Opinioni

Ridateci il nostro futuro / Gabriele Del Grande: fermate le guerre, non le persone

"Sarà domani o sarà tra vent'anni, ma un giorno tutto finirà. Solo allora, poco a poco, a milioni ritorneranno nelle loro case da tutto il mondo. E noi rimarremo qui intrappolati nelle nostre mappe e nei nostri egoismi. Stretti tra i muri che abbiamo costruito per tenerci al sicuro e di cui capiremo il significato profondo soltanto quando dall'altra parte del filo spinato ci saranno i nostri figli. Perché la storia è una ruota che gira e non sempre perdona". Gabriele Del Grande, 14 aprile 2016   "Quando hai visto la guerra, non è facile convivere con quello che sai. Non parlo di segreti o di scoop. Parlo di storie, di emozioni, di dolore. Alla fine devi fare qualcosa, prendere posizione. Forse più per te stesso, per non rimanere schiacciato dal peso di quel dolore. A maggior...

«A/traverso» e lo spirito del tempo / 77. Conversazione con Bifo

Luca Chiurchiù: «A/traverso»: una rivista che ha fatto scuola a tutte le testate indiane del ‘77, ma anche a quelle odierne, soprattutto per le sue tecniche grafiche e il suo linguaggio innovativo. A quarant’anni da allora, qual è secondo te il primo aspetto per cui «A/traverso» dovrebbe essere studiato e riletto?   Bifo: Prima di tutto non credo che ci sia qualcuno così pazzo da leggere «A/traverso», né qualcuno che ci riesca. Io stesso non l’ho mai letto veramente. È difficile leggere le sue pagine, si fa fatica e ci si perde: le colonne sono sbagliate, gli articoli non si sa dove vanno a finire… Credo che sia la dimensione grafica ad acquistare un’importanza decisiva, così come nel Punk, perché il messaggio ha caratteristiche simili all’effetto di una droga, di una dimensione...

California dreamin'? / Scissione PD

Quali sono le vere ragioni della recente scissione dal Partito Democratico? Alcuni dicono che non si tratti di una scissione quanto piuttosto di una disgregazione del PD. E colpa ne sarebbe l’incapacità di Matteo Renzi di mediare tra i vari leader e anime del partito. È probabile che Renzi abbia commesso errori e che manchi di talento mediatore, ma credo che il processo di frammentazione del PD vada al di là di meriti o demeriti di singoli: declina all’italiana un processo di crisi globale, che dall’esterno appare suicidario, della sinistra occidentale.  Oggi la sinistra è fortemente divisa, e quindi perdente, nella maggior parte dei paesi. Negli USA molti che avevano votato Bernie Sanders, e che detestano Hillary Clinton come emblema dell’establishment, non hanno votato,...

Un dibattito molto confuso / Sono uno dei 600

La lettera-appello dei 600 sulle carenze linguistiche degli studenti italiani, conquistata la ribalta dei media, ha suscitato parecchie reazioni, e nella vivacità della discussione non sono mancate polemiche anche aspre. A distanza di qualche giorno, però, mi pare che complessivamente il dibattito sia risultato piuttosto confuso. Non credo che i lettori estranei al mondo della scuola e dell’università, se l’hanno seguito, ne abbiano capito molto. Le righe che seguono vorrebbero costituire un piccolo contributo di chiarezza, anche a costo di qualche schematismo.    Premetto che io sono uno dei firmatari di quella lettera. L’ho sottoscritta, tra gli ultimi prima che venisse resa pubblica, in un momento di sconforto, e senza sapere alcunché del comitato promotore (il Gruppo di...

L’università è la neoscuola primaria / La Carica dei Seicento

Quel 25 ottobre del 1854, i seicento cavalieri della Brigata leggera inglese s’avanzarono lentamente verso la valle che li avrebbe visti poco dopo lanciarsi in una carica suicida contro le batterie di cannoni russi. Scorgendoli in movimento, i comandanti russi supposero, sul principio, che gli inglesi fossero ubriachi. L’azione pareva e fu in realtà insensata: intorno, sulle alture, altri cannoni russi e truppe pronte a intervenire. Ma gli inglesi non erano ubriachi e la stupida carica prese origine, poi si seppe, da ruggini e malintesi nella loro catena di comando. Fu, durante la Guerra di Crimea, un momento memorabile della battaglia di Balaclava. La Carica dei seicento fu scriteriata ma divenne la più celebre di tutti i tempi: così va il mondo.   Non passerà certo alla storia la...

Mi lamento, dunque sono / Il disagio nella società

Quando una tornata elettorale o referendaria punisce il governo o i partiti al governo, di solito lo si spiega con ragioni economiche: alta disoccupazione, ampie fasce di povertà, più tasse, ecc. Il voto sarebbe una protesta contro lo stato materiale del paese, secondo il detto clintoniano “è l’economia, stupido!”. Insomma, si vota sempre col portafoglio. Oggi si evoca come deus ex machina la globalizzazione, che avrebbe impoverito il ceto medio. La globalizzazione è un processo complesso, da cui alcuni traggono vantaggio e altri svantaggio. Chi lavora per l’esportazione, ad esempio, ne trae vantaggi. Non credo che un governo venga bocciato solo per il voto di quelli che hanno visto diminuire il loro reddito. Anche perché altri invece lo hanno visto aumentare. Negli ultimi decenni...

Il porno, la molestia e la cultura

In modo occulto o palese, il porno è l’anima della cultura contemporanea. Non si tratta solo di sesso, ma cominciamo da lì. L’annosa questione della pornografia – intesa come quel modo di mostrare il corpo sessuato che si distingue dall’erotismo – è stata, per anni, controversa. Possiamo dire che il porno è un erotismo “pop”? Erotismo e pornografia stanno al limite di uno spettro dove ci sono “posizioni” intermedie? Oppure porno ed erotismo non hanno niente a che fare l’uno con l’altro? La differenza tra eros e porno corrisponde alla differenza tra sessualità e sesso, per cui “fare sesso” e “fare l’amore” sono due cose differenti?   Nel cinema, il porno è quel genere inaugurato negli Stati Uniti dalla figura di John Holmes, negli anni Settanta. Il porno hard consiste nelle riprese...

Il diario di due anni insopportabili. / Qualcuno ha votato per Trump perché…

Dal 20 gennaio 2017 un idiota farneticante sarà presidente degli Stati Uniti d’America e, come da quelle parti si usa dire, diventerà “la guida del mondo libero”. Tanto per essere chiari, la sua elezione è il risultato di un colpo di stato legale – che è la maniera migliore di condurre un colpo di stato. Hanno contribuito, ma non sono stati decisivi, i servizi segreti russi, Julian Assange, l’ala dell’FBI ostile a Hillary Clinton e i media che offrendo a Trump una copertura biennale 24 ore su 24 gli hanno dato la possibilità di condurre una campagna elettorale gratis. Nulla di tutto ciò sarebbe bastato, sia chiaro. Il fattore decisivo è stata la soppressione del voto delle minoranze negli stati controllati dai repubblicani. Grazie alla decisione della Corte Suprema, risalente ad alcuni...

In risposta a Nicla Vassallo / Economia dei media digitali e democrazia

Le prigioni di cui parla il contributo di Nicla Vassallo sono prigioni di cui tutti noi facciamo esperienza quotidiana. Le estensioni tecnologiche di cui ci serviamo per amplificare le nostre facoltà di spostamento, i nostri sensi e il nostro potere comunicativo sono allo stesso tempo prigioni e strumenti di liberazione. Per i lavoratori studiati dalla sociologa Judy Wajcman, le nuove tecnologie digitali rappresentavano spesso uno strumento di ulteriore schiavitù e compressione dei tempi di lavoro (in Pressed for time. The Acceleration of Life in Digital Capitalism), eppure la Wajcman ha dimostrato come questa percezione non fosse dovuta né determinata dalle tecnologie di comunicazione digitale ma dal trionfo di un certo modello di organizzazione del lavoro. Secondo la Wajcman non siamo...

Lo spettro dell'anonimato / Le prigioni di internet e la tirannia di Wikipedia

Non so bene da dove iniziare. Forse l’esperienza personale, a cui non ricorro quasi mai, in questo caso funziona: è esplicativa. E quanto segue può sembrare ormai palese, eppure ce se ne dimentica di frequente. Un semplice esempio: il primo gennaio 2017 ricevo una telefonata che, con voce sgomenta, mi domanda: “Non sei su fb? E allora come riesco a farti gli auguri di buon anno?”. Certo, verrebbe da ridere e ribattere: “Scusa, perché non ci facciamo gli auguri al telefono, visto che mi hai chiamata?”. Suppongo sarebbe tempo perso. Impiego internet da suoi primordi, e non mi pareva una schiavitù. Ora non solo se ne è schiavi, ma pure impossibilitati, seppur innocenti, a uscire dalla galera. Mi rallegro (e sto mentendo) con chi come me non la pensa, ovvero coi tanti e le tante che vagano...