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Dijon, 22/27 novembre / Imparare ad aprire le ombre

lunedì   Mi trovo a Dijon da due giorni per l’allestimento di un’opera di Haydn, L’isola disabitata, che debutterà sabato prossimo. Luigi è qui da poco meno di un mese a provare coi cantanti. Al mio arrivo trovo Madame Devret ad accogliermi nell’appartamento di rue Berbisey che l’Opéra mi ha destinato. Da quando siamo stati chiusi, ogni volta che mi trovo ad alloggiare in una casa non mia, molto spesso in realtà, non riesco a non pensare come sarebbe trascorrerci un intero lockdown. Questa casa è calda e confortevole, ha il soffitto e i pavimenti in legno e una bella vetrata che divide la zona giorno dalla zona notte. Solo che ha punti luce decentrati e soffusi, di quelli che mandano morbidi aloni ocra tutto intorno e sembra fatta solo per trascorrerci serate infinite a chiacchierare con gli amici, magari con un bicchiere tra le mani (questa casa, infatti, è piena di bicchieri, tutti bellissimi).   Io però dovrò scriverci e studiare, almeno per il tempo che non trascorrerò in teatro. La prima cosa che faccio rimasta sola, dunque, è svitare e riavvitare freneticamente le lampadine e spostare ogni lampada possibile per concentrare la luce in un punto che coincida quanto...

Nei panni di Mercuzio

La scorsa settimana Mercuzio non vuole morire - l’ultimo spettacolo di Armando Punzo e della sua Compagnia della Fortezza - è uscito dal carcere ed è arrivato a Roma per un rocambolesco e ardito debutto al teatro Palladium. Gli spettatori romani si sono trovati di fronte ad una scena articolata e immensa, non grande come quella di Volterra, pensata per spazi all’aperto (l’abbiamo raccontata in estate su doppiozero), ma allo stesso modo travolgente: fin dall’inizio una frenesia di attori affolla il palcoscenico e la platea, fondendo in uno i due spazi. Cittadini dalle mani rosse di sangue, clown, Giuliette, uomini di pietra… tutti testimoni, a suon di musica, di una tragedia che sta per verificarsi, quella delle famiglie Montecchi e Capuleti, fino a che il regista Punzo decide che occorre fermare la Storia. E per bloccare questo processo inarrestabile è necessario lasciare che Mercuzio - l’amico che Romeo accusa di “parlare di nulla”, di fate e sogni - ci inondi con la sua trama poetica e leggiadra; è necessario lasciarlo parlare ed è necessario che ognuno di noi lasci liberare il Mercuzio che ci...