AUTORI
Ugo Morelli
07.09.2018

Legami sociali / Gratuità e prendersi cura

“Vivere un’esistenza umana significa innanzitutto riceverla a partire da un riconoscimento che proviene dai propri coesistenti”. [Jean-Luc Nancy]   Aveva sentito le porte del metrò chiudersi come tenaglia sul suo polso mentre il treno ripartiva. Nel tentativo di non perdere la corsa aveva allungato il braccio infilandolo nella porta socchiusa, tenendo per mano la borsa da lavoro. Il meccanismo automatico non aveva funzionato e si era ritrovato con la borsa all’interno del vagone, lui sul marciapiede e il braccio nelle guaine di gomma della porta mentre il treno ripartiva. Per qualche passo aveva corso col treno nel tentativo di riaprire e riprendersi la borsa, ma aveva dovuto mollare la presa e salvarsi, rinunciando alla borsa che era caduta all’interno del treno. Dall’interno del...

04.09.2018

Speciale Aqua / Elogio dell’acqua

Trono Ludovisi, Afrodite sollevata dalle acque (Roma, Palazzo Altemps). Siamo “della razza di chi rimane a terra”, come canta Eugenio Montale in Ossi di seppia. Pur se il poeta dice di Esterina: “L’acqua è la forza che ti tempra,/ nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:/ noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo/ come un’equorea creatura/ che la salsedine non intacca/ ma torna al lito più pura”, poi conclude: “Ti guardiamo noi della razza/ di chi rimane a terra”. Strana genìa quella di homo sapiens sapiens: non solo sappiamo, ma sappiamo di sapere, eppure una volta sulla terra, dimentichiamo due volte le nostre origini. Veniamo dall’acqua come specie e ogni individuo della specie inizia la propria esistenza nel liquido amniotico, dove rimaniamo per nove mesi. La quantità di liquido...

15.08.2018

Non è tempo di ospitalità / Restare nel posto sbagliato

È notte inoltrata e bisogna tornare in albergo nella 96th west, in Upper west side. Siamo in Lower Manhattan e New York si è rilassata almeno un po’ a quest’ora. Non si capisce mai se questo fatto tranquillizzi o metta più ansia. Il modo migliore per andare a riposarci ci sembra la metropolitana; meglio ancora la linea veloce. La giornata è stata impegnativa e una doccia e una stanza sono una meta agognata. Il tempo di salire e prima ancora di sedersi tra qualche volto stanco il treno balza in avanti veloce, troppo veloce ci sembra. Un presagio. Quando siamo alla nostra fermata, quella più vicina alla meta, infatti, il treno non ferma e scopriamo che sarà Strivers’ Row la prima fermata. Non possiamo che restare, prima sul treno e poi per un lungo quarto d’ora sul marciapiede della...

08.07.2018

Parigi, 8 luglio 1921 / Edgar Morin. Eppur si crea

Lo scenografo di Federico Fellini e di altri grandi registi, Dante Ferretti, in una recente intervista, dice che Fellini passava a prenderlo tutte le mattine e gli chiedeva: “Dantino, che ti sei sognato?” Ferretti commenta: “Io dovevo inventarmi qualcosa”. E aggiunge, a proposito del suo lavoro: “Non lo so, che arte faccio? Non saprei. Quello che ripeto sempre è che nei miei film faccio sempre molti sbagli. Cioè commetto molti errori apposta, perché se in una ricostruzione è tutto perfetto, sembra un set cinematografico, non è la vita. Mentre ci guardiamo intorno, se andiamo in giro, i luoghi, le case, la nostra vita è disseminata di errori, nulla è perfetto. Ecco perché sbaglio volutamente, perché solo in questo modo quello che creo è credibile” (il Sole 24 ore, 11 marzo 2018, intervista...

27.06.2018

Rispondere all'incertezza / L’ira impossibile, ovvero: elogio dell’ira

Non è compito facile sottrarre l’ira alla sua fama. E la sua non è una buona fama. Inscritta tra i vizi capitali da Evagrio Pontico (Ibora, 345 – Egitto, 399), un monaco cristiano, scrittore e asceta greco antico, l’ira non si è più liberata della caratterizzazione negativa con cui è spontaneamente considerata.    Erotica/Irotica  “Sine ira et studio”, senza ira e parzialità, fu l’espressione usata da Tacito (Annali I, 1) con riferimento al proprio programma storiografico, talvolta citata per sottolineare l’obiettività di un proprio giudizio o atteggiamento. Ancora una volta l’ira assume una connotazione negativa e problematica, quella di un fattore di disturbo del giudizio e causa del turbamento di una presunta obiettività.  Eppure non dovrebbe essere difficile...

19.05.2018

È l'origine della nostra fine? / Curiosità. In nome di Pandora

“La curiosità esiste per ragioni proprie” [Albert Einstein]     Si dice curiosità e viene in mente l’occhio. “Concupiscientia oculorum”, concupiscenza degli occhi, la chiamava Agostino d’Ippona, e metteva in guardia dalla tentazione di voler contare le stelle o i granelli di sabbia in quanto, secondo il suo parere, quella curiosità non solo era vana ma costituiva un ostacolo sul cammino della devozione. Anche Bernardo di Chiaravalle nel dodicesimo secolo colloca la curiosità tra l’accidia e l’orgoglio: “Ci sono coloro che vogliono sapere al solo fine di sapere, e questa è turpe curiosità”, scriveva, come riporta N. Kenny in The Uses of Curiosity in Early Modern France and Germany, Oxford Unieversity Press, Oxford 2004. Eppure fin da Eva e Pandora il mito non concede attenuanti...