Categorie

Elenco articoli con tag:

movimenti

(5 risultati)

Intervista. Italia, sviluppo ma non progresso

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Proseguiamo oggi con la prima: la pubblicazione d’interviste disperse, o poco note, di Pasolini con giornalisti, critici, saggisti italiani e stranieri.   Proseguiamo oggi il nostro Speciale Pasolini con una conversazione con Gideon Bachman pubblicata da Chiarelettere in Pier Paolo Pasolini,...

Diritto all'abitare

I colori delle bombolette spray vivacizzano gli striscioni dei cortei dello sciopero sociale del 14 novembre: su uno campeggia la scritta “diritto all’abitare”, con qualche hashtag qua e là, come #scioperosociale. Se un corteo cammina per strada si può parlare di diritto all’abitare? Allo sciopero sociale si poteva aderire in tanti modi: con il blocco del traffico, ad esempio, in cui lo scorrere delle auto che abita le carreggiate delle nostre città viene per una volta interrotto. Il #14novembre si reclamavano: il diritto all’abitare, contro il piano casa e il caro affitti; il diritto ad abitare la strada, camminandovi; il diritto ad abitare la scuola e il lavoro, contro l’aumento delle tasse, contro i tagli all’istruzione, contro la disoccupazione e la precarietà.   La giornata si è svolta più o meno in maniera liscia; nondimeno foto, video e commenti insistono di preferenza sui pochi scontri. Cosa si intende esattamente per scontro di piazza? Uno se lo può immaginare: il corteo, la polizia, il casino. Solitamente un numero rilevante di persone sfila dietro a striscioni in maniera pi...

Rosario Dello Iacovo. Curre curre guagliò

Il nome di Rosario Dello Iacovo sulla copertina del libro è una mera formalità burocratica, quell'imputazione di una responsabilità legale che identifica la funzione autoriale secondo Foucault: a qualcuno bisognava pur pagare le royalties. In realtà “Curre curre guagliò. Storie dei 99posse” è un libro collettivo, o più precisamente polifonico, in cui la somma delle voci – esattamente come in una band musicale – orchestra un discorso d'insieme che va molto al di là della biografia di un gruppo famoso. E il primo segnale che non siamo di fronte al lavoro compilativo e cronologico di un cronista è proprio quel titolo plurale: storie.   Il lettore che cerchi il pettegolezzo salace, la storiella sfiziosa, il backstage, il buco della serratura da cui guardare la vita dei membri della band non resta deluso: con tantissima ironia – spesso schietta, talvolta virante al sarcasmo, qui e lì amara – vengono raccontati molti episodi personali, le tappe, la vita della band e alcune avventure – come quando, arrivati in macchina in una piazza di Reggio Calabria, presidiata...

Non chiamatele rivoluzioni

Gli eventi e le proteste degli ultimi anni ci hanno mostrato l’urgenza di una riflessione politica sulle nuove modalità di partecipazione alla scena pubblica, tra occupazioni e nuove esperienze di autogoverno. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un proliferare di pratiche politiche radicate nella materialità delle esistenze, nella sua concretezza e nelle sue urgenze; esperienze che difficilmente possono essere fatte rientrare in un’unica analisi, dal momento che ognuna mantiene una propria specificità legata al contesto. Inoltre, non è facile tenere assieme uno sguardo generale e l’attenzione al presente, alla materialità e contingenza delle esperienze. Sono eventi specifici, ognuno diverso dall’altro, ognuno unico a suo modo. Eventi unici, eppure in connessione. Tenere insieme questa unicità con lo sguardo ampio di una lettura generale è difficile e forse anche un po’ pericoloso, ma non è impossibile, se conosciamo i rischi dell’uso ingenuo della teorizzazione.   La mia intenzione è quella di prendere in considerazione alcuni eventi di protesta e di riappropriazione degli...

Mostrare le spalle

“Mi scusi se le mostro le spalle!”: è facile accorgersi anche nel galateo quotidiano del singolare stigma rivolto al corpo visto da dietro. Non accade diversamente nella storia delle immagini, dove continuamente troviamo figure che ci vengono incontro, ci mostrano le loro fattezze, i loro movimenti, il loro abbigliamento. È quasi un’ovvietà: comprendiamo le intenzioni degli altri osservandoli di fronte, perché è così che ricaviamo informazioni da quello che è l’emittente per eccellenza del corpo umano, il volto; ed è sempre dal davanti che possiamo osservare le traiettorie delle infaticabili collaboratrici del volto, le mani. Eppure, più spesso di quanto non si creda, i pittori hanno fatto ricorso alle figure viste da dietro. Lo dimostra ora Luigi Grazioli in Figura di schiena, edito da Doppiozero books, e scaricabile dal sito online della rivista.   Si comincia dal Trecento e da una delle più significative apparizioni della figura di schiena, il compianto sul corpo di Gesù che Giotto dipinse a Padova nella Cappella degli Scrovegni; è qui, nelle donne sedute a terra...