AUTORI
Francesca Rigotti
17.02.2017

Speranza, fede, carità, amore e desiderio / C'è bisogno di pessimismo

Le opere di Terry Eagleton, noto «leftist» inglese, si leggono in genere volentieri perché sono intelligenti, dotte, acute e ben scritte. Che poi siano pienamente originali, è un'altra storia, giacché l'autore sembra forsennatamente leggere e attingere ovunque, e delle sue prede spesso le tracce si vedono benché non citate. Lo si avverte anche nel suo saggio sulla speranza, un tema sul quale ho scritto anch'io in queste stesse pagine: il mio autore principale era Albert Camus con la sua speranza umana senza speranza divina. Gli autori di Eagleton sono molti ma i suoi autori-chiave sono Walter Benjamin con la sua speranza realista non ottimista e San Paolo, per il quale la fede sarebbe realismo e non una questione di ingenuo ottimismo. C'è bisogno di pessimismo, afferma ripetutamente...

21.01.2017

Un'analisi retorico-tematica / Il discorso di insediamento di Donald Trump

Questa è una breve analisi retorico-tematica del discorso di insediamento alla presidenza degli Stati Uniti di Donald John Trump, che intenzionalmente non entra nel merito della critica politica se non quando l'autrice proprio non ce la fa a stare zitta.     Un discorso popolar-populista   Il discorso inaugurale di Trump tenuto a Washington il 20 gennaio 2017 è popolare nell'impianto, in quanto semplice, comprensibile e composto da frasi molto brevi disposte paratatticamente, con un impiego minimo di proposizioni subordinate. È comunque anche un discorso populista in quanto esalta il primato del popolo quale unico detentore e gestore della sovranità. Ma limitiamoci agli aspetti retorici e tematici. Visto e sentito pronunciare sullo schermo, il discorso del neopresidente...

06.01.2017

Prima venne l'Epifania / La Befana

Il nome della Befana e l'Epifania   È normale che i nomi vengano dopo le cose. Al principio infatti sono le cose, cose naturali che ancora non si chiamano però, e solo in seguito vengono i nomi che ad esse sono, dagli uomini, assegnati: nomi comuni: montagna, pecora, ragazzo, e nomi propri: Monte Bianco, Dolly, Giovanni. Nel libro biblico della Genesi il Dio creatore assegna ad Adamo il compito di dare i nomi alle cose: in qualunque modo le avesse chiamate, «quello doveva essere il loro nome» (Gn 2,20). E così fu sancito, tra il resto, il principio di possesso e sfruttamento della natura da parte dell'uomo. Uscendo dalla mitologia per entrare nella storia, l'uomo, divenuto nella arguta definizione di Max Frisch homo faber, cominciò a fabbricare cose artificiali, o manufatti, e a dar...

02.01.2017

In democrazia non basta esaltare il nuovo insultando il vecchio / Puer robustus. Come si stabilisce un ordine sociale?

Il disturbatore della pace   Se questo libro fosse una persona – scrive nell'introduzione il suo autore, Dieter Thomä – vi batterebbero due cuori: un trattato filosofico e una storia avventurosa. Ovviamente questo libro una persona non è ma è un libro, un libro di filosofia politica, cosa oggi rara e preziosa; oggi che i filosofi e con loro molti cultori delle scienze umane non scrivono più libri e tantomeno trattati, quanto saggi e articoli di rivista, in inglese: per mancanza di tempo, di otium e di possibilità di concentrazione da una parte, ma anche, dall'altra, per imitare maldestramente i colleghi delle scienze dure. Per non parlare della reticenza che incontrano da parte degli editori a pubblicare testi concettuali e con le note. Thomä, filosofo tedesco docente nell'...

18.12.2016

Eroi borghesi / Onestà. Boschi, Raggi: perché restate?

Perché Maria Elena Boschi non deve rispettare la parola data e Matteo Renzi sì?   È molto semplice. Perché Boschi è una donna, e le donne non hanno una parola, la parola; hanno le parole (è un po' come la vecchia storia che dice che non hanno un mestiere ma i mestieri). Chiacchierano tanto, ma si sa che sono volubili; la donna è mobile e muta d'accento e di pensier. La sua fedeltà, se ce l'ha, non è a un'idea, ma al più a un uomo. E anche in quel caso, «è la fede delle femmine come l'araba fenice...». L'uomo invece la parola la può dare, e la può anche tradire, certo. In ogni caso da lui si esige qualcosa che alla donna è perdonato, e il risultato di questo modo di pensare che si reputerebbe remoto e superato, ecco che lo vediamo praticato anche ai nostri giorni: così, nonostante le...

16.12.2016

Luisa Muraro, Al mercato della felicità / Se desideri molto, avrai? E cosa?

Dopo che Giuseppe l'ebreo fu tirato su dal pozzo e venduto dai suoi fratelli ai mercanti di schiavi Medianiti, e prima che venisse acquistato dall'eunuco Potifar per conto del faraone d'Egitto, molti, al mercato degli schiavi, si erano offerti di comprarlo. Tra loro una vecchia filatrice che mostrando alcuni gomitoli di lana colorata da lei stessa filata disse al sensale: «Ci sono anch'io, vendi a me quel giovanotto, lo desidero pazzamente, ecco qui il mio pegno». Il sensale rise: «Anima semplice, guarda che per questo gioiello di schiavo mi hanno offerto tesori; con il tuo filo non puoi comprarlo». «Lo so che in questo mercato io non lo compro» gli rispose la donna. «Mi sono messa in fila perché dicano, amici e nemici: anche lei ci ha provato». Con questo magnifico apologo, tratto da...