Gesti
Claudio Franzoni

Studioso delle immagini e del mondo greco, autore di Da capo a piedi. Il corpo come discorso (Guanda), Tirannia dello sguardo (Einaudi). Curatore dell'Atlante, ultimo volume de I Greci. Storia Cultura Arte Società, a cura di S. Settis (2002).

07.06.2017

A Reggio Emilia la storia di Un paese / Strand e Zavattini: Italia mia

Giugno 1955, sede romana dell’Einaudi, conferenza stampa per la presentazione di un libro; sono presenti Giulio Einaudi, Italo Calvino, allora redattore, e l’autore, Cesare Zavattini; o meglio, uno dei due autori, perché si presenta Un paese, un “libro-film” (così viene descritto in quella sede), con fotografie di Paul Strand. Sulla “Stampa” del giorno seguente, l’inviato sostiene che più che una conferenza stampa si era trattato del “maggiore avvenimento mondano e culturale insieme di questa estate romana già soffocante a metà giugno”. In un primo tempo, Zavattini racconta il fallimento del suo progetto di un film dal titolo “Italia mia”, poi spiega che il progetto si era trasformato in una collana di libri, che manteneva però questo titolo: “un titolo – disse lo scrittore e...

11.04.2017

Confrontarsi con il tempo e il caos / Il collezionista di tappi

CF: Prima di cominciare con le domande, Stefano, vorrei spiegarle perché ho chiesto di parlarmi della sua seconda – o prima? – attività, insomma della sua attività di collezionista. Il fatto è che, in passato, mi sono occupato più volte di questi personaggi che raccolgono cose, ma, pur avendone avuto l’occasione, non ho mai parlato con nessuno di essi. Per la verità, le figure che conosco meglio sono molto lontane nel tempo, intendo secoli fa, ma mi chiedo se non abbiano qualcosa in comune con lei. SA: Credo che la sua sia un po’ un’illusione, visto il genere della mia collezione.   Lo so, è una collezione di tappi. Ma – deve sapere – negli anni Settanta ho sentito tante volte la storia dell’“alto” e del “basso”, delle contaminazioni eccetera, che la cosa non mi impressiona. Di che...

21.03.2016

Le spiagge, i professori e il mito dei Bronzi di Riace

È raro che la nascita di un mito possa essere documentata da fotografie. Stiamo parlando naturalmente di un “mito d’oggi” – per usare un’idea di Roland Barthes – quello dei Bronzi di Riace. Lo studioso francese scrisse Mythologies alla fine degli anni Cinquanta, per dimostrare che la forma del racconto mitico poteva sopravvivere anche in un’epoca in cui la chiave scientifica aveva sempre la meglio – almeno ufficialmente – sugli altri schemi di lettura del mondo. Nuove forme di narrazione corali e anonime – requisiti essenziali del mito – avvolgevano personalità pubbliche (la Garbo, l’abbé Pierre), appuntamenti sportivi (il Tour de France), oggetti (la nuova Citroën, la “Guida blu”), cibi e bevande, pratiche culturali come l’astrologia. In questo senso, dunque, i Bronzi di Riace sono...

07.01.2016

Guardie e ubriachi

La vicenda della foto di Capodanno a Manchester ha avuto una sua grande eco anche qui in Italia. Nel giro di neppure una settimana, la storia è stata ripetuta già più volte: la notte di Capodanno, Joel Goodman, un fotografo freelance, gira per il centro di Manchester per vedere che cosa succede attorno alla mezzanotte, “capturing the excitement and the mayhem of New Year's Eve” (dice il Manchester Evening News). Scatta questa foto all’incrocio tra Dantzic Street e Well Street. Insieme ad altre viene postata sul sito online del giornale; la nota un producer della BBC, Roland Hughes, che su Twitter sostiene che assomigli a un bel quadro (“like a beautiful painting”). I social networks rilanciano a migliaia e la foto diventa celebre, ma...

01.08.2015

Il furto del Guercino e il prodotto «bellezza»

Un anno fa, nell’estate del 2014, venne rubata dalla chiesa modenese di San Vincenzo una tela di Guercino, la Madonna con san Giovanni Evangelista e san Gregorio Taumaturgo. Se, a distanza di diversi mesi (senza che il quadro sia stato ritrovato), torniamo indietro e consideriamo le reazioni immediate al furto e i discorsi sollecitati dall’episodio modenese, ci accorgiamo come le une e gli altri siano rivelatori: saltano fuori, nei confronti delle opere d’arte del passato, pensieri (e conseguenti) atteggiamenti che – magari sottaciuti – attraversano buona parte della cultura del nostro paese.     Dunque, Modena, agosto 2014: sconcerto per la facilità del «clamoroso furto», giornalisti che si accorgono che il patrimonio...

31.12.2014

Occhio alato

Nel manifesto di un concerto di Jimi Hendrix insieme a John Mayall (1968) e in un altro di Captain Beefheart (1972) compare, tra varie e sovrabbondanti decorazioni, un occhio provvisto di ali; a quanto pare il motivo è presente, con varianti, anche in poster di Frank Zappa e Alice Cooper. Troviamo i due manifesti in un libro che non si occupa di storia del rock, ma di storia delle immagini, L'occhio alato. Migrazioni di un simbolo di Alberto Giorgio Cassani. L’autore ha raccolto una serie di immagini di occhi alati per tutta l’epoca moderna e fino alla contemporaneità.     In questa serie c'è appunto un versante schiettamente pop: il simbolo di uno squadrone della R.A.F., la targhetta pubblicitaria del marchio Von Dutch, un'...