutti i disegnatori di professione non dovrebbero essere adusi alla pratica intenzionale dello scarabocchio.   Leonardo Da Vinci, Madonna con bambino e...

L’estate dei festival / Esistiamo veramente? Cartolina da Crisalide

Progettare un festival è oggi compito oltremodo complesso. Differenti per vocazioni e necessità legate ai luoghi e alle comunità, ai festival di teatro vorremmo chiedere di ripensare costantemente alla loro funzione, per non disperdersi nella marea di offerte culturali, svaghi e intrattenimenti vari. Ci pare vadano sostenute le rassegne “politeiste”, quando provano a convocare le diverse fedi delle arti sceniche attuali anche a livello di linguaggio, e che nei casi più felici scommettono sul prolifico attrito fra proposte diverse; possono essere molto stimolanti i percorsi di stampo “curatoriale”, che orientano il programma attorno a un tema mostrando omologie e dialoghi nel frammentato campo delle arti sceniche; c’è poi il rischio che queste e altre istanze si “normalizzino” trasformando...

Saturazione / Paesaggi fragili

Olivo Barbieri –Site-specific Shanghai. 1. Come nell’Eden, dove era stato piantato un giardino, il tutto durò poche ore, sembra sei ore, prima che l’uomo e la donna presenti, smettendo la passività della contemplazione, violassero l’esistente e la sua regolazione, così al momento di accorgerci del paesaggio ci siamo accorti della sua fragilità, della sua precarietà, della sua dissoluzione. Allorquando un luogo giunga a mostrare la sua propria struttura senza spazi e margini di vuoto e di interpretazione, presentando come un tutto pieno il suo esterno e il suo interno, noi diciamo che quel luogo è saturo, ovvero dà di sé un’espressione satura, propone e offre un paesaggio saturo. Quel luogo, quell’oggetto, quell’artefatto, come accade per il Centre Pompidou di Parigi, per mostrarsi in...

Messico / Sprofondando insieme, democraticamente

Potrei sbagliarmi, ma credo vi sia ancora speranza per la democrazia rappresentativa in Messico. O forse non dovrei sbilanciarmi tanto e più che di speranza dovrei parlare di spazio… c’è ancora spazio per una democrazia rappresentativa in Messico. Perché nonostante i seri e apparentemente insormontabili problemi che attanagliano il paese – corruzione istituzionalizzata, violenza istituzionalizzata, disuguaglianza, povertà e classismo istituzionalizzati – nonostante tutto, non sembra poi così folle ammettere come nuove, potenziali aree d’incontro si stiano formando, giorno dopo giorno, ora dopo ora, nelle strade, nelle piazze, nei cortili, persino nelle case private della capitale. E quando dico “formando”, intendo letteralmente formando. O meglio: geologicamente formando. Il fatto è che...

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Dizionario Levi / Differenze

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Nel pieno della Seconda guerra mondiale, il destino dell'Europa sembra già segnato. Un giovane torinese di famiglia ebrea, che anni dopo a un io narrante capiterà di istituire sovente come io narrato, si mette alla prova negli studi universitari d’una scienza e, con metodica sostanzialmente mimetica,...

Una conversazione / Nino Migliori. Oltre le strutture del reale

In Venezia (1958), un manifesto pubblicitario mostra in primo piano una giovane donna in abito da sposa, posta accanto alla scatola del detersivo Persil, che “lava presto, bene e tutto”, per un bucato lampo. E nello schema concettuale della fotografia, questa immagine nell’immagine è messa in dialogo e in rapporto semantico con il reale bucato, steso tra due case sul canale, visibile in secondo piano. In Gente dell’Emilia (1955), quattro bambini stanno “sentendo” messa in modo distratto. Dietro di loro, sul lato sinistro, un’apertura rettangolare lascia vedere invece un gruppo di pie donne nel matroneo, ispirate dal rituale cattolico, completamente rapite dalla discesa dello spirito santo in quel luogo sacro. Anche qui la finestra apre al rapporto tra superficie del...

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L’estate dei festival / Esistiamo veramente? Cartolina da Crisalide

Progettare un festival è oggi compito oltremodo complesso. Differenti per vocazioni e necessità legate ai luoghi e alle comunità, ai festival di teatro vorremmo chiedere di ripensare costantemente alla loro funzione, per non disperdersi nella marea di offerte culturali, svaghi e intrattenimenti vari. Ci pare vadano sostenute le rassegne “politeiste”, quando provano a convocare le diverse fedi delle arti sceniche attuali anche a livello di linguaggio, e che nei casi più felici scommettono sul prolifico attrito fra proposte diverse; possono essere molto stimolanti i percorsi di stampo “curatoriale”, che orientano il programma attorno a un tema mostrando omologie e dialoghi nel frammentato campo delle arti sceniche; c’è poi il rischio che queste e altre istanze si “normalizzino” trasformando...

Dal trailer al film / Tarantino e la strategia dell’anti-spoiler

Attenzione: questo articolo contiene spoiler (ma non è importante).    C'era una volta a... Hollywood è preceduto dalla sua stessa fama: il nono film di Quentin Tarantino, su Hollywood. Basterebbero già questi due elementi per sapere che ci troviamo di fronte a una situazione autoreferenziale, prima ancora che metacinematografica: Tarantino fa un film su sé stesso. Ciò crea la dovuta attesa – o, come si direbbe oggi, un hype.     Poi però l'affare si complica. Durante la conferenza stampa del film al festival di Cannes, lo stesso regista prega i giornalisti di non svelare il finale del film. La richiesta, oltre ad amplificare genericamente l'attesa della sua uscita (e forse spingere qualcuno, in virtù dello stesso divieto, a cercar di capire cosa c'è sotto), concentra...

Implacabile simmetria / Cactus

Sono stata paragonata a una pianta carnivora, per esser precisi a una Drosera; e uno spasimante respinto mi ha assimilato a un cactus. Ne sono tutt’ora lusingata. Che imparino i maschi, e stiano in guardia. Così, giusto per avvisare, per quest’estate mi son fatta una sottana con una tela palermitana, decorata di bellissimi e colorati Fichi d’India in fiore (Opuntia ficus indica). D’altronde, mi adeguo al cambiamento climatico anche nelle mie mises.      Come s’è alzata la linea della palma s’alzerà anche quella dei cactus che, dai vasi, collocheremo in piena terra. Non mi dispiacerebbe avere un angolo del giardino con crassule e euforbie, agavi e cactus pasciuti e contenti come solo ne ho visti nel nostro sud, specie in Sicilia: Opuntia con le pale (cladodi) incoronate dai frutti maturi, alti candelabri di Euphorbia eritrea ritti verso il cielo, glauche agavi americane con spade minacciose, rosette di Aeonium arboreum Schwarzkopf nere e lucide come onice.  Non per una questione di green political correctness, ma non mi piace l’espressione “piante grasse”, meglio dire succulente che è la categoria più onnicomprensiva, e rinvia alla comune morfologia dei tessuti...

Selfie, cucine, voli low cost / Bassa definizione

Le aziende che producono degli strumenti di comunicazione promettono costantemente agli individui di offrire loro dei mezzi per vivere in un mondo più preciso e definito rispetto alla realtà quotidiana. D’altronde, in apparenza le rappresentazioni mediatiche odierne sembrano essere maggiormente accurate e coinvolgenti rispetto al passato. In realtà, è vero esattamente il contrario. Siamo di fronte infatti a una società che si muove decisamente più in fretta rispetto alla capacità umana di tenerle il passo. È inevitabile perciò che gli individui tentino disperatamente di sviluppare delle forme di adattamento a tale tipo di società e si accontentino di forme di comunicazione e d’immagini dotate di un basso livello di definizione. Che sono perciò imprecise e persino grossolane, ma in grado comunque di consentire di comunicare in maniera estremamente veloce. Si fa largo così un’estetica dell’imperfezione e le società occidentali avanzate stanno di conseguenza sempre più trasformandosi in società basate sul principio del cosiddetto «good-enough». Fanno cioè ricorso a un modello sociale nel quale in prevalenza gli individui, per riuscire a rimanere sintonizzati con i processi di...

Questa nostra vita / Dulcamara

Melanzane, pomodori, peperoni e peperoncini in giardino o sul balcone? Perché no! Sono piante belle nei fiori e nei frutti e gli inglesi le hanno accolte nelle loro aiuole da tempo.  Solo con le patate avrei qualche dubbio. Nessuno invece per il tabacco (Nicotiana tabacum) e  per tutte le nicotiane ornamentali dagli attraenti fiori imbutiformi e multicolori. Che hanno in comune queste essenze? Appartengono tutte alla numerosissima e importante famiglia delle Solanaceae, con esemplari che da tempo rallegrano il verde di casa come petunie, Dature e Brugmansie. Ma a queste ultime ho già dato. Vorrei invece soffermarmi sul Solanum jasminoides e sul Solanum rantonnetti, entrambi originari del Sudamerica. Il primo, sarmentoso, vuole un sostegno cui affidarsi e può svilupparsi in altezza anche oltre i cinque metri, oppure lo si può lasciar libero di ricadere a cascata dall’alto. L’aggettivo lo assimila al gelsomino con cui, in verità, poco lo accomuna: forse per le stelline candide (o cilestri) a cinque petali, ma il cuore di antere gialle e stilo pronunciato è come quello dei fiori di patata, paragone ai miei occhi non declassante, e la lieve fragranza serale non è comparabile...

L'idiozia della perfezione / Cipolle (e lampascioni)

Non entrai nel negozio del fioraio sfizioso che le esponeva in vetrina insieme agli ellebori. Ma sorrisi divertita e sgranai gli occhi davanti a quei vasetti di coccio in cui stavano allogate singole cipolle ramate o rosse, con il loro ventaglio di foglie cilindriche e un biglietto dalla grafica ben studiata. Come fossero presenze rare, or ora giunte da un lontano angolo di mondo nella loro camicia di seta lucida e frusciante. Non sembravano cipolle fresche, frutto di semina o bulbillo, piuttosto cipolle del raccolto precedente lasciate rigermogliare.     Gli inglesi ci hanno insegnato a guardare agli ortaggi con intenzioni non solo gastronomiche, e non sorprende trovarne accanto ai fiori tradizionalmente coltivati in giardino o in vaso. Siamo persino assuefatti alle aiuole di brassicacee dalle forme e dai colori più insoliti, poco meno ai carciofi che troneggiano e spadroneggiano tra cespugli di rose, alle biete dalle coste gialle e rosse, o ai fiori di pisello – non solo sweet peas – e ai peperoncini mescolati con le erbe aromatiche a gigli e campanule. Spendiamo per un bulbo di Allium gladiator quanto per quello di Fritillaria imperialis o persica, troviamo gradevoli...

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