Per brevi tratti
Giovanna Durì

Inizia come grafico editoriale nel 1979, con brevi escursioni anche in campo pubblicitario, fino a ricondurre il proprio lavoro attorno alla sua vecchia passione, il disegno, occupandosi però del disegno altrui.

Cura cataloghi e mostre per i migliori illustratori contemporanei: Lorenzo Mattotti, Gabriella Giandelli, Gianluigi Toccafondo, Guido Scarabottolo, Franco Matticchio, Giorgio Maria Griffa, Pia Valentinis, Stefano Ricci, José Munoz, Roland Topor e altri. Collabora con case editrici nazionali ed estere. Anche se non ha mai smesso di disegnare è solo dalla primavera del 2012 che espone i propri lavori e pubblica piccoli libri.

20.05.2018

La morchia e la mela / Odori sul treno

Oggi, mentre salivo sul treno per Venezia al binario 6, sullo stesso marciapiede, al binario 5, un vecchio locomotore verde e giallo dall’aspetto dismesso faceva manovra; contemporaneamente la ragazza bionda alle mie spalle mangiava una mela. La somma dei due odori, quello della morchia e quello del frutto, mi hanno riportato alla memoria Marco Paolini, o meglio, un ricordo della sua infanzia evocato in uno spettacolo: l’odore della borsa da lavoro di suo padre che, come il mio, era un ferroviere. Marco (mi scuso per la familiarità) lo sento quasi un fratello, forse perché quando parla di ferrovia dà voce a pensieri che, presuntuosamente, vorrei avere espresso prima io. Nel tempo il suo ricordo si è fuso con il mio. Sono stata io a ricordare oppure è stato lui a risvegliare il mio ricordo...

25.03.2018

Io la riconosco / Maledetta passeggiata

Venezia Mestre – Verona, ore 15,30, andata.   Non ha fatto in tempo a sedersi di fronte a me che l'ho subito riconosciuta, lei non mi ha vista e neppure sfiorato con lo sguardo ma credo abbia riservato lo stesso trattamento a tutti i passeggeri del vagone. Il taglio dei capelli è diverso, ora sono più corti, forse il colore è meno luminoso ma una faccia così è difficile da dimenticare, – e proprio bella! – la stessa cosa che avevo pensato circa quindici anni fa quando la vidi entrare nella stanza dell'ospedale dove ero ricoverata da qualche giorno. Ricordo che la prima notte per lei non andò molto bene, aveva addosso una rabbia che non le dava pace, credo che avesse chiamato (imprecando) almeno una decina di volte l'infermiera, come vicina di letto era piuttosto impegnativa ma “per...

31.10.2017

Donne che dormono / I viaggi di Morfeo

Tratta Udine-Venezia  ore 10.31 (andata)    Vedo sfilare elegantemente il Regionale Veloce delle 10,07 mentre, rallentata dal peso del bagaglio e con scarsa eleganza, corro verso il binario, consolata solo dal pensiero che il treno successivo sarà vuoto.  “Nessuno è così pazzo da prendere il Regionale/locale delle 10,31 che ferma in tutte le stazioni…”. Venti minuti dopo vengo smentita. Il treno sembra più affollato del precedente. In compenso è pulito, con l'aria condizionata funzionante e, non so perché, frequentato in maggioranza da donne cariche di borse e dall'aspetto sfinito. All'altezza di Cusano, località che non ho mai sentito nominare da un altoparlante, la mia attenzione viene catturata da una coppia di donne seduta un paio di posti più avanti, dall’età...

24.07.2017

Una matita per l'estate / La prima matita e le sue compagne

  Era piccolissima, lunga circa sei centimetri e con una sezione di non più di tre millimetri: perfetta per le dita di una bambina. Faceva parte di una confezione speciale del Malto Kneipp e del Caffè Franck, ed era a corredo di un’agenda del 1957 (illustrata da Herbert Leupin) che per anni nessuno in famiglia aveva osato utilizzare. Probabilmente a causa della sua bellezza mi era stato raccomandato di non consumarla, ma com’è possibile non consumare una matita? Vero è che il signor Kneipp aveva pensato a tutto, allo smalto color ambra che la ricopriva e alla base arrotondata dipinta d’oro ma aveva scordato di fornire un temperino adatto alla sua dimensione, così per fare la punta serviva un coltellino e per disegnare mi trovavo a dipendere dagli adulti. In seguito ho approfittato...

04.03.2017

Tratta Udine - Treviso / L’uomo nero

Tratta Udine - Treviso, ore 10.07 (andata)   Oltre un metro e novanta di altezza, con un peso stimabile intorno ai 130 chili. Un armadio a tre ante. Si potrebbe definire una montagna d’uomo. E in più, nero. È entrato con tanta irruenza, che la vecchia porta a spinta continua a sbattere e cigolare, finché è arrivato oltre la metà del vagone. Il marito della signora con i capelli bianchi parla in dialetto stretto e commenta ad alta voce: “Guarda che razza di gente che gira qui, he moglie? Hai visto quanta Africa? Noi vecchi non possiamo più stare tranquilli...”. La donna della coppia giovane che ha preso posto di fronte a me si rivolge in tono affettato al suo sbiadito compagno, consigliandogli di tenersi vicino la borsa del computer. Le due “anziane ragazze” che vedo sedute tre posti...

20.08.2016

Tratta Mestre-Udine, ore 18.29 (ritorno) / Il bruco dolorante

“Capisci?! Con questo, rischio di buttare via tutto! Tutto quello che ho fatto negli ultimi anni!” La frase è appena stata abbaiata da una ragazza bionda, curata e griffata, in faccia a una sua simile, che non risponde. L’imbarazzo viene tradito dalle sopracciglia (così perfette da sembrare tatuate) inarcate “a pagoda”. Avanzo di quattro passi in questo vagone, che è veramente pieno, ma qua e là sembra promettermi un posto quieto dove sedermi. Ho perso il treno che partiva alle 18.16 e mi avrebbe risparmiato almeno venti minuti di viaggio, oltre alle sei-sette fermate di troppo. Altri passeggeri pare condividano la stessa mancanza. Oggi, oltretutto, ho dovuto prendere coscienza di un fatto: non so calcolare il peso del bagaglio. Viaggio come un monaco per un soggiorno di una settimana...