AUTORI
Giulia Margstahler
29.08.2013

Oggetti d'infanzia | Il rullo

Quando avevo quattro anni mia madre portò a casa un pastore tedesco piccolo e nero. Era una femmina, un poco sbilenca e con le orecchie piegate; l’aveva vista in un negozio di animali e se ne era innamorata. In famiglia ci fu parapiglia e mio padre, preso alla sprovvista, annunciò teatralmente: «O me o il cane!». Mia madre scelse il cane e ad andare via con la coda tra le gambe fu il papà – che però tornò un paio d’ore dopo. La chiamammo Ottilia. Io rimanevo piccola e lei cresceva a vista d’occhio, mentre le orecchie si raddrizzavano e le ossa si rinforzavano; il pelo si infoltì e mutò colore, neri la schiena, il muso e il tartufo, miele le zampe possenti, nocciola i fianchi e la bella coda. Era dolce e...