AUTORI
Franco La Cecla
28.09.2015

Questioni di gender, questioni di etica?

Il dibattito piuttosto triste e banale che anima in questi ultimi tempi l’arengo delle questioni relative  all’identità sessuale e di genere ha – bipartisanamente – una caratteristica comune. Che scaturisca dalla parte più baciapile e ideologica di una certa chiesa cattolica o che venga dall’empireo del post-femminismo bagnato nelle acque queer, la parola etica abbonda e deborda. Sembra che non si possa parlare di queste faccende senza mettere in campo la morale. L’idea che gli omosessuali siano più etici degli eterosessuali, basandosi sul fatto che tra “eguali” c’è più equità farebbe rizzare le carni ad Aristotele. Nell’Etica a Nicomaco il nostro si spende ampiamente per dimostrare che l’amicizia perfetta non è quella tra eguali e che ci possono essere molte altre forme di amicizia...

26.08.2015

L’Italia si ricorda del Sud quando va in vacanza

Mi piacerebbe intervenire nel dibattito tipicamente estivo sul Mezzogiorno d’Italia. Non a caso ci si ricorda che l’Italia ha un Sud quando si va in vacanza, il Sud è la pausa estiva per politici, governanti, giornalisti e opinion makers. Eppure ben venga un’attenzione rinnovata nei confronti di questa metà del paese. Non voglio entrare nel merito delle polemiche. Certamente c’è molta banalità circolante, purtroppo anche in chi ci governa. Il “piagnisteo” di cui viene tacciato chi si preoccupa del Sud fa parte di una maniera elegante di fuggire i problemi trasformandoli in retorica. A me interessa entrare nel merito della posizione particolare in cui si trova oggi il Meridione a partire dalla mia esperienza diretta della...

07.08.2015

San Francisco

Nonostante le spiacevoli traversie dei viaggi andati a male sappiamo che non sarà questo a fermarci. Le esperienze di viaggio ci insegnano che la prossima volta potrebbe andare meglio, anche quando tutte le evidenze volgono al peggio. C’è, nel viaggio, la forza di una sorpresa, l’idea di novità, la deriva profonda dell’avventura, quella che il filosofo Jankélévitch pensava fosse la chiave dell’idea di inizio, di ri-partenza o di qualcosa che “stacca” il tempo normale e lo fa diventare una freccia. C’è, nel viaggio, la busta a sorpresa che una volta si comprava in edicola. Non importava quel che c’era dentro, giornaletti, soldatini, cianfrusaglie, ma era l’aprirla il momento magico. Il viaggio...

09.06.2015

Gender studies. Evidentemente noi italiani

Evidentemente noi italiani ci meritiamo sempre il livello più basso dei dibattiti. Quando arrivano da altrove temi che sono stati caldi e centrali per cambiamenti di paradigmi, nuove attenzioni scientifiche e nuovi campi disciplinari vengono infilati nell’imbuto dell’arcitrito modo di “sinistra” di vagliare le cose. E questo si risolve tragicamente in un politically correct che trova ampia sponda su Facebook, una fogna di tutte le retoriche che non hanno il coraggio di mettersi in ballo, dagli animali vegetariani che si proteggono tra specie diverse alle ovvietà del mondo queer.   Che cosa queer voglia dire e cosa c’entri il queer col dignitoso dibattito sul “gender” che dagli anni 80 è stato portato avanti in buona...

09.04.2015

La preghiera che salva

Mi capita di fare alcune riflessioni legate alla difficoltà dell’organizzare una mostra a cui lavoro da dieci anni e che finalmente avrà luogo a Torino, in Venaria Reale con apertura l’11 di Aprile. Le difficoltà a cui devo fare fronte non sono di natura tecnica o organizzativa, ma concettuali. Su questo stesso doppiozero ho spiegato l’idea che sta alla base della mostra. Il rapporto tra quell’articolo scritto e l’esperienza pratica che sto facendo nella mostra mi ha fatto capire qualcosa di nuovo. In breve: la tesi di Pregare, un’esperienza umana è che la preghiera sia qualcosa con un carattere pressoché universale. È evidente a chi viaggia, ma anche a chi fa ricerca antropologica che le religioni siano dei...

01.04.2015

Milano ha un futuro?

Una città come questa non è per viverci, in fondo: piuttosto si cammina vicino a certi muri, si passa in certi vicoli (non lontani dal luogo del supplizio) e parlando con la voce nel naso avidi, frettolosi si domanda: non è qui che buttavano loro cartocci gli untori?   da Giovanni Raboni, Tutte le Poesie (1949-2004), Einaudi, 2014       Che posto strano, chi ci arriva da fuori e non ci è abituato si sorprende che sia una città «volutamente» trasandata. Come se la cifra più forte del suo attestarsi sulla bassa non sia il magnifico Duomo, ma l’assenza di dettagli, il voler comunicare «qui non abbiamo tempo» per la bellezza. Una città ricca – ovviamente anche povera...