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competizione

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La differenza teatrale

Perennemente interconnessi, sempre ovunque e in nessun luogo. Trasparenti, scrive Byung-Chul Han, sovraesposti alla comunicazione, vittime del bisogno di prestazione e di presenzialismo nella società della competizione e dello spettacolo globali. L’antiveleno c’è, ed è antico, secondo Massimiliano Civica, regista quarantenne autore di spettacoli di scabra potenza e penetrante intelligenza, con un rigore formale e un’ansia d’interrogazione che ricordano i film di Robert Bresson. Civica si appresta a rappresentare una tragedia greca, Alcesti di Euripide, la storia della regina che immola agli dei la propria vita per salvare il marito, subito strappata al regno di Thanatos e restituita alla luce da Eracle. Lo fa fuori dai canoni, in un modo che non nasconde pensieri puntuti e ambizioni.   Va in scena esclusivamente a Firenze, nel Semiottagono dell’ex carcere delle Murate (una colonna di ballatoi sui quali si affacciavano le celle), per soli venti spettatori ogni sera. Accompagnano il regista Daria Deflorian e Monica Piseddu, due attrici pluripremiate che copriranno i diversi ruoli grazie a maschere, come ai tempi di Euripide,...

Innovazione sociale e capitalismo relazionale

Torniamo indietro con le lancette del tempo. Cerchiamo l’innovazione sociale, quella vera realizzata sul campo. Come trovarla? Cercando testi e articoli che ne parlano chiaramente nel senso in cui la intendiamo noi oggi: “nuovi modi per rispondere a bisogni sociali emergenti o nuovi”. Anche fermandoci al 1800, scopriremo abbastanza velocemente che l’innovazione sociale si presenta come un fenomeno ciclico, come un susseguirsi di periodi ad elevata concentrazione (i picchi) e periodo in cui le innovazioni sociali sono più rare.   Il primo ciclo ha il suo culmine a metà dell’800 – prima rivoluzione industriale. Il secondo a inizio ’900 – seconda rivoluzione industriale. Il terzo tra il 1930 e il 1940 – capitalismo finanziario. Il quarto negli ultimi 10 anni del ’900 – capitalismo cognitivo. In quest’ottica l’innovazione sociale diviene un fenomeno mediante il quale gli individui reagiscono alle pressioni di un ambiente sociale in mutazione interagendo con esso e alimentando ulteriori cambiamenti. Se tanto mi da tanto, l’attuale ondata di innovazioni sociali ci segnalano una...

Cooperare per competere

Cooperare per competere. Sembra una contraddizione e invece è il motore di un cambiamento che da marginale diventa sistemico. In un’arena sempre più ampia e popolata da attori diversi che dichiarano di voler perseguire finalità simili - di interesse collettivo, di impatto sociale, con finalità di inclusione ecc. - è determinante individuare un principio generale di coordinamento, affinché queste iniziative possano competere efficacemente.     Il significato di competizione - dal latino cum-petere - rimanda infatti non a una specie di selezione naturale che premia il più forte a discapito degli altri, quanto piuttosto alla capacità di convergere verso un obiettivo comune pur muovendo da punti di partenza differenti. Se questo è l’obiettivo che anima, trasversalmente, i soggetti della produzione di valore sociale attraverso liniziative imprenditoriali, il principio di coordinamento che si mostra più efficace è quello della cooperazione.   Come ricorda Richard Sennett cooperare è ben diverso dalla semplice collaborazione, in quanto nel primo caso, oltre agli...

Ciclista della malora

Lo ammetto, sono un automobilista. E come tutti coloro che appartengono alla mia razza ho reiterato il veniale peccato di mandare a quel paese, dal chiuso dell’abitacolo, i patiti della bicicletta, soprattutto se in gruppo e atteggiati come se fossero circondati da un alone di intangibilità.   La ragione non sta mai tutta da una parte sola. Per parte mia riconosco che nei confronti della bicicletta, oggetto di desiderio infantile come per molti della mia generazione, nutro una certa avversione dopo averla cavalcata, giovane corridore di belle speranze, nel corso della mia prima e ultima avventura agonistica: trattavasi di gara valevole per la qualificazione alle selezioni provinciali dei mitici Giochi della Gioventù. Giunsi al traguardo, sfiatato al limite dell’anossia e forse con un principio di colpo di calore, dopo un serratissimo duello con un incapace mio pari, ultimo e nella confusione di genitori e parenti che avevano invaso il rettilineo conclusivo, convinti che gli arrivi si fossero esauriti.   Da allora con la bicicletta ho avuto brevi momenti di illusoria complicità, risolti consensualmente e con una formula che...

Cesenatico, Gran Fondo Nove Colli

Sulla griglia di partenza, tra centinaia di uomini che somigliano a cavalli pronti allo sparo. E’ presto, fa fresco. Sono l’unica donna nei paraggi. Ho quarant’anni e sono ridicola. Mia madre mi ha detto: “ Tu inizi quando le altre finiscono”.   Le divise dei ciclisti hanno scritte come i manifesti delle sagre, che raccontano di piccole imprese artigianali, di negozietti di periferia. Fermento tra i gruppi: ci si parla in dialetto, ci si chiama coi soprannomi e con battute da circolo. Si tendono i muscoli senza ragione affinché tu che guardi capisca subito con chi hai a che fare. Anche se partiamo da una griglia di cicloamatori, vedi corridori tirati come campioni, con le sopracciglia rifatte, altezzosi e distanti, pronti solo allo scatto.   Avevo dieci anni; seguivo mio padre con la mia bici gialla. Lungo salite estive in cui non passava nessuno, lui davanti mi guidava in silenzio. Ci fermavamo a salvare un calabrone capovolto, o a cogliere ciliegie. Io diventavo la scaglia di mare nel sole, lui la collina che fumava a valle, il monte chiaro che si faceva cielo. Alla processione del paese, fermi lungo il ciglio, contavamo...