AUTORI
Gianni Montieri
07.05.2018

Il posto, Gli anni, L'altra figlia, Memoria di ragazza, Una donna / Fotografie di Ernaux

Ferdinando Scianna una volta ha detto: «Dopo quarant’anni di mestiere e di riflessione sono arrivato alla convinzione che la massima ambizione per una fotografia è di finire in un album di famiglia». La frase la troviamo in documentario uscito per Contrasto nel 2009. Scianna lascia la frase sospesa, non la spiega perché non è necessario. La fotografia degna di finire in un album di famiglia è innanzitutto quella che vorremmo conservare, in seconda battuta è quella che ci parla, quella che dice qualcosa di noi. Un fotografo del livello di Scianna sa che quello che uno scatto include (insieme a quello che il fotografo sceglie di escludere), se riuscito, ci parla, ci racconta una storia; l’immagine è destinata a raggiungere un livello di dialogo, scambio e intimità con noi che la guardiamo,...

05.03.2018

Tempo di libri - incipit / José Saramago, Le intermittenze della morte

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, abbiamo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera. Riprenderemo i temi delle giornate - dalle donne al digitale -, daremo voce a maestri che parlano di maestri, i nostri autori scriveranno sugli incipit dei romanzi più amati, racconteremo gli chef prima degli chef, rileggeremo l' “Infinito” di Leopardi e rivisiteremo la Milano di Hemingway, rileggeremo insieme testi e articoli del nostro archivio, che continuano a essere attuali e interessanti.   «Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, poiché assolutamente contrario...

06.02.2018

Non si deve permettere che ci cambino il passato / Ricardo Piglia. Respirazione artificiale

“Sul telaio di quelle false illusioni si tendono le nostre sventure”. I grandi libri bisogna saperli aspettare. Aspettare, cioè, il momento in cui si sia pronti ad accogliere tutto quello che un determinato numero di pagine ci potrà dare. Quando, per alcuni anni, si rimanda la lettura di un romanzo definito capolavoro – capolavoro sul serio, non tanto per dire, come spesso di questi tempi si fa – significa che da quella lettura ci si aspetta molto; e, ancora, si sa che quel libro non ha una data di scadenza, essendo il capolavoro, per definizione, senza tempo e senza spazio e che – per fortuna – non richieda un motivo. Io ho deciso che il tempo per questo libro fosse questo gennaio e che i luoghi dove lo avrei letto sarebbero stati Buenos Aires e Montevideo, posti di un viaggio dal quale...

03.11.2017

George Saunders, Lincoln nel Bardo

Il Bardo è lo stato intermedio della mente dopo la morte, con la coscienza che viene separata dal corpo. È una transizione, questo è il significato della parola di origine tibetana. In questa fase di attraversamento la coscienza guarda (o dovrebbe guardare) a ciò che è stato, guarda al corpo come una cosa altra, il corpo è ancora con la coscienza ma è già distante; la coscienza ancora è, la mente ricorda, la mente vede, la mente confonde, la mente resiste e cede contemporaneamente, perché dopo il Bardo c’è la fine, il vero finale. George Saunders fa del Bardo un luogo mentale, un vero e proprio posto in cui i morti transitano e rivivono e ricordano e si muovono, e si attraversano l’uno con l’altro. Alcuni lasciano il Bardo subito, altri non vogliono attraversare rendendo la transizione...

03.11.2017

Nascondersi e manifestarsi / George Saunders, Lincoln nel Bardo

Il Bardo è lo stato intermedio della mente dopo la morte, con la coscienza che viene separata dal corpo. È una transizione, questo è il significato della parola di origine tibetana. In questa fase di attraversamento la coscienza guarda (o dovrebbe guardare) a ciò che è stato, guarda al corpo come una cosa altra, il corpo è ancora con la coscienza ma è già distante; la coscienza ancora è, la mente ricorda, la mente vede, la mente confonde, la mente resiste e cede contemporaneamente, perché dopo il Bardo c’è la fine, il vero finale. George Saunders fa del Bardo un luogo mentale, un vero e proprio posto in cui i morti transitano e rivivono e ricordano e si muovono, e si attraversano l’uno con l’altro. Alcuni lasciano il Bardo subito, altri non vogliono attraversare rendendo la transizione...

18.09.2017

Una matita per l'estate / Breve storia di alcune matite

  La matita che porto con me in questo periodo è nera con piccoli disegni bianchi, ormai un po’ consumati, viene dal Museo Carnavalet di Parigi; matita da bookshop direbbero i puristi, vero, ma le mie arrivano quasi tutte da quei negozi posti all’ingresso dei musei, e tratteggiano e sottolineano benissimo; mi ricordano i viaggi che ho fatto. La matita che porto con me è il mio pezzo di mondo, è una valigia che mi segue, un bagaglio che si è fatto trovare. Con questa matita ho sottolineato poesie, ho preso appunti a margine dei libri. Sono certo che tutte le citazioni annotate degli ultimi mesi le abbia decise lei. La uso anche per correggere sul taccuino le cose che ho scritto a penna, la matita trova l’errore, quando riapro le pagine se riconosco il segno che ha lasciato la matita...