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turismo

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Orta / Paesi e città

  Lake Orta, Italy, è la scritta che campeggia sulla grande rotonda di prato appena risistemata che dà accesso al paese di Orta San Giulio, provincia di Novara, un borgo “tra i più belli d’Italia”, come dicono i depliants turistici. In questo momento un operaio sta pettinando con cura il tappeto erboso all’inglese che è stato appena disteso sull’aiuola in vista della stagione estiva. Lake Orta. In italiano lago d’Orta, cioè un luogo, come tanti in Italia, pieno di cultura, arte e paesaggio – in una parola bellezza. Bellezza antica che, fatta salva la capacità individuale di goderne in solitaria immersione, nella prassi e nelle dichiarazioni di principio degli amministratori e delle istituzioni culturali viene tradotta nei due concetti cardine di ogni discorso sui beni culturali: conservazione e valorizzazione. Sulla buona pratica del primo pesa, qui, il giogo di una rinata aggressività speculativa a cui sta tenendo testa solo l’ostinazione di un Comitato locale di cittadini; sulla virtuosità delle pratiche di valorizzazione pesano invece ben altre ipoteche. Intanto...

Viareggio e Bargecchia / Paesi e città

  Sono nato a Viareggio nel mese di giugno. Conoscendo la sete d’aria di mia madre che perfino oggi spalanca le finestre anche in pieno inverno, sono certo che ho respirato aria di mare ancora prima di nascere. Il vecchio ospedale Tabarracci è separato dalla Passeggiata e dalla spiaggia solo da una piccola e odorosa pineta. Sono nato respirando resina e salmastro. Ma sono un collinare. Sì, sono nato a Viareggio ma ho sempre vissuto ad una decina di chilometri dalla Perla del Tirreno, sui colli. Il mio paese si chiama Bargecchia. Sono certo che qualcuno sarà portato a produrre un’etimologia creativa, per così dire, collegando il nome del paese al vocabolo “bar”. In realtà il toponimo deriva probabilmente da “berg”, altura, montagna. Ma, come sempre, gli errori sono fertili, ricchi di humus. In realtà il mio paese con il bar, anzi, con i bar, ha molto a che fare. Gli abitanti sono pochi ma i bar sono tanti, in proporzione. Ed è lì, dentro e fuori, sopra e accanto ai tavolini, che scorre la vita, e la non-vita. Guardano, i miei compaesani, chi passa, come passa, con chi passa....

Scampia / Paesi e città

Undici turisti provenienti da Pisa sono stati arrestati per aver comprato droga nell’outlet di Scampia. I compratori alloggiavano in buoni alberghi napoletani, poi, due di loro in taxi, arrivavano nelle piazze di spaccio, acquistavano e tornavano in albergo. Stanotte sono state arrestate altre sette persone, quest’ultime provenienti dalla Basilicata e dalla Calabria, identica, s’immagina, la metodologia d’acquisto. Un nuova moda quindi? Una specie di turismo esotico con pacchetto brivido cocaina incluso nel tour? Non sono casi isolati, se ne sentono raccontare parecchi.   A Scampia il prezzo della droga è basso e questo spinge le persone a spostarsi anche da altre Regioni per comprare in regime di sconto. Naturalmente, se devo mettere in conto l’autostrada, il prezzo della benzina, il pernottamento è chiaro che devo ottimizzare il viaggio e quindi sono portato ad acquistare molte dosi di droga, altrimenti il bilancio è negativo. Ciò, in pratica e dal punto di vista giuridico, vuol dire che la dose di droga comprata è di gran lunga superiore a quella concessa per uso personale, quindi per l’acquirente...

Merano / Paesi e città

Ritenuta a torto una città turistica, Merano è da sempre (anzi da un paio di secoli) una città di cura. Luftkurortera la definizione corrente nelle guide di inizio Novecento, ossia luogo dall’aria curativa. Oggi, naturalmente, la definizione non risponde più al vero; a volte, d’inverno, l’aria è irrespirabile; anche qui sono costretti a bloccare il traffico. Ciò nonostante permane quest’associazione d’idee, fra la città o cittadina e la malattia. Sarà forse per questo che molti turisti (non tutti, certo) hanno un aspetto sofferente, debilitato, spento e paiono trascinarsi per i viali e le promenades, ansimando, sbuffando, lenti come gottosi? Sarà per questo che l’età media dei medesimi si aggira tra i settanta e gli ottanta, al punto che un poeta sudtirolese, N.C. Kaser, la definì, alcuni anni orsono, casa di riposo della Germania federale?   Merano vanta tra i suoi ospiti scrittori illustri. Bisognerebbe specificare: scrittori malati illustri. Benché spesso lo siano diventati dopo, illustri. Dopo che la malattia che li aveva portati a Merano, in...

Teatro-museo Dalì, Figueres

Convulsiva o commestibile, tragica o sinistra che sia, la bellezza surrealista non abita l’architettura glassata del Museo Dalì di Figueres. E non perché non sia abbastanza splendente d’oro, persino rutilante, teatralissimo fin dalla facciata che chiude, proprio come una quinta da palcoscenico, l’antica piazza, oggi ovviamente intitolata all’ineffabile coppia Dalì - Gala. Qui, sulle rovine combuste del teatro municipale che aveva accolto i suoi primi disegni di adolescente “che vale tanto oro quanto pesa”, l’artista ormai al tramonto aveva deciso di costruirsi un esorbitante monumento, veramente un mausoleo, un’enorme Wunderkammer che mettesse per sempre in scena le sue visioni di critica paranoia. “Voglio che il mio museo sia come un blocco unico, un labirinto, un grande oggetto surrealista. Sarà un museo assolutamente teatrale. La gente che lo visiterà se ne andrà con la sensazione di aver fatto un sogno teatrale”, aveva detto l’artista all’inizio di questa sua interminabile impresa – la prima di una lunga serie di inaugurazioni risale al 1970 - ma di quel...

Scicli / Paesi e città

Trovare e descrivere l’anima di una città è ripugnante. La creazione di un’identità sommaria alla quale sia quasi possibile credere – alla quale anzi si finisce per credere – è della moda, del capriccio, della ciarla. Lancia uno o più tratti e blocca lo sviluppo del corpo individuale. Dentro questa motriglia collettiva, dove il critico di paese, il politico, il dirigente e il ciarliero riposano in pace, giace Scicli.   Qui si fa ironia, si parla e si scrive diplomaticamente; non ci si firma, non ci si espone; se due parlano, altri due cadono dalle nuvole e riesci a coglierli con la coda dell’occhio posarsi obliqui, maledetti cucchi, e trattenere il respiro. Ventiseimila abitanti meno qualcuno, insomma, scorrono nella fogna incrostata dal cui foro primario e unico si determinano le naturali persecutorie (dicono loro) e disperate (diciamo noi) entrature. Ricorrenza di topi che la sfangano.   Che poi sia una cittadina (un paesazzo) bellissima non dovrà interessare a nessuno. La chiesa di San Matteo domina Scicli dall’alto, a destra S. Maria la Nova col Gioia, a sinistra S....