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Carl Marx

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Nel bicentenario della sua nascita / Leggere Marx come sottotesto del nostro tempo

In Sconfitta e utopia. Identità e feticismo attraverso Marx e Nietzsche (Mimesis, Milano_Udine, 2018, pp 236, euro 20), Romano Màdera riprende un discorso iniziato nel 1977, prima data di uscita del cuore di questo testo rivisto e ampliato in questa nuova edizione. All’epoca l’autore usciva con le ossa rotte dalla lotta politica, ma non aveva rinunciato “al sogno di una cosa”, all’utopia di una condizione umana maggiormente consapevole e realizzata in una società più giusta e solidale. Non si trattava, né si tratta, dunque di abbandonare Marx, almeno non in toto, ma di restare fedeli alle istanze che avevano dato forma a un desiderio capace di incendiare gli animi, rivedendone la forma. Secondo Màdera, quella di Marx fu “una perfetta diagnosi, una mediocre prognosi e una terapia inconsistente”. Se la prima va rilanciata perché è tuttora assolutamente attuale, la seconda va corretta e la terza, la rivoluzione comunista condotta dalla classe proletaria e da quanti si schiereranno con essa, decisamente abbandonata. L’idea dell’unione di tutti proletari in vista della rivoluzione comunista, osserva Màdera, risulta del resto del tutto slegata dall’impianto teoretico dell’opera marxiana...

Mercoledì 7 marzo al Circolo dei lettori / Pigrizia

Definizione del Dizionario Garzanti pigro: 1. che cerca di evitare la fatica e l’impegno; lento e svogliato: un ragazzo pigro; essere pigro nello studio; la mattina è pigro ad alzarsi accr. pigrone, pegg. pigraccio 2. che denota pigrizia, lentezza: gesto, movimento pigro | che porta alla pigrizia, che fa diventare indolente e apatico: il pigro inverno 3. lento a reagire; inerte: intelletto pigro; intestino pigro, che ha una funzionalità rallentata o insufficiente; egli gridava a’ dissueti orecchi, / a’ pigri cuori, a gli animi giacenti (CARDUCCI)   Citazioni celebri: La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame. (Victor Hugo) La pigrizia è il rifugio degli spiriti deboli. (Philip Stanhope) È impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere. (Jerome K. Jerome) È pigro l'uomo che può far di meglio. (Ralph Waldo Emerson) La mediocrità di spirito e la pigrizia producono più filosofi che non la riflessione. (Luc De Vauvenargues) Oserò qui esporre che cosa prescriva la più grande, la più importante, la più preziosa regola di tutta l'educazione? Non già di guadagnare tempo, ma di perderne. (Jean-Jacques Rousseau)  ...

"Non si esce vivi dalla precarietà. Non si esce vivi da soli” / Non è lavoro, è sfruttamento

Marta Fana, dottore di ricerca presso l’Institut d’Études Politique de SciencesPo a Parigi e giornalista, ha scritto un libro che, giunto alla terza edizione in poche settimane, è diventato occasione per tornare a discutere della condizione del lavoro in Italia. Si intitola Non è lavoro, è sfruttamento con involontario ossimoro, poiché, evidentemente, il lavoro è sempre sfruttamento. Benché infatti abbia fondato la possibilità per gli individui di uscire da relazioni di servitù e la possibilità di “esistere per sé stessi”, tuttavia, a partire dall’avvento del sistema di produzione capitalistico, esso è attività comandata (“lavoro comandato,” nell’espressione di Adam Smith), cioè, anche e soprattutto, fonte di ricchezza per altri. Certo, Marx non era arrivato a immaginare un mondo nel quale l’accumulazione sarebbe stata capace di crescere pur evitando di pagare del tutto (o quasi) la “merce” per eccellenza, “la madre di tutte le merci” come l’ha definita Sergio Bologna, cioè esattamente il lavoro. Processo che si sta traducendo in un’esplosione esponenziale della dinamica dello sfruttamento che si scarica sugli esseri viventi e sulle risorse naturali, con creazione di profitti...

Come leggere la realtà in cui viviamo / Serge Latouche. La decrescita è felice

aprile/maggio 2017   Mi sembra opportuno cominciare facendo, come si dice, gli onori di casa a Serge Latouche. Ho un compito doppio, uno piacevole e uno scomodo. Come ospite sono felice che sia qui di fronte al pubblico attento di Palermo. Attento e numeroso, a testimonianza dell’eco che il suo pensiero riscuote anche qui, come nel resto d’Italia. La parte scomoda è che il mio compito è di fargli da contrappunto. Mi è stato chiesto di intessere con lui un contraddittorio proprio perché le nostre posizioni sono per certi versi vicine e per certi altri abbastanza distanti.    La vicinanza è dovuta al fatto che entrambi siamo convinti che da questo stato di cose, quello in cui versa il mondo nella sua corsa sfrenata verso la distruzione, bisogna assolutamente uscire. La distanza è sul modo con cui questa uscita sia operabile. Ed è legata ai diversi ambiti del nostro orizzonte di ricerca. Serge Latouche è il più efficace propugnatore dell’idea di decrescita e se lo può permettere proprio perché le sue competenze nascono all’interno di quella stessa disciplina economica che egli così validamente critica. Credo che però ridurre il pensiero di Serge a una prospettiva...

La vita e l’opera di un filosofo vietnamita / Chi è Tran Duc Thao?

-Assecondando i miei percorsi formativi mi sono imbattuto più volte, e in relazione a questioni e autori differenti (marxismo, fenomenologia, linguistica; Derrida, Althusser, Fanon), in un filosofo cui si devono due testi importanti, Phénoménologie et matérialisme dialectique e Recherches sur l’origine du langage et de la conscience, e decisamente interessante anche per il particolare percorso di militanza, fallimentare, ma non di meno emblematico, che si è trovato a vivere. Quando ho letto questo testo di Alexandre Féron, ho pensato che tradurlo potesse essere una eccellente introduzione al pensiero e alle vicende personali di Tran Duc Thao, forse la prima presentazione del suo lavoro in Italia.   Enrico Valtellina   Un ritorno sul progetto intellettuale ambizioso e sul percorso travagliato di questo filosofo marxista vietnamita, troppo militante per i filosofi, troppo filosofo per i militanti, e catturato nelle contraddizioni del secolo.   L’autore, Alexander Féron è PhD in filosofia. Studia il rapporto tra il marxismo e la fenomenologia nella filosofia francese, in particolare in Sartre, Merleau-Ponty e Tran Duc Thao.   Sono poche le probabilità che abbiate...

Un’apocalisse integrata / Psicopolitica di Byung-Chul Han

«La libertà sarà stata un episodio» (p. 9). Con questa sentenza lapidaria si apre l’ultimo libro tradotto in italiano del filosofo coreano di lingua tedesca Byung-Chul Han, Psicopolitica.  Il libro di Han, poco più di 100 pagine, diviso minuziosamente in 13 sottoparagrafi, si pone come una disamina del tema della psicopolitica, che ad avviso dell’autore sarebbe l’impensato delle politiche che – dall’inizio dell’età moderna, secondo il dettato di Foucault – nel mondo contemporaneo fanno dei corpi degli uomini il loro oggetto principale, e che sono state chiamate dagli interpreti “biopolitiche”. Per prima cosa Han sottolinea come, nel regime neoliberale, si sia attuato un superamento del paradigma individuato da Marx, secondo cui – riducendo – ci sarebbe una classe di sfruttatori e una di sfruttati: per Han nel neoliberismo «ciascuno è un lavoratore che sfrutta se stesso per la propria impresa» (p. 14): non averlo capito sarebbe il grande errore di teorici come Toni Negri, che sarebbero, secondo Han, rimasti attaccati a un paradigma descrittivo delle modalità di produzione vecchio e non più al passo coi tempi: «Le attuali forme di produzione non sono determinate dalla “...

Due nuovi libri sui media / Il capitalismo ci renderà stupidi?

I tempi di lettura si accorciano progressivamente. Le persone dedicano sempre meno tempo a leggere i libri e gli editori di saggistica negli ultimi anni si sono adeguati, riducendo via via il numero delle pagine. Ora c’è chi è arrivato più o meno alla lunghezza di un articolo accademico. È il caso dell’editore Castelvecchi, il quale, dopo aver superato alcune difficoltà economiche, si trova attualmente in una fase di rilancio e ha creato la nuova collana Irruzioni. L’ultimo volume di tale collana, tolte le pagine bianche e quelle che hanno solo dei titoli, conta 35 pagine. Il che non sarebbe in sé un problema. Il sociologo Georg Simmel con il saggio La moda e l’economista Piero Sraffa con Produzione di merci a mezzo di merci hanno dimostrato che poche decine di pagine sono sufficienti a rivoluzionare il pensiero umano. Ma i testi della collana Irruzioni di Castelvecchi non sembrano paragonabili a queste fondamentali opere. Sono piuttosto testi minori, preparati per conferenze o qualcosa di simile. Certo l’obiettivo che l’editore sembra essersi posto con questa collana è meritorio: provocare, lanciare un sasso nello stagno, stimolare la nascita di nuove idee. Per poterlo...

Biocapitalismo

Il capitalismo contemporaneo si caratterizza soprattutto perché tende a non accontentarsi di utilizzare i corpi degli esseri umani come semplici strumenti di lavoro. Cerca invece di estrarre valore economico da tutte le componenti biologiche e da tutte le dimensioni mentali, relazionali e affettive degli individui.   Ne deriva che si trasforma in quello che è stato chiamato da Vanni Codeluppi «biocapitalismo» nel libro omonimo. Si può sostenere infatti, che nel sistema capitalistico è recentemente comparso il «biocapitale», una nuova forma di capitale che si basa a sua volta su una nuova forma di valore economico – il «biovalore» – il quale può essere estratto dalle proprietà vitali delle creature viventi.   Il passaggio del capitalismo alla sua fase «bio» sta avvenendo anche perché le imprese non possono più accontentarsi di ricevere prestazioni funzionali dai corpi dei loro dipendenti, ma devono sfruttare in misura crescente le idee creative e i pensieri di questi. Devono sfruttare cioè il cervello, che però è strettamente legato...

The Ethical Economy. Il valore del lavoro

Negli ultimi decenni la rapida trasformazione dei sistemi di produzione fordisti, basati prevalentemente sulla produzione industriale, ha imposto una serie di domande sempre più stringenti alle teorie classiche del valore. Cosa ci insegna l'emergere di nuovi imperi commerciali basati sugli User Generated Contents, i contenuti generati dagli utenti, come Facebook o Youtube? Quanto e come contribuiscono le comunità di consumatori nella co-costruzione del valore dei brand? Qual è il senso del valore immateriale in prodotti in cui la componente di design è determinante per lo sviluppo di una sfera affettiva di consumo, come mostra in modo eclatante il caso di Apple? Adam Arvidsson e Nicolai Peitersen - autori di The Ethical Economy, pubblicato dalla Columbia University Press nell'estate del 2013 - provano a rispondere a queste domande costruendo un percorso che parte dai contributi meno noti dei classici (Smith, Ricardo e Marx), per arrivare alle grandi sfide sociali, economiche e politiche poste alla contemporaneità dai social network e dall'innovazione sociale e tecnologica. Nel testo, i due autori riassumono in modo...