Scritture

Wu Ming. L'armata dei sonnambuli

L'uscita de L'armata dei sonnambuli di Wu Ming, il nuovo romanzo del collettivo bolognese che ha già avuto tre ristampe in poche settimane, è l'occasione per ragionare su un'officina letteraria che è anche un cantiere di riflessione sociale e politica vasto e ramificato, fortemente radicato in rete e su Giap in particolare. Un factory che ha ormai quindici anni – da quando cioè Q conquistava l'attenzione dei lettori con un romanzo storico ambientato durate la riforma protestante che era anche un vero e proprio western teologico.   Da allora romanzi di gruppo e opere soliste hanno messo in scena conflitti e creato cortocircuiti in diversi ambiti, dalla Resistenza di Asce di guerra alla questione di Trieste e del confine orientale...

Tiziano Terzani, Un’idea di destino

“7 ottobre 1996, Francoforte. Fiera del Libro. Mai più. 10 ottobre 1996, Amburgo. Spiegel addio. 16-19 ottobre 1996 Cernobbio. Aspen. Basta con questo mondo. […] Viviamo in strani tempi dove la letteratura è pubbliche relazioni, dove quel che si produce non conta, basta che venda, dove le relazioni sono virtuali, dove la conoscenza viene uccisa dall’informazione, dove le menzogne sono vendute come verità, dove la dittatura della mente domina la democrazia, dove i cittadini e le menzogne sono al centro dell’universo. La moralità è persa, tutti i criteri sono economici, l’economia mette fuori gioco l’etica e l’estetica. Dove può condurre questo credere solo nell’economia?”   In quei...

La scuola dovrebbe insegnare a nominare le cose / Andrea Bajani. La vita non è in ordine alfabetico

In un’intervista pubblicata su Repubblica, Andrea Bajani dice che solo le parole possono salvarci, e che la scuola dovrebbe insegnare a nominare le cose: inventare parole, piegandole, montandole, così che possano dire per bene, e dire per noi, il mondo.La scuola fa anche da cornice all’ultimo libro dello scrittore torinese pubblicato per Einaudi, La vita non è in ordine alfabetico: un maestro e le sue ventuno lettere con le quali, questo il maestro dice ai ragazzi, si può fare tutto.La vita non è in ordine alfabetico (Einaudi) sono trentotto brevi racconti.Eppure, come l’attimo della bambina con il costume verde in copertina, che allarga le braccia come alla «fine di un’acrobazia, l’uscita da una capriola o dalle parallele», contengono molto di più.Il passato e il presente, tutta la...

Campioni # 3. Gabriele Frasca

Gabriele Frasca, Rimi, I da Id., Rimi («Bianca» Einaudi, gennaio 2013), p. 33   che ci sia un piano è certo ma lo scopo della bonifica si scopre in proprio. quando per ogni assenza s’arroventa un raggio da stagliare nel tramonto. come all’approssimarsi della sera dovesse darsi in mille pezzi il giorno. ciascuno luminoso ancora il giusto ma solo d’una luce tutta sua. finché comprendi che credesti un sole lo sciame delle stelle appena spente. che solo perché stampano dal corpo l’ombra che detti giureresti attive. se nel chiarore di quei morti incendi li ravvivi per quanto più ti stagli. e scorgi in loro quello che hai creduto tenerti in te nell’intimo tenace. così che poi sembra che sia un albergo quella...

Villalobos. Se vivessimo in un paese normale

Messico, primi anni Ottanta. Oreste vive a Lagos de Moreno, un anonimo paesotto nello stato di Jalisco dove la gente tende a credere all’esistenza dei santi e degli extraterrestri, i preti condizionano irreparabilmente l’educazione sentimentale maschile e l’erotismo è una questione tanto umana quanto bovina. Ha quasi quattordici anni, vive con la sua famiglia in una casetta che pare una scatola delle scarpe, ha sei fratelli – Aristotele, Archiloco, Callimaco, Elettra, Castore e Polluce – ed è il protagonista di Se vivessimo in un paese normale, l’ultimo, divertente romanzo di Juan Pablo Villalobos, tradotto dallo spagnolo da Stefania Marinoni per gran vía edizioni.   Oreo (così lo chiamano familiari e amici) trascorre...

Gli oggetti di Fiori

Umberto Fiori (Poesie 1986-2014 - Mondadori, 2014) si aggira per la città, camminatore solitario, vigile, attentissimo. Osserva scene, situazioni, eventi urbani, luoghi, oggetti, cercandone sempre la parte in ombra, quella che sfugge allo sguardo consueto, strappando luoghi e oggetti al loro uso e alla loro funzione. Ed è proprio questa disfunzione che getta su di loro un altro significato, ci spiega Fiori con la classica forza della similitudine, come quando cade dal tavolo una carta dei tarocchi e noi vediamo sul pavimento il viso della papessa finalmente unico, sottratto alla sua allegoria. La poesia di Fiori racconta questa unicità in cui gli oggetti si presentano allo sguardo veritiero e dentro tale sguardo accadono nuovamente. È una poesia dell'...

Duras. Moderato cantabile

Moderato cantabile di Marguerite Duras (Nonostante edizioni, traduzione e postfazione di Rosella Postorino, pp. 136, euro 15,00) è un romanzo di fantasmi. Fantasmi nel senso etimologico del termine, apparizioni, ierofanie del desiderio. Fantasma è il corpo esanime della donna che nelle prime pagine del romanzo appare stesa a terra in un caffè del porto. Fantasma è la figura dell'uomo che l'ha appena uccisa, chino su di lei, mentre la chiama amore, mentre la bacia sulla bocca e si sporca le labbra del sangue che lentamente le fuoriesce dai denti.   Fantasmi sono i loro due corpi uniti, vere e proprie apparizioni agli occhi di Anne, la protagonista, che dalla casa di fronte ha sentito le urla e ora è lì, all'entrata del caff...

L'onta del significato

La pubblicazione presso L’orma – come numero 2 della nuova serie della collana fuoriformato (pubblicata per 31 volumi da Le Lettere, fra il 2006 e il 2012) – di Una profonda invidia per la musica. Invenzioni a due voci con Paolo Terni, di Giorgio Manganelli, rappresenta un adempimento lungamente atteso. Sin dall’inizio del progetto di fuoriformato, infatti, volevo pubblicare nella loro originale forma fonografica le bellissime conversazioni a tema musicale che Manganelli ebbe con Terni a Radio Tre Rai nel luglio del 1980, e che già erano conosciute – solo in forma trascritta, però – nel libro di Terni, Giorgio Manganelli ascoltatore maniacale, pubblicato da Sellerio nel 2001. Complesse questioni di diritti hanno reso possibile solo ora...

Marco Magini. Come fossi solo

Dirk, Romeo, Dražen: un casco blu olandese, un giudice del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, un soldato serbo-croato. Sono tre uomini che non si conoscono, eppure si troveranno uniti per sempre da una stessa storia che ha nome Srebrenica. Dirk non vorrebbe più svegliarsi, riesce a percepirsi quando si taglia ed è lui stesso che sanguina, Dražen si accusa per non impazzire, il giudice González lascia la toga per poter continuare a convivere con la sua coscienza. Tre uomini, tre punti di vista in soggettiva portano il lettore nella testa di Dražen che uccide, di Dirk che osserva impotente e di Ramon che, dopo, dovrà giudicare – il massacro lo raccontano loro due, il soldato arruolato nelle file dell'esercito della Repubblica serba...

Claudio Panzavolta. L'ultima estate al Bagno Delfino

L’Italia alla fine del secolo: il rito della vacanza, gli amori in spiaggia, le nostalgie e le malinconie giovanili. L’ultima estate al Bagno Delfino (ISBN edizioni) copre un arco di tempo che va dalla fine degli anni Ottanta al 2014, un gruppo di ragazzini che crescono in un sorta di quotidianità vacanziera già in parte fuori dal tempo. La spiaggia come microcosmo di storie e passioni, un luogo a tratti immaginifico a tratti desolante in cui ognuno ha un ruolo dal bambino all’adulto, dal bagnino alla madre ansiosa e soprattutto un luogo dentro al quale prima o poi ognuno è chiamato a recitare la parte dell’altro. Si gioca, si cambia e s’invecchia sulla spiaggia al cambiar delle stagioni, al passare degli anni.   Fabio mette i...

Una voce nel tempo

Non accetto però lo faccio. Però non accetto. (Valeria Parrella, Tempo di imparare) Persona, spazio, tempo. Una voce senza nome, la voce di una donna, parla da una città che pure non è nominata. È Napoli: continuamente allusa, descritta per dettagli, parti per il tutto, scorci; additata da qualche riferimento esplicito, ma sporadico (a Posillipo, per esempio); proclamata, di fatto, dall'espressione della voce, che ha giri di frase napoletani soprattutto nel riportare dialoghi ma – a tratti e più lievemente – anche nel suo monologare («E stavamo tutte donne sul bagnasciuga»). È il caso di parlare di una voce, prima che di una scrittura, perché si tratta di un romanzo tanto scritto quanto trascritto. La...

J.M. Cain. La falena

«La prima cosa di cui ho ricordo è una grossa falena caudata. […] Non avevo occhi che per quella splendida cosa verde, tutta palpitante di luce, che si allontanava svolazzando tra gli alberi, libera e viva. Era una sensazione che immagino gli altri provino pensando a Dio.»   Comincia con questa preghiera laica la storia di Jack Dillon, storia di un bambino prodigio, capace di stregare tutti con la sua voce angelica; storia di un atleta promettente, che può migliorare le prestazioni chi gli sta al fianco grazie alla sua intelligenza tattica; storia di un meccanico dalle mani d’oro, nemesi di un padre avvocato finito a riparare auto perché è l’epoca che lo richiede; storia dell’imprenditore di se stesso, che sa...

Campioni # 2. Gherardo Bortolotti

  05. diverse dalle scarpe che abbandoni in un angolo, dalle tracce sbiadite che hanno lasciato all’ingresso, decifrabili ancora, alle tue spalle, come prove di una stagione precedente del tuo essere vivo, del fatto che altrove hai solcato il presente, disfacendoti in parte, in superficie, sprecandoti nel processo del tuo futuro imminente.   03. differenti dalle belle mattine di sole, dalle occasioni, dalle piccole coincidenze che si innestano nel moto del giorno, come anime in fil di ferro, sottili, raggiate, filiformi, in grado di rimanere, nel tempo, dopo il crollo dei minuti, delle ore, in piedi come resti di muri in cemento armato, alzati in anni passati, consegnati al futuro, al disfacimento.   Qualche anno fa Agamben rifletteva sul fatto che «...

Davide Orecchio. Stati di grazia

Lavora di alternanze la scrittura di Davide Orecchio, ora leggera quasi impalpabile, ora densa e struggente. Un romanzo, Stati di grazia, fatto da mille rivoli relazionali, da storie alternate e multiple che più che intrecciarsi si sovrappongono in un continuo dosaggio d’intensità. Non c’è fiato, non c’è spazio per la fuga: Orecchio, al suo primo romanzo, contiene in questa macchina felice le storie  dei suoi protagonisti in un viaggio attraverso la Sicilia degli anni Cinquanta fino alla violenza della dittatura Argentina. Rischioso e affascinante proprio perché fortemente letterario, Stati di grazia si pone al centro della narrativa italiana contemporanea con tutto il suo imprevedibile equilibrio danzante di parole e storie le une...

Ferriera, storie dappertutto

Ferriera è il ritratto di un uomo attraverso lo sguardo di una figlia. La prima immagine è la carta di identità di Mario Valentinis, classe 1928, operaio in fabbrica a Udine fin da adolescente, a quattordici anni orfano di padre per un incidente sul lavoro, emigrante in Australia come bracciante agricolo dal 1960 al 1963 e attrezzista laminatoio in fonderia fino agli anni settanta.     Ferriera è anche l’immaginario di una donna che dà forma alla consapevolezza di se stessa attraverso le storie di famiglia. Girando pagina c’è Pia Valentinis, di spalle e sola alla scrivania, che guarda una tavola del fumetto che sta illustrando.     

Una relazione complessa quella tra Mario e Pia, fatta di poche parole...

Pynchon. Bleeding edge

«Ehi guarda, stanno distruggendo i newyorkesi: carino, vero? Cioè: niente di personale.» È la profetica battuta di una teenager con la faccia incollata a un violento videogame che appare nell’ultima opera di Thomas Pynchon, uscita nel mercato anglofono proprio questa settimana a marchio Penguin. Il libro si fa leggere anche da chi ha scarsa indulgenza verso l’autore noto per aver esordito con il funambolico V giusto mezzo secolo fa.   Qui spiccano i dialoghi, secchi ed efficaci come nelle moderne serie televisive, ma tranne qualche sbandata nel plurilinguismo spinto (chutzpah, caveat, sutra, «Che si dice?» e strozzapreti in idioma rigorosamente originale) l’ottavo romanzo di Pynchon apparirà tutt’al più un...

Cosa vuoi fare da grande

“Alla Scuola elementare Attilio Regolo di Milano, due bambini un po’ strani, Guido Pennisi e Gianni Serra, trascorrono la maggior parte della loro giornata, nella terra di nessuno dell’ultimo banco”. È così che vien voglia di raccontare Cosa vuoi fare da grande (Del Vecchio Editore), il romanzo dello scoppiettante duo di scrittori Angelo Orlando Meloni e Ivan Baio: come una fiaba surreale che riesce a far pensare mentre si ride a crepapelle. Ma andiamo con ordine. Qui non ci sono orchi e fate, bensì gli studenti e gli insegnanti di una terza elementare sorteggiata per un esperimento pedagogico destinato a cambiare il sistema dell’istruzione italiana: i giovani allievi faranno da cavie al “futurometro”, un’invenzione...

Sepp Mall. Ai margini della ferita

«Nel 1969 avevo otto anni. Non esisteva per me un problema sudtirolese; solo il ricordo, vago, di soldati che marciavano su e giù davanti alle varie stazioni ferroviarie nelle quali sono cresciuto». Lo scrive Hans Karl Peterlini, giornalista e studioso altoatesino di madrelingua tedesca, in Noi figli dell’autonomia, un interessante e documentato volume fra l’autobiografico e il cronachistico uscito in prima edizione una decina d’anni fa e apparso da pochi mesi, rivisto e in traduzione italiana, per le edizioni alphabeta di Bolzano. L’infanzia non coglie la ragion d’essere dei conflitti politici, ne è felicemente esonerata, ma la presenza di quei soldati davanti alle stazioni non era simbolica: lo Stato italiano reagiva. Negli anni...

Pallavicini. Una commedia italiana

“Beviamoci un vero Martini” dice. “Una delle tre cose da fare prima di morire. La seconda è provare il risotto alla milanese, come lo faceva Marchesi. Quello vero. Marcello, non Gualtiero.” (a pag. 185) Soltanto a quel gran signore del Piersandro Pallavicini, Una commedia italiana (Feltrinelli), professore associato di chimica supramolecolare nell’università di Pavia, romanziere feltrinelliano da 12 anni, poteva venire in mente una scena del genere. Il preparatore di Martini è Alfredo Pampaloni, 82 anni suonati, già industriale caseario e sedicente inventore del claim “Galbani vuol dire fiducia”.   L'azione si svolge in gran parte nell'agosto 2012, a Solària, immaginario paesino dolomitico tra la...

Gipi. unastoria

Una storia: quella di Silvano Landi, scrittore in crisi coniugale, d’identità e d’ispirazione che soffre senza un motivo preciso ma si appassiona alla “storia bellissima” del bisnonno Mauro, ricostruita attraverso le lettere spedite alla famiglia dal fronte della prima guerra mondiale.       L’altra storia: quella di Mauro, giovane soldato, sprofondato nel buio e nell’attesa delle trincee nel 1918, che è tenuto in vita dall’amore per la moglie e il figlio e dal ricordo intenso dell’albero del bosco vicino a casa, dove, abbracciati al sole, potevano guardare liberamente il cielo.   Una storia nascosta, quasi marginale e dimenticata, di una figlia che assiste disarmata alle difficoltà di...

Marc Dugain. Viale dei Giganti

“Essere, vuol dire essere incastrati.” L’esergo di Emil Cioran in apertura ci porta subito al cuore dell’ultimo romanzo di Marc Dugain. In effetti, quello che l’autore francese ha scritto, prima ancora di essere la vera storia di un serial killer raccontata con profonda intelligenza narrativa, è un libro sul rapporto di ogni essere umano con un senso di reclusione che impedisce di uscire dalla propria coazione a ripetere. La reclusione fisica, la prigione, viene dopo: una volta oltrepassata la barriera che divide il criminale dal buon cittadino, il folle dal sano. Ma prima c’è la reclusione mentale, da cui il protagonista di Viale dei Giganti (Isbn Edizioni, Traduzione di Chiara Manfrinato) sa di non potersi emancipare.   Lo...

Alessandra Sarchi. L’amore normale

Laura, Davide, Violetta, Bettina, Fabrizio, Letizia, Mia: sono questi i personaggi che si dividono la scena (a coppie o singolarmente) nel dramma borghese di Alessandra Sarchi, L’amore normale (Einaudi). La vicenda è quella di un ordinario ménage interrotto a un certo momento da un imprevisto: per Laura, insegnante che vive con Davide, il marito medico, la vita formularmente soddisfacente di una coppia con due figlie in età scolare, l’accidente è il ritorno imprevisto di Fabrizio, l’innamorato dei vent’anni e poi amico fedele durante la malattia, ormai archiviata (non fosse per le vistose cicatrici, com’è ovvio metonimiche). Fabrizio ha a sua volta una famiglia, anzi due, visto che ha sposato prima la madre di sua figlia...