Teatro

Teatro popolare d’arte Pirozzi-Civica / Ladri di poesia

Seduto su una sedia, al lato corto di un tavolo bianco, di profilo rispetto al pubblico, l’intero corpo di Luca Zacchini è concentrato in una tensione che culmina in quel braccio pendulo e in quella mano chiusa attorno a un coltello a serramanico: lo impugna con la calma vigile, insonne, di chi può, e soprattutto sa, sferrare il colpo. Seduto al centro del lato lungo, davanti al pubblico, come in aula d’esame, Alberto Astorri non lo guarda, china la testa su un quadernetto aperto e scrive. Scrive senza finzione, con la fatica e la scomodità di chi è consapevole di fare qualcosa di impossibile: scrivere in presenza di un altro, qui e ora, non un testo che evoca o rappresenta, che ricorda o proietta, ma poche parole, qualche verso, magicamente destinato alla salvezza.    È un’...

Luci sull’attore / Emma Dante e Antonio Latella al Piccolo Teatro

È segno di apertura o piuttosto di ripiegamento, quando l’arte comincia a riflettere con insistenza su se stessa? A giudicare dalle proposte che hanno segnato questa stagione teatrale, per il teatro l’esigenza di meta-interrogarsi sulla propria funzione è urgente più che mai.  Limitiamoci al cartellone milanese: è approdato proprio in questi giorni in Triennale L’arte del teatro di Pascal Rambert che – dopo il fortunato La prova prodotto da Ert – torna a chiedersi cosa significhi essere un attore, rivolgendo un fulminante monologo a un cane-primo spettatore.   Paolo Musio in L’arte del teatro di Pascal Rambert, ph. Luca del Pia.    Al Piccolo Teatro, l’argomento sembra essere quasi un sotterraneo fil rouge della stagione: ha cominciato in autunno Toni Servillo con...

Pommerat/Arcuri per il CSS di Udine / Due favole sulla realtà

Le fiabe, si sa, raccontano in modo mascherato il nostro mondo profondo e anche quello dei nostri rituali e comportamenti quotidiani, trasposto in avventurose, avvincenti forme simboliche, con riflessi psicanalitici, antropologici e implicazioni esistenziali, esperienziali. Sarà per tali motivi che capita spesso di trovarle messe in scena a teatro, non solo per i bambini.  Negli anni novanta la Socìetas Raffaello Sanzio portò gli spettatori nel cuore di Hänsel e Gretel, Buchettino, Pelle d’asino, come percorsi nelle paure dell’in-fans, di chi non ha ancora parole per esprimersi, per dare voce e figura allo stupore, alla minaccia, all’abbandono, alla necessità di trovare la strada nei boschi della vita. Virgilio Sieni a cavallo del 2000 attraversò varie favole famose a passo di una...

Drammaturgie / Il “teatro nel teatro” di Eliade: un’ipotesi ermeneutica

I lettori italiani e attenti di Mircea Eliade sanno che il teatro rappresenta un interlocutore importante nella sua riflessione storico-filosofica. Il suo mastodontico corpus letterario e scientifico comprende, infatti, numerosi testi che riflettono sul lavoro degli attori e sulla funzione “soteriologica” che dovrebbe assolvere la rappresentazione drammatica. Si potrebbe ricordare, a tal proposito, almeno Diciannove rose, ossia l’ultimo romanzo di Eliade, da lui pubblicato in rumeno nel 1980, che costituisce senz’altro il documento più esplicito della sua concezione teatrale. Nel capitolo 11 del libro, il romanziere Anghel Pandele e l’attore Ieronim Thanase definiscono lo spettacolo come una «tecnica di redenzione», che procura a chi ne partecipa il raggiungimento di una misteriosa «...

Maryam del Teatro delle Albe / Gli anatemi di Ermanna Montanari

Di Maryam, passata alla storia come madre del figlio del Dio cristiano, si legge nella Sura 19 del Corano, uno dei tanti anelli di congiunzione tra due delle più importanti religioni monoteiste. Proprio a partire da questo anello il romanziere e giornalista Luca Doninelli, dopo aver assistito allo spettacolo di una lunga fila di donne islamiche che rendevano omaggio alla madre di Gesù nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, ha scritto un testo per il Teatro delle Albe (il secondo sodalizio, dopo l’adattamento di Martinelli de La Mano nel 2005). Lo spettacolo, che ha debuttato la settimana scorsa al Teatro Elfo Puccini di Milano per la regia di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, è una partitura in quattro movimenti: tre preghiere di tre donne, e una apparizione finale della...

Il cielo non è un fondale a Prato / Noi e Annie (Ernaux)

Il teatro raccontato dagli artisti. Del Cielo non è un fondale di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini ha già scritto su Doppiozero Graziano Graziani in occasione della prima romana. Per le recite di Prato (fino a domenica 12 al Fabbricone) abbiamo chiesto direttamente agli autori un intervento sulla genesi dello spettacolo, un’altra tappa del loro particolarissimo, antiretorico, quotidiano, lacerante, ironico “teatro dell’invisibile”, sospeso tra rappresentazione e suo svelamento, tra nuda verità e bisogno di storie e di emozioni.    Non è uno spettacolo tratto da O uno spettacolo su Non è nemmeno liberamente ispirato a Né dedicato    Siamo incappati nella sua opera come può succedere anche in un matrimonio riuscito: ti innamori di un altro, magari il dottore dove...

Conversazione con Claudio Longhi / Teatro partecipato, attore, regia, scrittura

Dal 2012 Emilia Romagna Teatro Fondazione produce a Modena progetti teatrali speciali definiti di “teatro partecipato”. Tali progetti si caratterizzano per l’impegno a tempo pieno di un nucleo stabile di attori professionisti in una serie di appuntamenti che nel corso di molti mesi, spaziando da cene-spettacolo a laboratori nelle scuole, da reading di grandi romanzi a partite di calcio, attraversano spazi culturali, ricreativi e commerciali della città, e coinvolgono la più varia umanità in una riflessione su uno specifico tema socio-politico di volta in volta posto al centro del lavoro. Spingendo sul pedale ludico da un lato e su un rigore intellettuale impregnato di materialismo storico dall’altro, coadiuvati dal dispiegamento di una sofisticata rete di partnership e una raffinata...

Pinocchio di Antonio Latella / Di Geppetto, e di altri padri bugiardi

Meglio guardarsi dai padri. Dalle loro ambizioni, dalle loro aspettative, e persino dal loro amore. La galleria di figure genitoriali che popola gli spettacoli di Antonio Latella è a dir poco inquietante: a cominciare dall’incestuoso Agamennone (in Santa Estasi, di recente proclamato miglior spettacolo 2016 dal Premio Ubu), per proseguire con l’insinuante e distruttivo Luca Cupiello (nel bellissimo Natale che ha replicato da poco al Carignano di Torino), fino al Geppetto comparso sul palco del Piccolo Teatro di Milano per il debutto di Pinocchio.   Ph Brunella Giolivo.   Tutti – siano essi eroi del mito, personaggi di una favola, o ordinari capifamiglia – danno mostra di un clamoroso fallimento della paternità, e delle sue funzioni affettive ed educative. Collodi sembra aver...

Una domenica di passioni / I fili del teatro. Scaldati, Eduardo, Leo

Come una lucerna, il pensiero umano crea storie che illuminano la grotta oscura. Fragili, infinite immagini come lampi tra rovine…     Assassina   Inizia così, con un canto dolce, strascicato come una salmodia, Assassina di Franco Scaldati, messo in scena da Enzo Vetrano e Stefano Randisi con la voce e i suoni dal vivo dei Fratelli Mancuso. Un viaggio di luce nell’oscuro, tra i detriti di esistenze marginali, come quelle di tutti, in una scena ambientata in un vecchio cesso pubblico abbandonato, azzurro e diroccato, tra animali visibili e invisibili che si divorano l’un l’altro, perennemente affamati, in lotta con l’ombra, che sfugge, che ci anticipa, che ci mangia, che ci sdoppia. Inizia così e risplende, Assassina, con quelle sue zone di profondo scuro, nella lingua dura...

Canti di augurio e dono / Il teatro segreto di Giuliano Scabia

Intona Laura Artioli, figlia di Eneide Notari, sorella quest’ultima di Ines, di Ersilio, di Sveno (nome di epico principe danese), di Dante, di Aurora, di Euridice, di Dalmazia, figli di Domenico Notari, detto Minghín, capomaggio dell’Appennino, muratore, volto scolpito nella pietra con occhi azzurri cielodimontagna; canta la nipote Laura, ormai proveniente dalla pianura, come tutti i nipoti:   Sempre negli infiniti mondi dentro il tempo appena nato che spera farsi eterno la vita dovunque fiorirà.   27 dicembre 2016. Siamo nella casa dei Notari, quella che fu abitata da Sveno, muratore anche lui come il padre e poeta nel tempo segreto, “murator sul foglio chino” a inventare ottave, come gli antichi poeti degli epici cantari. Siamo a Busana, nell’alto Appennino Reggiano, per gli...