Lavagna
Enrico Manera

Enrico Manera (Torino, 1973). Specializzato in Scienze della cultura e dottore di ricerca in filosofia, insegna filosofia e storia in un liceo torinese. Ha svolto coordinamento redazionale in area storico-filosofica, curato materiali per l’editoria scolastica e scrive su riviste scientifiche. I suoi interessi principali vertono sulle teorie del mito e della memoria culturale in età contemporanea e sulle intersezioni tra filosofia, antropologia e storia delle idee. http://arrigomalera.blogspot.com/

10.01.2017

P. M. A. Cywiński, Non c’è una fine. / Trasmettere la memoria di Auschwitz

A oltre quindici anni dalla legge istitutiva del Giorno della memoria la nostra conoscenza di cosa diciamo quando diciamo Auschwitz si fa sempre più ampia, anche per il grande numero di ricerche, pubblicazioni e riflessioni sul tema; allo stesso tempo più aumenta la conoscenza della galassia che ruota attorno ad esso – per profondità, vastità, dettagli – più si staglia nitida dallo sfondo la domanda che, in qualche modo, il libro di Piotr Cywiński pone con pacata urgenza. Che significato ha questa memoria, quando ci attraversa, e soprattutto, come la usiamo? Non c’è una fine è stato scritto del direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau (in carica dal 2006), edito nel 2012 in polacco e inglese con il titolo Epitafium / Epitaph, ora in italiano per i tipi di Bollati...

22.11.2016

Tabloid inferno di Selene Pascarella / La ballata delle narrazioni tossiche

Diversi anni fa, alla prima collaborazione con un quotidiano, ebbi un assaggio del mondo della comunicazione nel terziario culturale avanzato del nuovo millennio. In breve, non si riusciva a trovare un collaboratore disponibile in tempo zero a scrivere l'obituary di un intellettuale; ero il redattore che doveva risolvere il problema e dopo un po' di telefonate andate a vuoto presi una decisione impulsiva. Scrivere il pezzo, senza saperne niente, ma proprio niente. Dopo un'ora di ricerca in rete e di stesura mi trovai con un buon pezzo che piacque a tutti, pronto per andare in pagina. Era solido e rigoroso, persino toccante: sembrava l'omaggio, breve e intenso di un vero specialista, un allievo devoto, un lettore attento e di lungo periodo. Problema risolto, grande soddisfazione di tutti...

05.11.2016

Peccato originale, unioni civili e karma / Di chi è la colpa?

Ci risiamo. A quanto pare per alcuni il terremoto sarebbe correlato alla colpa del peccato originale o delle unioni civili, mentre in rete altri (r)umori trash si sono addensati sul “karma” negativo delle città produttrici di salumi o sulla “necessità” di “benedire” la terra.   Superfluo dire quanto sia inaccettabile che in mezzo a tanto dolore e a tanti problemi le persone colpite dal sisma debbano anche sopportare che nel discorso pubblico circolino simili dabbenaggini (non trovo parole più adeguate e non mi piace usare quelle offensive); detto questo non ce la caveremo semplicemente additando o irridendo l'irragionevolezza, il fanatismo, la superstizione, la pochezza, la paura e la follia che stanno lì dietro.   C'è un tratto di lunghissimo periodo nella storia del pensiero...

19.09.2016

La scuola e i suoi compiti

Come ogni anno media e social network hanno trovato l’argomento per iniziare a parlare a scuola. La “lettera del padre che non ha fatto fare i compiti al figlio durante le vacanze”, forse anche contro le sue intenzioni, ha aperto il fuoco in una sorda guerra a bassa intensità tra genitori e insegnanti. I fatti possono essere riassunti brevemente: in una città della provincia settentrionale un padre scrive una lettera di giustificazione agli insegnati del figlio, che all’inizio della terza media si presenta al rientro in classe senza aver fatto i compiti, di cui ignoriamo completamente entità e quantità. Nella lettera, che la pubblicazione su Facebook ha reso virale con seguito di dibattito e reazioni, si assume la responsabilità della scelta e di aver “fatto molte cose durante l’estate...

22.04.2016

La canzone della libertà di Carlo Pestelli / Bella ciao

Musica e mitologia si somigliano se è vero che la mitologia è il «movimento» di una «massa di materiale tramandata in racconti ben conosciuti che tuttavia non escludono ogni ulteriore modellamento», come ha scritto Kerényi. Entrambe sono fusione di «arte» e «materiale», «espressione conforme ai tempi», piena di significato autonomo e non derivato. Sono un variare sul tema, all'interno di un processo poietico di ricezione e rielaborazione: per Lévi-Strauss (meno intellettualistico e cerebrale di quanto si pensi) «mitologia e musica sono macchine per sopprimere il tempo» il cui linguaggio è quello dell’emotività, generata da una «segreta significazione» capace di suscitare «potenza» e «maestosità» in virtù della «selva di immagini e segni» simili a sortilegi.   Soprattutto, musica e...

24.03.2016

Guerra alla guerra / Wu Ming, L'invisibile ovunque

Al centro della nuova esplorazione narrativa del collettivo bolognese è la Grande guerra, l'evento che trasforma il mondo nel mondo moderno e che inaugura il Novecento, sulla cui importanza per l'oggi non si scriverà mai abbastanza.Qualche tempo fa il reportage di Wu Ming 1, Cent’anni a Nordest: viaggio fra i fantasmi della guera granda, prima su «Internazionale» e poi pubblicato in forma estesa, ha aperto il fuoco sul tema dell'uso pubblico della storia della guerra, attraverso un'indagine sulla memoria del conflitto, della difficile vittoria e dell'irredentismo, in relazione al nazionalismo sul “confine orientale” e, in tempi recenti, al venetismo filo-putiniano e alle nostalgie asburgiche che si agitano nel Nordest. In quelle pagine, a contrasto, proprio nei luoghi della guerra...