raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Categorie

Elenco articoli con tag:

malinconia

(5 risultati)

Il vero e il finto per tratteggiare il falso / L’etimo del superstite e l’arrivo di Saturno

Sovrastare   La condizione del debilitato è la debilitazione; la condizione del distratto è la distrazione; la condizione del separato è la separazione. Possiamo concludere forse che la condizione del superstite sia la superstizione? Se la risposta fosse, pienamente, «no» si tratterebbe di un puro gioco con le parole, perché è appunto dei giochi con le parole accostarle per somiglianze non dovute a una reale familiarità di etimo. Ma anche se il lessico contemporaneo non ce lo lascerebbe sospettare, fra superstite e superstizione un rapporto c'è. Lo si impara nelle ultime tre pagine (494-496) di una vasta opera di erudizione, la cui edizione italiana è per fortuna ancora ristampata nella Pbe Einaudi: il Vocabolario delle istituzioni indoeuropee di Émile Benveniste, linguista, filologo e fondatore della semiotica (che a lui deve l'introduzione della fondamentale problematica dell'enunciazione, la proiezione della persona nel linguaggio; un'antologia dei suoi scritti è stata raccolta e introdotta da Paolo Fabbri nel volume Essere di parola. Semantica, soggettività, cultura, Bruno Mondadori, Milano 2009).   Le mosse di Benveniste a proposito del superstite sono tre. La prima...

Pechino. Giovani lettori

È difficile dare un’età ai cinesi. La ragazza a cena con noi potrebbe averne poco meno di trenta, un filo di pinguedine come accade a molti della sua generazione: quelli del ceto più alto, che provengono magari da famiglie di un certo benessere in progressivo aumento. La vita facile che si schiude a chi fa fortuna (e ha avuto modo di farla, in un modo o nell’altro, cavalcando lo sconvolgente passaggio da un’economia di stato totalitaria a un altrettanto totalizzante liberismo rampante), in un paese che cresce. Quando inforcherà la biciclettina a fine cena, commentando la mia abitudine di tornare a casa a piedi con una lunga camminata tra le vie secondarie, gli hutong silenziosi, dirà: ho la bicicletta perché si è rotta la batteria del motorino: io non amo lo sport. Ma camminare, o spostarsi in bicicletta, non è mica sport, obbietto io. Fai fatica, dice lei. È strano, perché io la pinguedine giovanile la collegherei d’istinto a un velo di malinconia, a un’attitudine alla rinuncia, alla paura di esporre il proprio corpo a rivelazioni inattese come l’aria fresca nei capelli in...

Sergio Peter. Dettato

Dei personaggi robusti e induriti nella Marsica di Silone, dei taciturni protagonisti di Pavese, delle atmosfere neorealiste più dimesse e più autentiche si sentono gli echi in Dettato di Sergio Peter. Un romanzo breve che emette verità e autobiografia senza mai diventare autoreferenziale. Il fluire spontaneo dalla coscienza dell’autore, mai ammiccante è, per fortuna, non perfettamente orchestrato come in molti bestseller, di quelli, per intenderci, che vincono i premi glamour. Ed è molto meglio così.   Qui prevale il tempo del racconto: una narrazione franta e intima da parte del protagonista, che poi è anche il narratore e autore, Sergio. Con tecnica cinematografica riesce a “stringere” come con una telecamera sui personaggi della sua famiglia, per poi “allargare” sui paesaggi del suo piccolissimo mondo antico. In questo andirivieni della memoria le persone sembrano incastonate in un ecosistema senza via d’uscita: la Lombardia di confine, il profondo nord contadino e distante.   Si parte dal trisavolo Santino Peter, passando per il bisnonno Domenico Peter, fino alla generazione del...

Ludwig Josef Johann Wittgenstein

Lo scorso inverno mi è capitato di leggere un libro molto bello: Wittgenstein. Una biografia per immagini, curata da Michael Nedo e pubblicata da Carocci. Non leggevo più il filosofo austriaco dalla fine degli anni Ottanta, dopo il termine dell’università, quando, insieme a Walter Benjamin, Wittgenstein era lettura obbligatoria: Benjamin ai seminari con Luciano Anceschi e i suoi allievi; Wittgenstein nelle letture che ne facevano Massimo Cacciari e le persone del suo giro, Michele Bertaggia e Giorgio Franck, da cui ho imparato l’importanza di Della certezza.   In quegli stessi anni Aldo Gargagni lo traduceva e ne scriveva in modo affascinante; poi la rivista “Nuova Corrente”, da cui appresi molte cose. Prima ancora c’era stata la tesi di laurea di Mario Porro sul Tractatus, discussa con Giovanni Piana; l’ho letta alla fine dei Settanta, ma non era molto facile. L’ultimo libro del filosofo austriaco che avevo preso in mano era stato Pensieri diversi (Adelphi), che mi sono trascinato dietro per un decennio, o quasi, con letture e riletture, e annotazioni a margine (oggi del tutto incomprensibili). Poi più...

Orizzonte in Italia / Abruzzo e Molise

Continua Orizzonte in Italia, il giro in bicicletta lungo le coste della nostra penisola: la sesta tappa ci porta in Abruzzo e Molise.   Ai marinai di ieri e di oggi   Calypso al Lido   Dormire vicino a un ponte   Ecco la guida   La malinconia a Termoli   Ogni giorno per tutto il mese   Orizzonte in costruzione   Proprio sotto ad un ponte   Un trampolino ai fedeli del Molise