Scritture

Marco Peano. Chiari lutti

Una donna torna a casa per morire. Questo è l'inizio de L'invenzione della madre, romanzo d'esordio di Marco Peano (minimum fax 2015). La donna è malata di cancro in varie forme da nove anni, le metastasi inarrestabili hanno raggiunto il cervello: la sua unica sorte possibile – anche se lei non lo sa, perché gli altri scelgono di recitare la finzione di un qualche tipo di sviluppo improbabile – è aspettare in un letto. E l'unico movimento del romanzo sarà il disfacimento del corpo, l'unico tempo quello statico e totalitario della malattia. La narrazione distrugge la stessa idea di viaggio, di percorso: la donna si disintegra lentamente, suo figlio ventiseienne non cresce, la provincia abulica in cui i personaggi stanno e...

Alejandra Pizarnik e il pharmakon del linguaggio

“Le parole / non fanno l’amore / fanno l’assenza”, dipingono il contorno del vuoto, cadendoci dentro con lo stesso suono di una goccia che dal cielo precipita sul fondo di un pozzo. Le parole rimbombano, le parole si parlano, le parole si sgretolano.   Alejandra Pizarnik nasce ad Avellaneda, presso la capitale argentina, nel 1936, da una coppia di emigranti ebrei di origine russa, che intingono, fin da subito, le radici della piccola bicho (“bestiolina”, come soleva affettuosamente chiamarla l’amico Julio Cortázar) in un eterno e irrimediabile altrove. Per esser-ci, per sentirsi esistente hic et nunc, nella sua patria geografica ed esistenziale, Alejandra ha un unico strumento, un pharmakon – medicina e veleno al tempo stesso...

Aldo Buzzi: un autoritratto epistolare

«Il cane come sta? Scrive?». «Sì, mi è appena arrivata una cartolina: 'Caro padrone' scrive 'io sto bene e così spero di te'». «Non scrive altro? ». «Mi sembra già una gran cosa che un cane scriva. Non sono molti i cani che scrivono ai padroni» [...] «Ma allora, col tempo, si potrà raccogliere un epistolario... Che dice?... Forse da pubblicare... Sempre meglio delle lettere di...»   Questo surreale dialoghetto dal vago sapore gogoliano (tratto da Un debole per quasi tutto), nel quale Aldo Buzzi (1910-2009) ironizza sugli eccessi di certe raccolte epistolari, extrema ratio di famelici “curatori” dal rigore filologico più o meno dubbio, mi è...

Armando Minuz. Bosco e sangue

Davvero molto interessante l’esordio letterario di Armando Minuz (Ho portato sulle spalle mio padre), collaboratore della rivista La luna di Traverso e chitarrista nei Waldo Jeffers Quartet. È nato ai piedi delle Dolomiti, ma ormai da anni vive a Parma e proprio nella città emiliana, ma soprattutto sull’Appennino è ambientato questo racconto lungo, caratterizzato da una scrittura secca e senza orpelli.   Il protagonista è Emilio, professore di letteratura italiana presso l’Ateneo parmense, un uomo ferino che vive al limite del mondo. Il racconto comincia con un pugno che Emilio dà sul naso di un suo studente. Alla vista del sangue, che sgorga interminabile dal povero ragazzo, Emilio fugge sconvolto. Il sangue è sicuramente...

Che lingua africana parli?

English version     Quante cose possono cambiare in cinque giorni? Tante, ho scoperto. Quando sono arrivata a Kampala, ho trovato un gruppo di studenti d’arte più o meno timidi, con un’idea di sé più o meno definita. Quando sono partita da Kampala cinque giorni dopo, ho lasciato 20 individui con le certezze in frantumi, ma una più salda fiducia in se stessi. Non si è trattato di un miracolo. Ma del lavoro svolto insieme a Simon Njami nei cinque giorni del workshop intensivo AtWork, organizzato in collaborazione con il dipartimento e la galleria d’arte dell’Università di Makerere e la Fondazione Maisha.   Cinque giorni di ricerca, condivisione, confronto ed elaborazione, durante i quali i partecipanti si...

Which African language do you speak?

Italian version     How much can change in 5 days? As I discovered, quite a lot. When I first arrived to Kampala I found a group of more or less shy art students with more or less certain ideas of who they were.  When I left Kampala 5 days later, I got to know 20 individuals, with their certainties shattered, but their confidence solidified.  It wasn’t some kind of magic.  They were simply put at work by Simon Njami during the 5-day intensive AtWork workshop, held in partnership with Makerere University’s  art school and art gallery and Maisha Foundation. 5 days of questioning, sharing, exchanging, elaborating, metaphorically and literally taking their shoes off and exploring the notions, spaces and territories, where they have not set their...

Helen Keller, Il silenzio delle conchiglie

Il racconto della vita di Helen Keller, sordocieca, attivista, figura centrale nel Novecento americano – cosa ha realizzato, quanto lontano si è spinta nel Novecento appena trascorso malgrado la sua radicale infermità, o forse proprio grazie alla spinta propulsiva della malattia, e indubbiamente grazie a un’energia, un coraggio e un’intelligenza fuori dal comune – richiede prima di tutto il tentativo di descrivere la potenza dei segni. I sensi sono qualcosa che tradizionalmente diamo per scontato; diamo per acquisito il legame che un bambino stabilisce attraverso la vista e l’udito tra l’oggetto e la parola che lo rappresenta, certo arbitrariamente, ma in modo stabile. Lo racconta il film di Arthur Penn sulla vita di Helen Keller The...

Produrre e condividere

“Teste e colli. Cronache dell'istruzione ai tempi della Buona Scuola” è un progetto editoriale de il lavoro culturale che nasce dall'intreccio di riflessioni, spunti, interviste, connessioni nate fra autori che si occupano e lavorano nel mondo dell'istruzione pubblica in Italia e all'estero. Il titolo si richiama alla provocatoria immagine evocata dal filosofo Michel Serres per descrivere i ragazzi e le ragazze del XXI secolo: non più teste piene di nozioni o teste ben fatte, ma agili tronconi di teste aperte al vento di informazioni della Rete. I temi toccati sono i più svariati, come del resto impone un oggetto complesso quale è la scuola, dall'attuale progetto di riforma alla formazione degli insegnanti, dalla “...

Lacuna, di Nicola Gardini / Estetica della mancanza

Lacuna di Nicola Gardini è la storia di un innamoramento, della fascinazione per una parola-ossimoro che veste il vuoto e dà definizione di ciò che non si può o non si vuole definire. Lacuna è uno spazio vuoto, talvolta una fila di puntini, un'interruzione improvvisa, una sospensione brutale cui segue una pagina bianca. Lacuna è ellissi, taglio, silenzio e occultamento, insomma, non guasto, perdita o usura, non insufficienza comunicativa né mutilazione censoria, bensì omissione intenzionale dell'autore che fa spazio al lettore nella sua opera. Questo il fulcro del lavoro di indagine letteraria che Gardini intraprende negli spazi più misteriosi della letteratura, quei luoghi bui dove le parole non arrivano, dove l'autore non ci accompagna e siamo costretti a percorrere da soli un...

Carmen Pellegrino. Cade la terra

'Mi ha ingannata l’amore'. Immagino Estella ripetere queste parole e mi stupisce che il passo dell’esile protagonista del primo romanzo di Carmen Pellegrino, Cade la terra, non si faccia incerto, mi sorprende che non si guardi i piedi, che non lasci ai lunghi capelli biondi il compito di coprirle il volto. Si muove lineare, invece, senza incertezze: 'Dovevo pensarci prima. Va bene, va bene, dovevo farlo'. Anche la prosa si muove come Estella, non ha le pause né gli inciampi e gli ingorghi di una punteggiatura complessa, quasi assenti i punti e virgola; i periodi, brevi, sembrano voler dire e basta, suggeriscono una continua contemporaneità, come un incalzare degli eventi che si sovrappongono in un narrare asincrono.   Che ne è del...

Dai tombini di Torino

Un nuovo segnale è stato recentemente emesso dalla galassia Senzanome, raccolto e ritrasmesso dalle edizioni Alegre di Roma che così inaugura la collana Quinto tipo, diretta da Wu Ming 1 e dedicata agli «oggetti narrativi non identificati». Si tratta di libri che erodendo le cornici retoriche codificate e ibridando le tipologie testuali svolgono attività di guerrilla comunicativa e invitano a rileggere obliquamente il nostro mondo: lo stesso che abuso di comunicazione di massa, ronzio di fondo da socialnetwork e inquinamento narrativo diffuso rendono difficile da vivere, decodificare, amare.   Non ci potrebbe essere esordio più felice. Diario di zona raccoglie scritture inizialmente destinate da Luigi Chiarella al suo blog, da cui il nome...

La vita a volte è sopportabile. Ritratto ironico di Wisława Szymborska

Pubblichiamo un estratto di La vita a volte è sopportabile. Ritratto ironico di Wisława Szymborska, libro + dvd, scritto da Katarzyna Kolenda-Zaleska, regista del Film.       Ho conosciuto Wisława Szymborska in viaggio. Ci siamo incontrate a Palermo e in seguito abbiamo visitato splendidi angoli di Sicilia, colline toscane assolate, misteriose falesie in Irlanda, stradine strette a Amsterdam, piazzette a Bologna, Padova, Ravenna e in molte altre cittadine italiane. Ci siamo viste spesso anche a Cracovia, sua e mia città natale. Ricordo Szymborska come un’infaticabile cacciatrice di cose belle o insolite che si entusiasmava per ogni nuova scoperta. Quei viaggi assieme hanno cambiato sia me sia il mio modo di guardare il mondo, perché grazie a...

Campioni # 10. Fabio Pusterla

Amaranthus palmeri   I.   Noi, che ignoriamo le forme del futuro, assistiamo al movimento dei paesaggi, e sono transiti e metamorfosi strane.   Come navi certi bianchi cimiteri di pianura a volte prendono il largo, le colline nere si inchinano al loro passaggio, si sfaldano piano in grisaglie di nubi. E le valli coperte di nebbia rivelano al lampo cantieri, trafori tormentosi voluti  o non voluti verso un altro versante del tempo, non si sa se migliore o più truce, tralicci, capestri, depositi di roba, lunghe file di profughi, treni. La vastità dei campi si apre sul vuoto, dementi stormi  di gazze e allodole precipitano nel buio forse indicando col becco orizzonti. La rupe e il sentiero scosceso degli anni, il più duro...

Houellebecq lercio misantropo

Michel Houellebecq ha sempre giocato sullo scandalo, salvo a volte inciampare nella pietra che lui stesso ha posato, sia sul piano personale delle ripercussioni che le sue prese di posizione hanno provocato nella sua vita privata, sia nella ricezione delle opere. Riscontri delle vendite a parte. Sottomissione non ha fatto eccezione; semmai ha accentuato gli effetti. Certo questo è stato causato anche da tragici eventi imprevisti, almeno nei tempi e nei modi, ma non certo imprevedibili in assoluto, di cui lo scrittore non ha nessunissima colpa. Sta di fatto che la coincidenza ha proiettato sull’argomento del libro una luce diversa da quella preventivata, e che le letture e il dibattito si siano spostati sull'asse socio-politico, lasciando in secondo piano, o addirittura...

José Emilio Pacheco. Infanzia e assedio della modernità

Quella della modernità è una storia assai più antica della modernità stessa. È un susseguirsi di assedi più o meno tempestivi, di conquiste immediate o di accerchiamenti dilatati; una lunga e ciclica durata la cui trama soggiacente, fatta in essenza di livellamento, appetiti universali e capricci di dominio, pare scritta da un Procuste stolido e mangione. Una storia eurocentrica che, a leggerla da una certa prospettiva, la stessa che qui si desidera adottare, procede per salti e comincia ben prima dell’origine convenzionale che la àncora all’ascesa di razionalità, spirito scientifico e capitalismo. E invero può essere vista nella sua dotazione di violenza in un evolversi di fasi anticipatorie che si ripetono senza...

Riga 35. A cosa serve la filosofia?

Il 19 febbraio 2015 esce il nuovo volume della collana «Riga» (Marcos Y Marcos) dedicato a Michel Serres. Il volume, a cura di Gaspare Polizzi e Mario Porro, segue il complesso itinerario del filosofo francese, cronologico e tematico, rendendo conto della sua proposta filosofica. Un libro di filosofia e insieme un manuale per leggere il contemporaneo. Pubblichiamo qui, in anteprima, una conversazione tra Jean-Paul Enthoven e il filosofo francese.   Stato civile? Cinquant’anni, un volto d’impressionante dolcezza e capelli bianchi. Filosofo, autore di tredici libri in tredici anni, libri sonori e rigorosi come poemi, di cui Carpaccio, Zola, Jules Verne, Lucrezio, Musil, Balzac o La Fontaine sono il pretesto. Professore alla Sorbona dove, ogni sabato, dice cose singolari; dove,...

Elementi di schermologia

Che cos’è uno schermo? Qual è la natura della nostra relazione con questo dispositivo sempre più centrale nelle nostre vite singolari e collettive? Per Huhtamo da un lato gli schermi sono i supporti dell’apparizione dei fenomeni visivi e, al contempo, superfici sulle quali il soggetto proietta i propri “fantasmi”. Dall’altro lato, gli schermi sono elementi di protezione dalla radiazione luminosa, cioè enti relati alle ombre (le quali da sempre, almeno dalla teatro della caverna platonica in avanti, hanno accompagnato segretamente la forma mediante la quale i filosofi pensano il fenomeno in quanto oggetto separato). L’operazione di Huhtamo è dunque quella di una rilettura – attraverso gli schermi – del...

Austen mania

Effetto dell’Austenmania, ovvero di quel fenomeno in perenne evoluzione che discende dal culto di Jane Austen e dei suoi romanzi, Longbourn House è una delle sue manifestazioni più compiute. Oltre ai sequel di Orgoglio e pregiudizio o di Ragione e sentimento che hanno avuto un buon esito di mercato, sono uscite le serie con Elizabeth Bennet, protagonista assoluta sempre in rotta con il tenebroso Mr. Darcy. E ancora, a puntate, le avventure di Jane Austen investigatrice, fino alle saghe vampiresche con tanto di sorelle Bennet in veste di combattenti ninja.   Austen non è più Austen ormai, ma un marchio di fabbrica, un brand buono per tutte le occasioni da puntare al risvolto del cappotto come la sua immagine dipinta in ovali di legno venduti alle...

Huang Rui, dalla Cina andata e ritorno

Huang Rui nasce a Pechino nel 1952. A seguito della Rivoluzione Culturale, viene inviato nella Mongolia Interna dove lavora come bracciante agricolo. Alla fine degli anni ‘70 ritorna a Pechino. Il governo cinese ha appena lanciato una nuova campagna, quella delle “Quattro Modernizzazioni”, enunciata da uno degli uomini più influenti del partito, Zhou Enlai. La sua formazione è da autodidatta. Solo dopo il 1976 inizia una sua attività pubblica come intellettuale e artista; nel 1978 co-pubblica assieme ai poeti Bei Dao e Mang Ke la rivista Jintian (“Oggi”), la più importante del periodo post-rivoluzionario. Sempre in questi anni l’artista fonda, insieme a Ma Desheng, Yan Li, Wang Keping, Yang Yiping, Ai Weiwei e altri ancora,...

Milano terminale

Quando frequentavo l'Università Statale avevo in effetti una certa fretta di tornare a casa, ma se avessi parlato con i miei coetanei divenuti poi romanzieri, non avrei nemmeno osato metter piede a Milano, ci sarei fuggito a gambe levate e con i capelli dritti. Una koinè generazionale ci offre un'immagine terrificante del capoluogo lombardo (e dintorni) che dovrebbe consigliare Pedullà e Luzzatto a un aggiornamento dell'Atlante della letteratura italiana, magari sotto il nome di Milano terminale o Lombardia agonistica e agonica.   Aveva cominciato presto Giuseppe Genna, con Assalto a un tempo devastato e vile, a usare le tinte più cupe per tratteggiare alcune zone di Milano, in particolare legate al lavoro (il racconto Fatica) o del...

Van Gogh e i suoi libri

“I libri la realtà e l’arte sono una sola cosa per me”  Vincent, lettera al fratello Theo, L’Aia, 11 febbraio 1883   Questa frase è oggi diventata una mostra: Van Gogh. La passione per i libri. Si tratta di qualcosa di diverso per Vincent van Gogh questa volta, una mostra in biblioteca tra i suoi libri più amati, più di quaranta, alla Sormani di Milano (fino al 25 febbraio). È così che scopriamo lo specchio più inedito di Vincent che non era certo l’artista impulsivo e spontaneo che è stato dipinto. Una mostra da leggere e da osservare, una passeggiata anti-mitologica in dodici teche a tema che raccontano la vita di Van Gogh attraverso i suoi libri e le citazioni dalle lettere al fratello...

Raffaele Riba. Un giorno per disfare

Un giorno per disfare è il primo romanzo di Raffaele Riba, cuneese classe 1983, ma risulta notevolmente diverso dalla stragrande maggioranza delle opere d'esordio che affollano le librerie. Snello come un racconto lungo, il romanzo di Riba affronta interrogativi per nulla scontati e le singole vicende esistenziali che mette a fuoco si svincolano da cliché di età o ruolo per aprirsi, nella seconda metà del testo, a una conclusione che pur venendo rivelata fin dalla prima pagina origina da dinamiche inattese.   La prima cosa che salta all'occhio, seguendo i personaggi di Raffaele Riba, è il loro immobilismo. Immobilismo che, si noti bene, non è assenza di mobilità. Trascinati da un paese all'altro, da una situazione a...